Tips for hand luggage travellers

2 12 2008

Anche se rimangono da visitare Cork (il prossimo we) e Berlino (per Capodanno), sto traendo le somme  dei fine settimana in solitaria in giro per l’Europa.
Per chi si appresta a fare qualche giorno in una delle località che ho visitato quest’anno, lascio qualche breve consiglio.

Madrid (gennaio)
da evitare la zona Chueca se non si hanno tendenze omosessuali, o si rischia di essere coinvolti in trenini che non vanno sui binari.
E’ d’obbligo “ir de tapas” (fare l’aperitivo) con bocadillos de jamon, patatas bravas y aceitunas (pane con prosciutto crudo, patate con una salsa tipica e olive).

Francoforte (febbraio)
Hotel Paris. Vicino alla fermata del terravision, le camere sono pulite ma non c’è l’ascensore, e assicuro che farsi quella rampa di scale è faticoso anche solo con il trolley. 50.00 € una doppia con bagno.
Per cenare è ottimo il ristorante della Paulaner, piatti grandi e costi accessibili. Consigliato lo stinco.

Zanzibar (marzo)
Il tempo è stato ottimo, nonostante qualcuno mi avesse detto “va che a marzo piove”.
Il Bravo Kiwengwa è veramente bello, cucina eccellente, staff validissimo. Adatto a single o coppie senza bambini piccoli. Per le escursioni ci si può affidare senza nessun problema ai ragazzi sulla spiaggia, anzi l’unica volta che siam rimasti bloccati in mezzo al mare perchè la barca non partiva più, è stato con l’Alpitour.
Accettano solo dollari a testa grande.

Bruxelles (aprile)
Ostello 2GO4: vicino alla metro, è uno degli ostelli più belli in cui sia stata, in cui ogni letto è dotato di una propria presa di corrente, di una luce e di un armadietto, a 11.00 € a notte in camera da 14.
Da evitare è il museo della cioccolata, 5.00 € di ingresso spesi malissimo. Da non perdere invece AutoWorld, il museo delle automobili, interessante anche per chi di motori non se ne intende.

Londra (maggio)
Ostello Bowden Court, 12 sterline a notte. E’ a Notting Hill, a pochi minuti a piedi da Portobello Road, da Hyde Park e dalla fermata della metro Hotting Hill Gate. Per lo standard così orrendo della pulizia inglese, è più che discreto.
Molto interessante ma poco pubblicizzato è il War Museum, interattivo, per avere un’idea di come è un sottomarino, una trincea o una casa al tempo della guerra. Ci sono anche molti reperti della prima e seconda guerra mondiale.
Per chi vuole visitare Madame Tussaud’s consiglio di prenotare i biglietti tramite Expedia (qua si va direttamente alla pagina di riferimento) risparmiando tutta la fila all’ingresso che può durare anche un’ora, per una cena abbondante a suon di musica invece c’è l’Hard Rock Cafè, che non ha bisogno di presentazioni.
Internet gratis lo si può trovare all’Apple Store di Oxford Street e per le signorine che soffrono di shopping compulsivo, poco più in là di Marble Arch (sempre in Oxford Street) c’è Primark, tempio dell’abbigliamento femminile a poco prezzo.
Attenzione al checkin: gli inglesi son veramente fiscali sul bagaglio a mano che deve essere uno, quindi marsupi, borse, borsette e sportine devono stare nel trolley, pena l’imbarco dello stesso (se non sbaglio con Ryanair dovrebbe essere sui 30 €).

Brema (giugno)
Ostello Townside Hostel Bremen molto carino, pulito e vicino al centro, 10.00 € a notte in camera da 5.
La città si visita benissimo in un fine settimana, per la visita alla fabbrica della Beck’s è consigliato prenotare (io non l’ho fatto e son rimasta a bocca asciutta..a fine tour c’era l’assaggio). In ogni caso sono da provare la Beck’s al limone e la gold: la birra costa meno di una bottiglietta di acqua.

Barcellona (giugno)
Alberg Palau, che a dispetto del nome è un ostello. Sistemazione carina (come in inghilterra, la pulizia è spesso un optional in tutta la Spagna). E’ difficile trovarlo la prima volta, è in una piccola traversa di Carrer d’Avinyò, ma è a 2 minuti a piedi dalla Rambla. 21.00 € a notte in una camera da 5.
Tra le tante cose da non perdere c’è assolutamente Casa Battlò, l’ingresso è un pò caro ma viene fornita l’audioguida. Poco più avanti c’è La Vaca Paca, buon ristorante con buffet a prezzo fisso in cui si può mangiare all’infinito.

