Vintage & Musical W-End @ Liverpool

13 10 2008

Son tornata ieri sera da Liverpool, ci ho passato il fine settimana. Non c’è tantissimo da vedere, ma il numero dei centri commerciali compensa abbondantemente questa carenza, e, come è risaputo, la cosa non mi lascia indifferente: al ritorno oltre a essere stata l’ultima a salire, avevo il trolley che non entrava nel portabagagli dell’aereo, e penso che le hostess mi abbiano odiato. Anche perchè era consentito UN solo bagaglio a mano e io avevo sto trolley con le cerniere che non si chiudevano più, una sportina e la borsa.
Come ho fatto a passare (1) il controllo numero bagagli, (2) controllo se si è in possesso del biglietto d’imbarco, (3) controllo passaporti e (4) metal detector? ero bardata con maglie e maglioni sia addosso che legati in vita (e in aeroporto c’era un microclima equatoriale) con la borsa tenuta sotto al braccio coperta dal giubbino, ma ammetto che mi sia andata da culo.
Daltronde come potevo farmi scappare il gioco dei conigli 2 nuovo a 20 sterline o degli stivali fighissimi a 15 (e un maglione, e il golfino e gli orecchini + altre cose necessarie per la mia sopravvivenza), e poi là c’eran già gli addobbi natalizi, e qualche regalo c’è scappato..
Comunque non si può andare a Liverpool senza farsi prendere dal mondo Beatles, e infatti sono andata al museo. Entrare costa 12 sterline, ma se siete bravi vi potete intrufolare dietro ai cartelloni mentre la cassiera fa il biglietto agli altri. Peccato non avere l’audioguida. Poi non preoccupatevi all’uscita se non avete niente da riconsegnare: la ragazza non vi chiede “perchè tu no?” ma vi saluta e vi ringrazia per la visita..ma che rimanga tra di noi, o vi dovrò uccidere tutti.
Altra fissazione che hanno i Liverpooliani sono i negozi vintage: ci ho messo più di un’ora per trovare la Vintage Fair (Google Maps by foot beta version mi ha toppato tutte le mappe): praticamente ci stavo girando intorno e nessuno ne aveva mai sentito parlare, ma il vero mistero era riuscire a chiedere indicazioni: il loro inglese è tutto un “uo uo gna gna gna”, tra la lingua di Vercingetorige e quella di Bilbo Baggings.
Comunque se vi passa per la testa di emularmi, non fatelo: per tutta la città c’è pieno di negozietti molto più carini e più forniti di quella pseudo-fiera di raus impolverati e buttati a caso negli scatoloni.
Come a Londra, i Liverpoolesi han gli orari improbabili, e infatti la cena in ostello era dalle 17.30 alle 20.30; così dopo aver consumato un horrible pasto (dalla foto mi è stato detto che non sembra male, ma a un certo punto mi veniva da vomitare)

stasera il menu propone Patatine fiappe, riso con salsa vegetable adatta a palati indiani/cinesi e piadina a forma di sella

Stasera il menu propone: Patatine fiappe, riso basmati cotto qualche tempo fa + salsa vegetable con abbondante paprika + piadina a forma di sella.

son uscita e son andata al Bumper a vedere della musica dal vivo. Il primo gruppo mi ha fatto pentire di aver speso 4 sterline d’ingresso: 5 pistola che strimpellavano tutti incazzosi..il cantante era il peggiore (peGGiore), un ragazzetto forse ventenne simil alcolizzato che si atteggiava da fratello Gallagher..se a vederli c’ero solo io e 5 dei loro amici (arrivati anche in ritardo) magari un motivo ci sarà stato. Mi sembra si chiamassero LP: forse stava per Liverpool Pistols o Lonely Pricks..
Invece con gli altri gruppi, tra cui i Black Jackals, è andata molto meglio: oltre a uno stile e a una musica più decenti non c’erano le balle di fieno che rotolavano per il pub.
L’ultima nota la lascio per le foto: mai mai maaaaai fatte foto così oscene, non so perchè, forse il rapporto luminescenza-umidità-telemetro-cavalletto non era adeguato, ma può anche essere che fossi troppo presa a strisciare la carta di credito nei vari negozi..beh se proprio volete vederle ok, ma se boskizzi & pecorelle non me le guardano mi fanno un piacere, son davvero imbarazzanti e potrebbero creare danni alla vista.





L’acquisto compulsivo

20 06 2008

Ieri mi han tolto un dente del giudizio, oggi ho il faccione.
Sembra che abbia una pallina da golf in bocca.
O in alternativa il gobbo di notre dame su una guancia.
Mi vergogno tantissimo ad andare in giro così, soprattutto se sto coso durerà fino a domenica, che andiamo al Mart.
E per sentirmi meglio ho ceduto all’acquisto incauto/compulsivo di un biglietto per Liverpool a 24.98 euro per metà ottobre.
Tanto avevo già deciso di andare qua a settembre, quindi questa occasione ci sta giusta giusta.

Che vergogna.