Buon appetito.

16 03 2010

E ci risiamo. Come accade almeno 2 volte in un anno, mi parte la giappovoglia. Voglio andare in Giappone, niente riesce a togliermi dalla testa che DEVO andarci, e sta cosa che “ok da sola no ma non c’è nessuno che voglia venire con me” mi dà una noia infinita.
Ovviamente poi il pessimismo e fastidio si tramuta in una mattina di shopping compulsivo made in Jap. Anzi, in questo caso: made in Japan, imported to Uk, shipped to Italy.
Il sito è questo: http://www.japancentre.com/, e nel mio carrello sono finiti
Lotte Koala Shaped Strawberry Filled Biscuits (Koara No Marchi Ichigo) – biscotti a forma di koala, ripieni di ripienoso ripieno alla fragola e cioccolato al latte, “instantly recognised by Japanese children”;
Lotte Chocolate Covered Puffed Corn (Kapuccho Doraemon Chocolate) – cioccolatosi biscotti di Doraemon ricoperti di riso soffiato;
Kasugai Wasabi Peas (Wasabi Mame) –  orrendi da vedere, sti piselli verdi sembravano pistacchi ricoperti da scaracchi. Però sono buoni.
Itsuki Fried Soba Noodles with Sauce (Yaki Soba) – la confezione da 2 portate, si sa mai che quel giorno abbia tanta fame o ospiti.
La descrizione dice “fresh and succulent meal using the best quick ingredients”, e mi voglio fidare. In pratica è pasta (soba: sottili tagliolini di grano saraceno, di colore marrone VS udon:  tagliolini di grano, spessi e bianchi) da friggere in padella, aggiungere la salsa inclusa nella confezione e condimento di verdure o carne a piacere.
Nagatanien Chazuke Furikake (Ochazuke Nori) – riso al the verde; quante cose belle che dice la descrizione: uno tipo di riso stagionale che non ha solo il sapore di riso. Non so come farò a condirlo, ma con 4 buste, almeno una mi verrà decentemente. Forse.
Sangaria Melon Soda – bevanda gassata al gusto di melone, dà il meglio di sè bevuta fredda.
Acecook Wakame Seaweed Sesame and Soy Sauce Ramen (Wakame Ramen Goma Shoyu) – qui andiamo sul difficile. La foto sulla confezione mostra un miscuglio di mais, alghe marine a forma di cannelloni, spaghetti, e un condimento rosso simil ragù tarocco. Se non ho capito male, dovrebbe essere un piatto pronto da mettere nel microonde per 3 minuti e poi yum yum..buon appetito. E’ talmente inguardabile che è da provare assolutamente.

A presto la rubrica “LaEly l’ha provato ed è ancora qui con voi, ma è in diretta dal bagno.”
旺盛な食欲 – ōsei na shokuyoku – buon appetito.





Caro Babbo Natale..

10 12 2009

Caro Babbo Natale,
è vero che ti sei diventato cantante e adesso ti fai chiamare Daddy Noel? Già, oggi mi sono svegliata decisamente ispirata. Talmente ispirata che ho deciso di mandarti la mia wish list natalizia completa.
Ti metto un pò di tutto, ma vedi di non fare il tirchione: i regali poco costosi me li posso prendere da sola, se li chiedo a te è perchè non vorrei spendere, non ti pare? E poi io ho sempre saputo che a Natale siamo tutti più buoni, e mi sembra giusto che sia tu il primo a dare il buon esempio.
Allora, ecco cosa mi piacerebbe tanto tanto tanto:
– un libro di fotografia di David LaChapelle
– il profumo “Viva la Juicy” – lo trovi alle profumerie Douglas
– il dvd dei corti della Pixar
– la maglia a maniche corte di Tokidoki con la scatola del latte
– un abbonamento annuale a Focus
– qualsiasi cosa di Spongebob
– Pictureka
– un ciondolo della Swarovski
un Nokia nuovoregalo già prenotato da Santa Lucia
– la macchina dei pop corn

Quest’anno sono stata davvero brava, ho dichiarato tutto il mio reddito quando ho fatto il 730, non ho preso multe per divieto di sosta e ti dirò di più: ho ancora tutti i punti della patente. Per essere più sicura ho raccolto anche quelli del GS, così tra un pò posso prendere il set di bicchieri di gatto Silvestro.
L’anno prossimo ti prometto che inizierò a fumare, così che dopo due giorni possa dire “adesso basta, questa è l’ultima” senza avere sbalzi d’umore e crisi di identità.