Siviglia (giugno)
Da evitare nei mesi estivi, si rischia il collasso per il caldo.
Ostello Olé Backpacker, 15.00 € a notte in una camera da 8. Buona la posizione, vicino sia al centro che alla parte meno turistica.
Per la cena consiglio la trattoria Miami, 300 mt dopo il ponte di Isabel II: per il secreto iberico (un enorme piattone con carne di maiale, patate e insalata) e una bottiglia d’acqua si spendono 12.70. E’ aperto la domenica.

Vienna (giugno – luglio – novembre)
Hotel Kolbeck è un pò fuori dal centro nonostante sia vicino alla metropolitana e alla stazione Südbahnhof. La camera è pulita, con bagno incluso, la colazione abbondante e per una doppia si spendono 86.00 €.
Wombat’s The Lounge: per essere un ostello è decisamente caro (20.00 € a notte), ma la qualità è elevata. Pulito, è adatto anche a famiglie con bambini piccoli. E’ in Mariahilfer Straße, la via dei negozi che porta direttamente in centro. L’ostello si trova di fronte alla fermata della Westbahnhof (metro e stazione dei treni).
Per raggiungere il centro, al posto del Cat (treno) e del Terravision (bus) si può prendere il treno S7 che in 35 minuti raggiunge la stazione di Wien Mitte; da lì si può proseguire con la metro, spendendo parecchi euro in meno che con le altre 2 proposte pubblicizzate.
Per cena si può andare in un piccolo pub fumoso ma molto carino, si chiama Alt Wien ed è in Bakerstrasse, vicino alla piazza principale. Un piattone di gulash, una fetta di strudel alla ricotta e acqua naturale intorno ai 10.00 €.
Per la colazione bisogna fermarsi in un qualsiasi fornaio e provare i krapfen, sono con lo zucchero a velo e ripieni di marmellata.

Praga (agosto – novembre)
Anche se era agosto faceva freschetto, quindi meglio attrezzarsi con una giacca. Attenzione che la metro chiude a mezzanotte e si può rischiare di rimanere in qualche zona dispersa senza un taxi a disposizione.
Hostel OZ Apartmenthotels: solo 10.00 € a notte ma lo sconsiglio vivamente. La reception a una certa ora chiude, quindi dopo aver pregato per un’ora sotto alla pioggia che arrivasse un taxi nella stazione dispersa  scritta sopra, ho anche rischiato di fare la notte davanti al portone.
Le camere sono sporche, il bagno neanche parlarne: si possono prendere delle malattie rare che ancora non sono state scoperte.
Decisamente meglio l’Apple Hostel: stesso prezzo ma in pieno centro, reception sempre aperta e abbastanza pulito.
Per cena si può andare in un ristorante (un nome simile a Zeleno Stromu) all’incrocio tra Betlemske Namesti e la via Husova: il gulash, che viene servito in una pagnotta di pane svuotata della mollica, e 2 birre medie sono circa 300 corone (12.00 €). Anche i piatti di carne son enormi.
Economico anche il Nostalgie Restaurant (più vicino al centro, in bybnà 3/650): una zuppa di patate e una birra piccola per poco meno di 4.00 €.
Per le corone è meglio prelevarle dagli sportelli bancomat, in giro ci sono quelli dell’Unicredit che hanno l’opzione della lingua italiana. Meglio lasciar perdere le varie agenzie di cambio, applicano sempre dei tassi loschissimi e percentuali da very bifidus.

Saragozza (settembre)
Purtroppo ci sono pochi ostelli, quindi la scelta è limitata: al Zaragoza Hostel per un letto in camerata da 10 vogliono 25.00 euro; almeno è vicino alla piazza centrale e alla zona dove c’è stato l’Expo.

Fuerteventura (settembre)
Sono stata una settimana al . Il complesso è vicino a Morro Jable, pulito, dotato di ogni comfort ma adatto a famiglie che cercano tranquillità o coppie che si vogliono rilassare. Purtroppo essendo frequentato in maggioranza da tedeschi, la cucina non è proprio il massimo, e ogni giorno vengono riproposti i soliti piatti.
Il mare è spettacolare, sembra di essere ai caraibi e anche a settembre si può fare tranquillamente il bagno.