Buon Natale.

Con affetto,
Elisa

Ps: se proprio non vuoi farmi un regalo materiale, puoi sempre scegliere di pagarmi il conto dal dentista il 14 dicembre.





Una mattina mi sono svegliata..

16 11 2009

Venerdi mattina alle 7.30 mi sono svegliata che ero tornata teenager. Ho preso su lo scooter e con la temperatura di un 13 novembre me ne sono andata al lavoro, come quando andavo a scuola. Il motivo è il medesimo di 10 anni fa e cioè che non avevo la patente: che sia perchè non l’avevo ancora presa o perchè come in questo caso mi era scaduta il giorno prima, non importa. In effetti, non è neanche io sia cambiata tanto, a parte i 10 kg di più, intendo. Ad esempio, non so ancora riconoscere la destra dalla sinistra (ma non è colpa mia, come ho già spiegato in questo post), e mi ricordo benissimo quando l’esaminatore durante la prova pratica mi abbia detto “alla rotonda svolta a destra” e io abbia messo la freccia a sinistra, e alla sua frase “ma le ho detto a destra” io abbia replicato “ah avevo capito male“.. Credo sia in assoluto uno dei miei momenti migliori in cui ho avuto un buono spirito di improvvisazione.
Come 10 anni fa adoro la pizza, guardo i cartoni animati in 3D, ascolto ancora “Parklife” dei Blur, viaggio all’estero appena posso e, più o meno con cadenza mensile, soffro di momenti di non premeditato shopping convulso e impulsivo.
In tema di shopping, la settimana scorsa mi sono detta “voglio una Diana“.. Solo che poi mi sono ricordata che non fumo. Ma anni di raptus da shopping e qualche conto in rosso insegnano che se la voglia rimane per più di qualche giorno, l’acquisto compulsivo si trasforma in bene di prima necessità. E io volevo una Diana.
Dove poter soddisfare questa voglia? sul sito della Lomoshop. Una volta che si inizia a dare un’occhiata al mondo della fotografia, credo sia inevitabile che si venga a conoscenza del mondo Lomo, sia che lo si apprezzi o che lo si ritenga na boiata pazzesca. Beh io ci sono dentro in pieno. Figurarsi che una delle loro frasi “Don’t think..just shoot and enjoy” la tengo buona per pararmi il patao quando le foto mi vengono da schifo (“eh sai la supersample non ha il mirino..”).
E vai di acquisto. Ora sono proprietaria di una Diana F+ Snow Cat special edition. Devo ancora provarla, ma lo farò quanto prima: l’importante è che sia stata colmata questa impellente necessità vitale.

Diana F+ Snow Cat

Diana F+ Snow Cat

Per concludere, già al venerdì sera mi potevo dichiarare una neopatentata.
Dopo una visita quasi esclusivamente basata sulla fiducia in cui mi è stato detto “ma sa che lei se anche ha fatto l’intervento laser per la miopia non arriva a 10/10? comunque l’ho già segnata che non ha l’obbligo delle lenti. Tenga questo foglio fino a quando non le arriverà il bollino da attaccare sulla patente. Sono 80 euro grazie” ho riposto lo scooter in garage e starà lì fino a quando torneranno le rondini. Sempre che ci siano ancora le mezze stagioni.





Shopping in Cina

28 10 2009

Ovvero: come cercare di limitarsi nelle spese e far passare comunque il bagaglio da 12 kg a 22 kg (e un bagaglio a mano di 17).

“Cosa posso comprare in Cina?”

Pechino – Beijing – 北京
Per chi è interessato, in uno dei quartieri vecchi di Pechino, il Xiaoshibei Hutong (小石碑 胡同) ci si può far fare il proprio sigillo personalizzato. Vengono incisi a mano e si possono fare ottimi affari.
Assolutamente da visitare la via degli antiquari (Liulichang, vicino a piazza Tiananmen). Si trovano mobili, antichità, libri, negozi di the, suppellettili, oggettistica varia. Il posto migliore dove trovare il “tipico cinese”.
Acquistato: brucia-incenso in ottone

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Nanchino – Nanjing – 南京
Niente di particolarmente interessante, solo oggettistica kitsch da turista occidentale.
Acquistato: ombrellino per completare il costume da geisha.

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Shanghai – Shàng Hǎi – 上海
Il quartiere attorno al Yuyuan Garden è solo commerciale e prettamente turistico. Vestiti, gioielli (perle, giada, oro), negozi di the, orologi/borse/penne/abbigliamento che più taroccato non si può.
Una nota per l’abbigliamento (non tarocco): le probabilità di trovare qualcosa per una ragazza alta più di 1.60 è rara. Se poi si porta più della 42, le possibilità si dimezzano ancora. E se si porta più del 38 di piede, conviene rinunciare proprio.
Acquistata: giacca cinese-ma-non-troppo, da poter riutilizzare in Italia senza sembrare vestita da carnevale.

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Sempre a Shanghai, nella via adiacente il quartiere dei Yuyuan Garden, ci sono un paio di vie interessanti, con centri commerciali di soli gioielli (per ogni tipo di tasca, dai 3 ai 30.000 euro), e qualche negozio di antiquari. Per chi come me si era fissato di portarsi a casa un portagioie ma – stupidamente – non l’aveva preso nella via degli antiquari a Pechino, c’è un negozio di solo cofanetti, un vero paradiso.
Acquistato: il cofanetto.

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Wuhu – Wúhú – 芜湖
Uno dei punti principali di Wuhu è sicuramente il Wal-Mart (in Wuhu Zhongshan Road North Branch): è un centro commerciale in stile occidentale, con ristoranti, fast food, supermercato e negozi vari, in cui si possono trovare oggetti inutili quanto perfetti per fare regali (quella tipologia di cazzate che ci si aspetta da un paese così vicino al Giappone).
Acquistati: sarebbe una lista lunga, ma tra le cose principali: animaletti da auto che con la luce solare si mettono a ballare, collanine, pendagli per cellulari, fumetti, e (non meno importanti) le calze di Spongebob.

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Per gli appassionati di calligrafia, consiglio di andare nelle vie vicine al Mercato del Fiore e dell’Oca, dove si possono trovare vari negozietti di callìgrafi in cui comprare pennelli, portapennelli, inchiostri e oggettistica varia.

Xi’an – Xī’ān – 西安
Mercato mussulmano: bancarelle con cibo, oggettistica piuttosto scadente e di dubbio gusto (tipo l’orologio che al posto delle lancette ha le braccia del Presidente Mao), vestiti/borse/e-chi-più-ne-ha-più-ne-metta super taroccati. Ma ne vale la pena fare un giro. Personalmente l’ho trovato troppo per turisti, sopratutto per il fatto che è stata la prima volta che ho sentito dei negozianti parlare inglese (questa lingua così sconosciuta in Cina!)
Molto interessante invece  il mercato vecchio ai piedi delle mura. Si possono acquistare libri, wall scroll dipinti (e non stampati come quelli che vendono a Shanghai!), e, tipici di Xi’an, i paper cut (fogli di carta ritagliati minuziosamente con paesaggi, animali, ritratti ecc.) veramente bellissimi.
Acquistato: un paper-cut con paesaggio (foto al più presto disponibile)

Ovviamente ho avuto modo di spendere e spandere in tantissime alte cose..ma la cosa più importante è CONTRATTARE!