Liverpool (ottobre)
YHA Liverpool: pulito, con colazione e cena incluse (se cambiassero il cuoco sarebbe decisamente meglio) è vicino all’Albert Dock, dove c’è il museo dei Beatles, poco distante dal centro. Costa in media sulle 20.00 sterline a notte in camerata da 5. Come a Saragozza, non ci sono molti ostelli quindi la scelta è molto limitata.
Vicino c’è la via con tutti i negozi e i centri commerciali, e, essendo meno cara di Londra, si fanno veramente degli acquisti carini.

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Keywords to me

16 07 2008

E’ da un pò di tempo che tengo sotto controllo le keywords che vengono usate per arrivare sul questo blog, ed ecco le top 15 (in ordine casuale)

spongebob in mutande
Cioè io adoro spongebob, ma cercarlo “in mutande” mi sa un pò di perverso. Forse colui e/o colei è un bambino precoce con un futuro da maniaco.

– ragazzine
una mamma in crisi che non riesce più a gestire la figlia ribelle o uno schifoso con una sessualità repressa?

– bocce
se si intende il gioco che si fa in spiaggia, mi pavoneggio di essere arrivata seconda al torneo quando ero a Zanzibar. Se invece si parla di “bocce femminili”, allora mi tiro fuori dalla discussione. Però ricordo che al Gay Pride a Vienna quasi tutti ne avevano più di me, anche gli uomini. Non è giusto.

– valigia di mano in blue panorama
A te che sei arrivato fin qua con queste parole chiave, lascio un estratto del regolamento:
E’ consentito portare solo piccole quantità di liquido nel bagaglio a mano. Tali liquidi devono essere posti in singoli contenitori della capacità massima di 100 ml ciascuno. Tali contenitori devono essere chiusi in una busta di plastica trasparente, richiudibile di capacità non superiore ad 1 Litro per singolo passeggero”.
In ogni caso, non andare in paranoia per questa storia dei liquidi: spesso non si sono accorti che avevo un flacone di shampoo, a Siviglia avevo i succhi di frutta e da Vienna ho portato a casa una lattina di the alla cannabis.
Comunque si chiama “bagaglio a mano”, non valigia di mano. Faccia da marrano!

– serpente leone
…Solo non si vedono i due leocorni!

– que tal? in catalano
rimane “que tal”. Invece le olive se in spagnolo si chiamano “aceitunas” in catalano sono le “olives”, e il formaggio da “queso” diventa “formatge”

– tatuaggi
indeciso su cosa fare? guardati Miami Ink..o L.A. ink che c’è Kat VonD

– da brema ad amsterdam
E’ una bella idea, dato che spesso con la Ryanair a Brema ci si va con 10 €, e invece EasyJet ti fa spendere mai meno di 100 € per raggiungere la città dei tulipani (+ natura varia). Con una rapida ricerca ho trovato che la tratta Brema – Amsterdam è gestita da KLM, Lufthansa e Bmi.
Ti consiglio Bmi: non l’ho mai usata, ma ogni tanto esce con delle belle offerte.

– postepay al bravo kiwengwa
Ma se vai in un villaggio del genere non è che puoi stare a fare il pezzente con la postepay..ma ti posso dire che secondo me non la accettano. Preferiscono i contanti, e mi raccomando che, se sono dollari, devono essere quelli a testa grossa, sennò non te li prendono.
Che poi essendo in all inclusive non è che servano chissà quali somme, quindi portati dietro quei 300 $ e vai liscio.

– pussy
Allora: o sei un fan di Kill Bill, o della macchina che avevo prima (la pussy wagon), o molto più probabile, sei un povco depvavato. Che schifoso. Sei quello che abiti nel palazzo di fianco al mio, eh?! AMMETTILO!

– asp inviare mail con immagini senza allegati
facile questa: devi usare CDONTS, ma fai prima ad aggiornarti e a passare ad asp.net. Anche io l’ho fatto..

– recensione ciglione parking
eh beh cosa dire del Ciglione Parking Malpensa..vanno forte! (in tutti i sensi, soprattutto in prossimità degli stop se sono vicini a una curva e c’è il diluvio)

– peepshow a barcellona
sisi so anche questa: sulla rambla, verso il porto, c’è il sexy shop dove puoi trovare tutto quello che vuoi, fino a diventare cieco. Poi c’è anche la signora anziana vestita da ghostbuster che quando esci dallo stanzino disinfesta l’aria.