Travel in China – Tip n.3

7 10 2009

“Quelli che hanno gli occhi a palla sono stupidi”
Più o meno è quello che pensano i cinesi su di noi. Quindi preparatevi a essere trattati come dei perfetti idioti.
A noi hanno detto che non c’era più taxi disponibili in tutta Shanghai per recarsi all’aeroporto dalle 4 di mattina. Tutti prenotati dalla sera prima.
Certo.
In Cina difficilmente si parla inglese, se si è fortunati alla reception di un hotel in una grande città come Shanghai o Pechino qualcosa capiscono, ma non è detto.
Ovviamente il linguaggio del dinero fa imparare qualsiasi lingua, e infatti nei mercatini e i negozietti per turisti si sentono cori di “Good price” “Look, look” e sanno anche i numeri.
In argomento “shopping”, non posso tralasciare la parola “contrattare”: per loro è normalissimo, quindi via la vergogna da occidentale e calcolatrice alla mano, parte la tratta dei prezzi.
Una nota: basta sapere poche parole di cinese, che già il prezzo si abbassa. Provato e garantito che basta uno “多 稍 钱  [duō shāo qián] – quanto costa?” che si ha uno sconto maggiore che a dire “how much for?”
E comunque la regola generale è di farsi dire il prezzo e ribattere con un altro che sia meno della metà.
Qualche esempio:
bruciaincenso – costo 960, pagato 300
calamite – 1 costo 16, 2 pagate 10
copricuscini – 1 costo 40, 3 pagati 60
cofanetto portagioie – costo 650, pagato 500 ma con scatola più piccola in regalo

Attenzione alla valigia, perchè si rischia di partire con il bagaglio a mano e tornare come loro..

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Buon divertimento!





Rigola e TV

11 08 2009

RIGOLA*.
(* trad. mantovano – italiano: bicicletta)

Come si sa, parcheggiare in centro città ha molto spesso creato immensi problemi ai lavoratori, facendoli optare per i mezzi a due ruote. Ora, sono quasi 8 anni che lavoro nello stesso posto e come ogni estate vengo a lavorare in scooter. Comodo, così parcheggio qua sotto. Solo che poco più di una settimana fa si sono messi a dare le multe ai motorini perchè non si possono parcheggiare in ZTL. Se non si ha il pass si deve andare a parcheggiare più avanti, dove ci sono quei 10 (ma forse esagero) posti appositi per tutti quelli che abitano/lavorano in zona.
Immagino di non aver assisitito a qualche litigio da far west solo perchè è la settimana di ferragosto.
Anzi, riscrivo: immagino di non aver assisitito a qualche litigio da far west solo perchè in genere la mattina sono così rincoglionita da non essermene accorta.
Sì, decisamente meglio cos¡.
Considerando che ultimamente sono anche rimasta bloccata con la schiena e mi è stato detto “Ely..nuotare e pedalare!”, ho fatto il buon proposito di venire a lavorare bicicletta. Non è una distanza enorme, ma essendo più di un anno che non mettevo i piedi sui pedali, anche 5 km possono essere una distanza abissale. Decisa, convinta, e munita di Ipod nelle orecchie, ieri mattina, (lunedì) scendo in garage e parto. Solo che  avrò fatto 10 metri. Ruota anteriore che rasenta terra.
Cavolo, ieri pomeriggio era tutto ok, ho controllato apposta. ..Ah niente. Neanche il tempo di uscire dal cancello che il buon proposito è già andato a ramengo.