– dove fare pipì a barcellona
consiglio non solo per Barcellona ma per qualsiasi città: vai da Mc Donald’s, Burger King o una qualsiasi catena. Se invece sei a Madrid, o pisci su un barbone come stavo per fare io l’ultimo dell’anno, o in qualche scantinato, così se il padrone di casa deve scendere in cantina a prendere qualcosa, si ritrova la scalinata lavata.

– kg valigie con blue panorama
questa è la più ricorrente in assoluto: il peso del bagaglio da imbarcare non deve superare i 20 Kg.
Chissà che qualcuno possa trovare utile questa pagina piena di cazzate.





Un mes, un viaje

8 07 2008

Son passati i primi sei mesi senza che quasi me ne accorgessi, e quindi son oltre la metà del proposito che mi ero imposta quest’anno, che poi era il titolo originale del blog: un mese, un viaggio (in spagnolo, un mes un viaje)

Dal 1° gennaio al 30 giugno 2008 in cifre:

  • son stata in 2 continenti (Europa, Africa)
  • ho girato per 7 stati (Italia, Spagna, Germania, Zanzibar, Belgio, Inghilterra, Austria)
  • ho visitato 11 città (Madrid, Francoforte, Stone Town, Firenze, Milano, Bruxelles, Verona, Londra, Brema, Vienna, Barcellona e Siviglia)
  • ho preso l’aereo 17 volte (l’andata di Madrid è stata il 28.12.07) di cui:
  • 1 volta con Vueling (Madrid)
  • 10 volte con Ryanair (Francoforte, Brux, Londra, Brema e Siviglia)
  • 2 volte con SkyEurope (Vienna)
  • 2 volte con Blue Panorama (Zanzibar)
  • 2 volte con Clickair (Barcellona)
  • ho passato 2 notti in 2 aeroporti (Charleroi e Bremen),
  • 1 notte in aereo (l’andata per Zanzibar)
  • 3 notti in 2 hotel (Francoforte e Vienna)
  • 9 notti in 6 ostelli (Madrid, Brux, Londra, Brema, Barcellona e Siviglia)
  • 7 notti in 1 villaggio (Zanzibar).

Un pò di prezzi:

  • il weekend più economico è stato a Brema, con una spesa totale (volo + pernottamenti + shopping + cibo + benzina + casello + parcheggio + varie) di 75.00 €
  • al contrario, i viaggi più costosi son stati Barcellona, con 375.00 € e Zanzibar con 270.00 (ho dovuto pagarmi solo gli extra dato che il viaggio mi è stato offerto ed ero in all-inclusive)
  • il volo più economico (tasse incluse, senza assicurazione e senza bagaglio da imbarcare, solo quello a mano) è stato Francoforte per 0.02 cent, sfruttando un bug del sito Ryanair
  • quello più costoso è stato Barcellona, con 62.50 €.

A dicembre, tirerò le somme.
Chissà se poi l’anno prossimo sarò capace di stare ferma per tutto un mese intero..uhm.





Il Sindaco, il Blu Day e Stone Town

25 03 2008

Neanche una settimana che sono tornata e l’abbronzatura (che su di me è una parola un pò grossa: è una gradazione in più rispetto al pallore) se ne sta andando: che peccato, neanche faccio in tempo a fare un pò la bulla con le amiche.
Ma in compenso sto spelando che neanche un serpente innamorato a primavera.
Eppure a Zanzibar ho ascoltato tutti i consigli: esporsi poco i primi giorni e non nelle ore più calde e con protezione 1000. Ok avevo la protezione 15. Ma non potevo tornare ancora a casa color yoghurt.
Neanche una scottatura sulle spalle, solo piedi e braccia (nel famoso giorno dell’immersione).
Anche al Blu Day son stata bravissima: all’ombra quasi tutto il tempo, solo mezz’oretta di bagno, giusto per godermi il paradiso in cui ero.

Avevo già fatto mio un bel color aragosta, ma a Zanzibar non penso di tornarci dato che di mondo ne devo ancora vedere un bel pò, e quindi a costo di soffrire come una patata nell’olio bollente, ho fatto l’escursione più impegnativa, lunga tutto il giorno e il sole a palla: si va in una lingua di sabbia che con l’alta marea scompare, con acqua da cartolina e sabbia che sembra borotalco.