TV.
La settimana scorsa mi si è bruciata la tele, e quindi andando subito nel panico da isterirismo  (vivere da soli senza televisione? ..che pago 50 € al mese di Sky? ma “Ely + no + tele” non è proprio contemplato dalla mia mente) ne sono andata a prendere un’altra. Fighissimo, tempo un paio di ore e sono tornata a casa con il baule della macchina aperto (un 42′ ha la scatola grande quasi quanto la parete del mio soggiorno). Mi mancava la radio a palla e il braccio fuori dal finestrino per essere davvero rocchenròl.
Dopo aver montato il mio nuovo coinquilino e averlo configurato, ho ritrovato la pace dei sensi.
Ma il giorno dopo (lo dico sempre che non sono portata per la convivenza) il mio nuovo compagno mi trascisce e compare un pixel bianco quasi in mezzo allo schermo. No, non ci siamo. “La persona che deve abbandonare la casa è…”
Torno al negozio e mi viene detto “questo modello l’abbiamo finito, ne ordiniamo ancora e appena arriva la chiamiamo, più o meno dovrebbe arrivare a metà settimana”.
Praticamente era un “le faremo sapere”. No caro-omino-della-televisione, abito nella via di fianco, posso anche venire a chiedertelo tutti i giorni.
E infatti la telefonata non arriva, nè al mercoledì ne al giovedì ma neanche al venerdì, e così alla domenica mattina (avete deciso di tenere aperto anche la domenica? E io vi vengo a trovare!) parto in spedizione.
“Sì guarda è arrivata ieri, ma oggi non possiamo dartela (?!), passa a prenderla domani”
Quindi tutta galoppante ieri sera mi metto già con la macchina pronta con il baule aperto (sempre rocchenròl), carico il mostro, arrivo a casa, scarico, tiro via il polistirolo che (come ovvio) si sbriciola svolazzando per tutta la stanza, monto e: “ma questa non è come quella che avevo..è simile ma non è lei. E non è il modello migliore del mio, il mio era HD Ready, qui neanche l’adesivo per fare finta che lo sia ci hanno messo..”.
Non la voglio.
Televisore farlocco, sei stato nominato. Anche tu devi abbandonare la casa.
Torno al negozio: stavolta però non sono galoppante ma ringhiante.
“La televisione che mi hai dato non è uguale all’altra”
“Sì, è lo stesso modello”
“No, su questa non c’è l’accadì
“Ma è impossibile, è uguale”
(segue l’ inclinamento e irrigidimento del mio collo, con vena in fronte pulsante”) “NO, sul mio scontrino c’è scritto Q1000, tu hai scritto G1000. E’ scritta male, ma questa è una G. E che sia o no accadì, io la voglio uguale a quella che avevo prima”
“Ah allora mi sono sbagliato, c’erano le due scatole vicine si vede che mi sono confuso. Il modello che hai adesso è quello precedente..se me lo porti indietro domani mattina te la cambio”.
“Ok. Domani mattina alle 9.00 mando qualcuno a prenderla”.

Quindi “torna a casa Lassie”, mi sono detta. E con le orecchie basse che avevo, ci assomigliavo anche.
Non mi è rimasto altro da fare  che raccattare il polistirolo (che nel frattempo si era già diffuso nelle altre camere come un’epidemia) e  reimballare il fratellastro brutto.
E cambiare la camera d’aria della bici.
Magari stasera è la volta buona.. intanto in ufficio pedalando ci sono arrivata, che è già qualcosa.





Ti voglio bene!

27 07 2009

Un caloroso benvenuto al mio nuovo compagno di viaggio.
La simpatia è subito stata reciproca, ma vedremo di consolidare meglio la nostra relazione sentimentale tra un mese quando partirò (finalmente, è più di un mese che non mi muovo da casa) per Palma di Maiorca..

IPod Touch by Elysir

IPod Touch by Elysir

IPod Touch by Elysir

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Convinci la mamma

20 04 2009

Dato che i miei genitori più di una volta han storto il naso quando dicevo che l’indomani sarei partita per qualche meta, soprattutto per il fatto che il più delle volte vado in solitaria, mi ero promessa di portare la genitrice (in quanto la parte maschile non è per niente propensa al viaggio) via con me un fine settimana.
Dopo le famose giornate di neve di inizio anno che han paralizzato Londra bloccando così anche la nostra partenza, abbiamo optato per un simpatico venerdì 17.
Niente neve, quindi si parte.
La missione era quella di convincere la mamma che mettendo un piede fuori dall’Italia non sono tutti loschi figuri pronti a farsi esplodere in ogni mezzo di trasporto pubblico, che i letti degli ostelli non pullulano di stafilococchi e microbi più di quanti ce ne siano in un hotel a 3 stelle, e che i mercatini delle pulci non sono ritrovi per punkabbestia.

Quindi la missione “convinci la mamma” si è svolta in 5 mosse principali:

1 – portare la mamma in metropolitana.
“Ma al’ostello ci andiamo a piedi? Ma al ristorante ci andiamo a piedi? Ma con cosa ci andiamo al mercatino? A piedi?” Forse sarà l’idea di scendere così tanto sotto terra o forse è per gli avvenimenti che sono successi in questi ultimi anni..ma ha dovuto riconoscere che è comodo andare in metro e anche alla sera tardi non ci sono particolari problemi (e nessuna esplosione). Prova superata.

2 – portare la mamma da Starbuck’s.
Una mia giornata all’estero non può iniziare bene senza una colazione da Starbuck’s con muffin e vanilla latte (o varianti caramel macchiato/ginger bread/ chocolate cappuccino ecc).
Il muffin ai mirtilli è piaciuto e il caffè espresso ha soddisfatto il fabbisogno di caffeina mattutino; prova superata.

3 – portare la mamma a cena fuori, perchè all’estero non esistono solo Mc Donald’s.
Esistono anche gli Hard Rock Cafè, e portandola lì, sapevo che le sarebbe piaciuto. Meglio non rischiare, perchè metterla davanti a un fish & chips di una qualche bettola unta non avrebbe portato buone cose.. “se vuoi conquistare il cuore della mamma, devi passare prima dalla gola”. Uhm mi sa che non era proprio così, ma funziona lo stesso. Prova superata (davanti a una mega insalata con dentro un pò di tutto)!

4 – portare la mamma al mercatino.
Per praticitità ho optato per l’ormai turistico Portobello, e il pensiero d’inizio  “andiamo a vedere ma tanto farà tutto schifo” è mutato in “ma va quante cose strane e carine”. Tempo trascorso tra le bancarelle, 3 ore (ma solo perchè avevamo i tempi stretti). Quindi prova superata.

5- portare la mamma a dormire in ostello.
siamo state all’YHA Oxford Street, che a dispetto del nome è in una traversina di Regent Street, ma a 5 minuti a piedi da Oxford Circus;  niente camerata mista (come è mia abitudine) ma una semplice doppia con letto a castello e bagno condiviso;
Risultato: prova superata: l’ostello era pulito e i letti comodi, l’unica pecca è che la camera dava direttamente sulla strada e, tenendo la finestra aperta per il caldo, fino a tardi c’è stata una bella confusione tra gente ubriaca e sirene di polizia e ambulanze.

5 prove superate su 5.
“Convinci la mamma”: missione compiuta.
Non resta che preparare la valigia e partire per la Spagna..





España School Road Trip: Aggiornamenti

31 03 2009

Continua l’organizzazione delle mie 3 settimane spagnoleggianti.

Intanto uno dei punti fondamentali era di trovare un nome a questa gita-vacanza, ma non mi veniva l’ispirazione. Vacanza no perchè non c’è il mare. Tour no perchè non comprende la scuola. Neanche gita va bene. Road Trip fa molto ameregan, ma a tradurlo in spagnolo diventerebbe qualcosa tipo “excursión por las carreteras”, che è abbastanza bruttarello, quindi mi tengo l’inglese.  Volevo anche confinare meglio il tragitto, ma attraversersando la Comunidad Valenciana, Murcia, Andalusia, Castilla La Mancha per arrivare infine a Madrid, avrei dovuto mettere un “Spagna Centrale e Meridionale”.
Alla fine ho optato per un banale ma eloquente España School Road Trip: l’accendiamo?

File:Comunità autonome della Spagna.png

Altra cosa da non dimenticare, ho pagato l’intera quota di corso + alloggio, 519 euro sonanti e danzanti, quindi il posto in classe è aggiudicato.

Ho fatto il test online per verificare le mie conoscenze di spagnolo e devo dire che è andato bene. Ok, ammetto di aver chiesto l’aiuto del pubblico. Ma solo perchè nel corso di spagnolo che sto frequentando adesso non abbiamo ancora visto dei tempi verbali che invece a fine maggio avremo affrontato. In ogni caso, senza l’aiuto da casa,  su 41 domande ne avrei sbagliate 12 e mi sembra un buon risultato, considerando che erano tutte sui  por/para, ser/estar e le coniugazioni ‘starde tipo “ellos cuestan/ellos costan” o “se econtran/se encuentran”.