Bellissima esperienza, in compagnia del mio beachboy personale, il Sindaco

(in spiaggia a Kiwengwa c’era solo l’imbarazzo della scelta tra Filippo Inzaghi, Schumacher, Caravaggio, il Re Leone, e chissà quanti altri) ma soprattutto con l’autista del pulmino, con cui ho parlato per buona parte della giornata.
E’ stato interessante sapere che la maggior parte degli italiani è ignorante come un coppo e non parlando inglese, questo povero Cristo se ne sta quasi sempre solo come un pirla per tutto il giorno, che se da noi un dentista ti medica un dente per 500.00 €, a loro prende 1 dollaro e mezzo, e che con 2’000.00 € uno si potrebbe sposare e mettere a posto tutta la famiglia per un bel pò.

Altra persona con cui è stato piacevole passare del tempo: il sindaco.
Beachboy squisito, gentilissimo, fin troppo con certe italiane maleducate e prepotenti.
Avendo sentito parlare positivamente della gente che si è affidata a lui per le escursioni, ho mantenuto le varie promesse che gli ho fatto fin dal primo giorno (oltre a quelle fatte ai suoi vari amici e/o parenti che mi sarei fatta le trecce, 3 tatuaggi con l’hennè, avrei comprato 10 maschere di legno, 12 portazucchero, 8 giraffe, 5 quadri e un numero infinito di parei – braccialetti – collanine)

e decido di andare con altre italiane (quelle brutte cafone di cui ho accennato sopra) al Blu Day e dopo 2 giorni a visitare la capitale Stone Town + shopping.
A dire la verità, la seconda gita è stata personalizzata: ero sola con lui.
Robe da matt.
Io, il sindaco e l’autista, senza sapere dove mi avrebbero portato, senza qualcuno da chiamare in caso di necessità.
Io in balìa sul pulmino, che aveva i vetri oscurati dietro. 
Io, 120 dollari, cellulare e macchina fotografica (nuova oltretutto…con i tempi di carestia che sto passando, avrei difeso ogni mia proprietà in tutti i modi, ma sapevo già che nel caso sarebbe stata una battaglia persa in partenza).
Io che mando un sms a un’amica “Sto andando in città da sola con uno qua della spiaggia, se non torno più, è stato bello…mondo crudele!”
E invece…la brutta persona sono io 😛 : è stato tutto il pomeriggio a mia disposizione, con infinita pazienza mi ha aspettato fuori dai negozi mentre contrattavo (e ripeto, mi spiace per loro, ma son in fase carestia), mi ha portato a visitare tutta la città, dall’unica chiesa cattolica

al mercato della carne (non ho avuto il coraggio di entrare dall’odore)

a quello del pesce (come sopra: una foto veloce e via)

a quello della frutta e verdura

in cui mi ha spiegato ooooogni tipo di spezia.

Veramente una persona gentile e disponibile. E parla benissimo italiano, inglese e spagnolo (testato personalmente! 😀 )
Che bel ricordo, davvero una vacanza spettacolare.
Cavoli, son qua che scrivo i ricordi della settimana scorsa ed è quasi ora di organizzare per il weekend del 6 Aprile.
Devo riuscire a chiudere il cassetto prima di aprirne un altro. Per il momento, passo e chiudo.





Cercando Spongebob

21 03 2008

Volevo che questo viaggio fosse indimenticabile e ho fatto veramente di tutto: alla mattina difficilmente le mie compari riuscivano a vedermi in spiaggia, dato che avevo il risveglio muscolare dalle 10.00 alle 10.30, alle 11.00 acquagym, dalle 11.30 alle 12.00 balli latinoamericani e poi aperitivo fino all’ora di pranzo.
Ho anche scoperto che non avrò un futuro se deciderò di diventare una giocatrice di bocce e nemmeno una istruttrice di immersione con le bombole…
Ammetto che ho partecipato al torneo di bocce solo per ridere un pò, ma non ho mai fatto un pensiero più sbagliato: tutti super apparecchiati a prendere le misure tra una boccia e l’altra “tra il boccino e la bianca ci sono 2 dita e mezzo, con la nera ce ne sono 3”, e io che non sapevo neanche le regole… Alla fine io e il mio compagno di squadra siam arrivati terzi: io soddisfatta “dai non ho mai giocato prima…è un gran risultato no?” e lui che mi risponde “eh niente, pazienza, è andata così”.

Per quanto riguarda la mattinata subacquea mi sa proprio che non me la dimenticherò per un bel pò di tempo.
Mai messo una muta da sub, mai fatto neanche snorkeling…passo direttamente all’immersione con le bombole!
Partenza dal pontile il 15.03.08 alle 8.00, io alle 4.00 sono ancora sveglia per l’agitazione, ma oramai è fatta: ho sganciato 113.00 dollari e quindi non mi posso tirare indietro!

E poi voglio consocere Spongebob e mangiare un Krusty Krab, quindi non ci sono nè perchè nè percome: metto la muta e sfoggio il mio miglior sorriso tipo paralisi.

sto malissimo, ma mi dicono “vai giu che vedrai che passa!” io mi fido e mi butto indietro, equipaggiata di tutto punto.

Sotto è bellissimo, e metto in pratica la lezione in piscina del pomeriggio precedente per imparare a compensare le orecchie, svuotare la maschera dall’acqua, ma anche a semplicemente a respirare col boccaglio. Nonostante questo, mi prende male pensare che mi entri l’acqua nel naso e quindi sto per tutto il tempo con 2 dita a tenerlo chiuso (non era il massimo della comodità eh).
Sto sotto per una buona mezz’ora e arriviamo a 10 metri di profondità; ci sono pesci veramente belli, dai vari Nemo, ai Branchia, a Dory, ai lombrichi di mare (troppo lollissimi) a delle stelle marine blu grandi anche dei 30 centimetri.
Tutto bello, tutti felici…e invece nein!
Una volta risalita, forse l’agitazione o forse chi lo sa, ho iniziato a sboccare…al che mi dicono “ma guarda che è la barca, se scendi in acqua ti passa!” rispondo che non ho mai sofferto il mal di mare, ma non ho altre soluzioni: mi metto in ammollo col salvagente (peccato non aver nessuna foto di questo momento così intenso) dalle 10.00 di mattina a mezzogiorno…proprio quando il sole non picchia tanto…e a stare collassata in mezzo al mare non è che si possa trovare tanta ombra se non dietro ai motori della barca, che però emettono un esagerato odore di nafta, che ovviamente mi dà noia.
Un momento carino e tenero è stato quando mi hanno detto “Ely guarda! Ci sono i delfini che stanno passando a meno di 10 metri da qui!” …peccato che stessi vomitando anche l’anima.
Finalmente a mezzogiorno tutti finiscono di fare snorkeling (forse perchè ho contaminato l’acqua e son scappati tutti i pesci), ma giusto come nota finale, il motore non parte e ci vogliono 20 minuti per aggiustarlo, quindi tra il tempo passato in ammollo e quello in agonia aspettando di partire, fanno la bellezza di 2 ore e mezza a vomitare in mezzo all’oceano indiano. E’ mica roba da tutti.
Ma non stiamo a lamentarci e neanche a far le trecce ai delfini: ne è valsa la pena. Ma (morale da tema delle elementari) da questa giornata ho imparato che non prenderò mai il brevetto da subacquea.

Così si conclude la mia avventura sottomarina. Giusto per non dimenticare subito, alla sera mi ritrovo con un’abbronzatura data dalla muta che farebbe invidia al miglior muratore bresciano:


 

ma fa niente…io continuo a cantare la canzone che mi sta accompagnando per tutta la vacanza, soprattutto le lezioni di latinoamèregan con Momi.

TE QUEDAS… TE VAS

(Splinter Rojas(Romy), Aiello, Ferretti, Giorgi, Ferrari.) Mojito Project Feat. Romy Croma Latina

Dime porque
Cada vez que yo te busco
Juegas con mi corazòn
Si eres sombra de mi arbusto
Si eres alma en mi canciòn
Cuando siento que te tengo
Vuelas libre como el viento
y siento.. en un momento..
que me ahogo en mi tormento
Dime tu, dime tu hasta cuando!!!

Te quedas o sinò te vas
Mi corazòn ya no da màs
She was my love she was my life
She was the shining in my eyes
La la la la la la la là
Te quedas o sinò te vas
La la la la la la la là
She was the shining in my eyes

De nuevo aquì
Pides que te vuelva a amar
Que te pueda a perdonar
Pues me quieres de verdad …. de verdad
Se que te iràs
Tu destino es libertad
Vienes y despues te vas
…y siento… en un momento… que me muero… hondo y dentro
Dime tu, dime tu hasta cuando !!!