Sto ancora valutando il tragitto, avrei voluto fermarmi 2 giorni ad Alicante per andare al mare ma, oltre a essere (a quanto mi dicono) una città abbastanza anonima, pare che se mi azzardassi a fare il bagno lì potrei beccarmi qualche rara e oscura malattia nonostante faccia parte di una riserva marina; di sicuro una tappa sarà Murcia, perchè ho scoperto esserci Il Dio Primark; facendola già lì, la giornata di shopping a Madrid salta, e quindi il martedì 9 giugno mi recherò direttamente all’aeroporto Bajaras senza passare per il centro per un bocadillo con jamon o un Corte Inglés.

Questi i principali aggiornamenti.
!Hasta pronto!





Wild Shopping Day: the return [maybe]

4 03 2009

Eh sì, i miei viaggi mensili mi mancano. Poi la storia del mese scorso che non ho potuto fare il mio Wild Shopping Day in London a causa della neve che ha bloccato le partenze su quasi tutti gli aeroporti londinesi mi ha fatto proprio rimanere male, e quindi ogni giorno ho monitorato il sito della Ryanair alla ricerca del volo a 1 centesimo, purtroppo con esito negativo. Con tanta tristezza in corpo ho anche scoperto che da fine marzo la mia tratta preferita, la Orio al serio – London Stansted delle 6.45, verrà tolta e quindi il mio desiderio di fare una sola giornata di shopping isterico compulsivo nella capitale inglese si scioglie come la neve il giorno dopo che dovevo partire io.
L’altra sera però ho prenotato per aprile, alla fine spendo (anzi spendiamo) 24.00 euro a testa, andata Orio al Serio – London Stansted, ritorno London Luton – Orio.
La partenza è Venerdi 17 alle 17.20: “noi ci crediamo”.
Il ritorno è (in un anonimo) Sabato 18 alle 19:25.
Inutile dire che abbiamo solo il bagaglio a mano e niente l’assicurazione, che, ripeto ogni volta, non vale una cicca. Idem per l’imbarco prioritario, soprattutto se poi si scopre che non c’è il collegamento diretto con l’aereo ma si viene stipati tutti insieme sul bus.
Prenotato anche l’ostello, il YHA London Oxford Street: non ho chiaro se la traduzione delle caratteristiche sia stata fatta da qualche cliente in cambio di alcolici o siano loro a voler fare i simpatici, ma ecco la parte finale:
“Non accettamo gli Euri, solo Sterline inglesi (British Pound Sterlings) come denaro contante, ma ovviamente c’avemo la macchinetta per le carte bancarie e de credito.
Alcune delle stanze da 2 persone c’hanno er letto a castello, ma ce stanno pure quelle co du letti singoli.”.

Qua
la pagina di riferimento su hostelworld.com.
Io ho ancora il trolley nel baule dall’altra volta – oramai è parte integrante del corredo della macchina – ma questa volta partiremo e torneremo vittoriose e la parola d’ordine è sempre la stessa: Primark!





Delayed

4 02 2009

Purtroppo ieri la nostra missione denominata “The Wild Shopping Day in London” è miseramente fallita davanti a un monitor su cui lampeggiava la scritta “DELAYED”.
Il nostro volo Ryan, che sarebbe dovuto partire da Bergamo verso London Stansted, dalle 6.45 è passato prima alle 11.40 e poi alle 15.30.
Per fortuna l’abbiam pagato 2 cent tasse incluse (che poi ho fatto io la splendida dicendo “dai il volo ve lo offro io” spendendo in tutto 10 centesimi..ma per l’amicizia non si bada ai soldi).
Pazienza, non ci facciam di sicuro scoraggiare da questo episodio.
See you soon.