Te quedas o sinò te vas
Mi corazòn ya no da màs
She was my love she was my life
She was the shining in my eyes
La la la la la la la là
La la la la la la, please come to me
La la la la la la la là
She was the shining in my eyes

ps: son sempre convinta che Spongebob esista. E’ solo che quella mattina era andato con Waterman e Supervista a combattere contro la Sporcabolla.
Magari quando prenderò un altro colpo di sole, riproverò a fare un’altra immersione. Forse.





Noci di cocco, flap flap e botta di c.

20 03 2008

La partenza è prossima e c’è il problema valigia:
all’andata era sui 16 kg (abbondanti) ma ora bisogna aggiungerci:
7 barchette di spezie (stanno diventando un incubo, ne spuntano ovunque!)
una maschera di legno
una giraffa di legno
1 bottiglietta da mezzo litro di sabbia

(da qui in poi: se fai parte della dogana, della polizia o simile, passa direttamente al paragrafo successivo)
un sacchettino di coralli
2 conchiglioni
3 noci di cocco.

tutti mi danno dei consigli che vanno da fare la maggiorata con una noce per ogni zinna, a metterne una per ogni tasca del giubbino, a lasciarle giu perchè se anche ho speso 1 dollaro poi me ne fanno pagari 20 ogni kg di peso in eccesso…ma come al solito faccio di testa mia e confido nella poca voglia di lavorare che hanno quelli che ispezionano le valigie.

fatto tutto finito tutto (cit. S.Buca) e son pronta per puntare la sveglia alle 04.30: l’ultimo sforzo di tutto il tour de force della settimana, dato che alla mattina mi alzavo verso le 7.30 a Zanzibar (son le 5.30 in Italy).

nonostante i piedi mi chiedessero pietà

I miei piedi chiedono pietà... 

riesco a mettermi le scarpe da ginnastica e si parte: all’aeroporto scopriamo che non c’è il computer e i biglietti vengono scritti a mano.
Tocca a me e…rullo di tamburi: la valigia pesa 22 kg (il massimo è 20) e i due “addetti pesatori” mi dicono qualcosa ma io con sguardo ebete sorrido, faccio flap flap con gli occhi..e bellamente passo il primo ostacolo così in scioltezza…anche perchè mi erano rimasti 20 dollari e il mio braccio si era proprio ritirato.
E quindi non è che avevo tante possibilità..o mi facevano mettere i cocchi nel bagaglio a mano (ma se li avessero visti avrei proprio dovuto lasciarli giu) o nel bagaglio a mano ci avrei dovuto tenere qualcosa tipo il sacchetto con le mutande sporche 😛
Si passa all’ispezione valigia: altro flap flap di occhi e siam tutti felici, con gran stupore delle mie compagne di viaggio che mi davano per spacciata. 😀

L’attesa in aeroporto è allucinante, chiusi in uno stanzone (neanche tanto one, dato che ci saran state 300 persone) senza aria condizionata…finalmente si parte ma con un’ora di ritardo!
In aereo tutto fila liscio, io dormo per praticamente tutto il tempo, fino a quando più o meno a metà viaggio la voce da funerale del capitano esordisce con “ci hanno dirottato il volo”…dopo qualche secondo di silenzio (e qualche infarto tra i passeggeri) riprende a parlare e ci dice che lo scalo su roma non è possibile farlo e quindi si va direttamente a Bologna.
Mi spiace tanto per i vari romani (si tantissimo) ma la mia avventura si conclude così…un’ora di ritardo alla partenza e 20 minuti di anticipo nell’atterraggio, e nonostante le maldicenze dei gufi “ci sono davanti i bagagli dei romani, non so se voi di Bologna possiate avere i vostri”, torno a casa con la mia valigia dai contenuti illegali.

che le sfighe nei viaggi siano concluse??
E vissero tutti felici e contenti (cioè io), mangiando cocco e avendo conchiglie e coralli come soprammobili.





Packing the luggage

11 03 2008

Solo la sera prima di partire l’entusiasmo e l’agitazione che non ti fanno dormire alla notte sono arrivate.
Peccato che fosse l’ultima ora della lezione di spagnolo, così invece di coniugare i verbi in Pretérito perfecto simple, pensavo a completare la valigia mentalmente. 

 

La valigia under costruction...