Depressed Girl

24 07 2008

Depressed girl” è come mi sono autodefinita da venerdi, quando mi son svegliata ancora con la faccia gonfia per il dente maledetto che mi han tolto il 19 giugno.
Ero convinta di essere quasi guarita e invece venerdi mattina mi sveglio ancora una volta con la faccia che sembra un dipinto di Picasso (o quello dei Griffin che fa tanto ridere la Raci), ma “ok“, penso, “c’è brutto tempo e son rimasta sensibile” (mah).
Quando poi sabato, non riuscendo a masticare quasi niente, mi son fatta la minestra e non son riuscita a mettere il cucchiaio in bocca, son caduta in uno stato depressivo-incazzoso-apatico che mi ha accompagnato anche per tutto l’inizio settimana.
Si aggiungono gli antibiotici, che mi fan venire i crampi allo stomaco, e il dentista con “ma non capisco cosa ti sia successo, è più di un mese che te l’ho tolto..vai a fare una panoramica, e se c’è rimasto un pezzo di dente dentro o ti si è scheggiato l’osso, ti devo riaprire”.
Oddio..se penso che forse mi deve rifare l’anestesia e ravanare ancora per fare una caccia al tesoro, mi viene male.
E quindi per vari giorni non ho avuto voglia di parlare con nessuno, nè di aggiornare il blog, nè di guardarmi allo specchio, neanche di andare per saldi (che è la cosa più grave, da cui si capisce che non sto per niente bene).
Avrei voluto solo tenere gli occhiali da sole per tutto il giorno e, se obbligata a uscire di casa, stare con la testa abbassata per la vergogna di venir fissata. Praticamente mentre camminavo avevo paura che mi scambiassero per la versione femminile del Gobbo di Notre Dame.

Stamattina ho fatto la lastra: a me sembra tutto a posto, più tardi le porto al ciucciasoldi dentista e sentiamo cosa dice.
Son fiduciosa, e sento quasi il bisogno di completare la mia felicità con la Balance Board.
E se ho voglia di fare shopping è perchè il mio stato psichico è in netta ripresa.





Pirla. Ma col new look.

9 07 2008

Se c’è una cosa che non sopporto è andare dalla parrucchiera.
Ma oltre a essere palesemente vero che le donne si tagliano i capelli quando entrano in una fase nuova della vita, c’è anche il fatto che tutta sta scavia mi tiene caldo e mi fa diventare insofferente, ed è già troppo tempo che rimando questo appuntamento.
Andare dalla parrucchiera (o dalla hair stylist, che detto in ameregano fa molto più fashion) lo considero a pari livello che andare dal dentista o dover lavorare il sabato mattina.
Non son mai riuscita a rimanere fedele a nessun salone di bellezza, se va bene ci vado per 3 volte al massimo, poi cambio.
Chi mi fa spendere un patrimonio, chi ci mette 3 ore solo per taglio di capelli e meches, chi non accetta appuntamenti e quindi prima che venga il mio turno devo aspettare un’ora.
L’ultima volta poi è stata al limite della nevrosi, 4 ore e 10 minuti, e pensare che io ho un’autonomia di 2 e mezza, poi comincio a scalpitare.
Quattrooreedieciminuti, ancora un pò e iniziavo a dondolarmi sulla sedia come fanno i pazzi.
Poi quando mi sono vista con i boccoli è stato il colmo. Ma cos’è una buffonata??
E per concludere: “sono 82.00 €”.
Ripeto: Quattrooreedieciminuti, ho dei boccoli orrendi e ho pure sputtanato una marea di euro.
Non so se ero più incazzata per come ero messa, per i soldi buttati o il tempo perso.

Essenzialmente posso riassumere il mio fastidio in 5 punti:

Fase 1: il tempo che non passa mai
Non sopporto aspettare seduta sulla poltrona ad aspettare il mio turno, con la ragazza che ti viene a chiedere “vuoi dei giornali?”
e pensi “eh sì, mica posso star qua a guardare in su”.
Ma sei ancora gentile dato che sei appena entrata, e quindi hai due possibilità:
1) “si grazie”
E ti vedi rifilare dei Chi e Gente vecchi di mesi, con le notizie del calciatore di turno che ha lasciato la velina di turno e adesso “ha deciso di mettere la testa a posto e trovare una ragazza normale, che sia spigliata, con il senso dell’umorismo e non importa l’aspetto fisico”. Poi giri pagina e ti metti a leggere l’ultimo ritrovato delle diete, di sicuro importato dall’america, che a seconda della stagione sarà “post feste natalizie”, “mediterranea” (ma viene lo stesso dagli states), “a base di gelato” o “depurativa”.
2) l’alternativa alle riviste gossippare è di farti dare dei cataloghi di acconciature, così da schiarirti le idee se non sai che taglio di capelli vuoi. Peccato che siano rappresentati solo modelli e modelle con acconciature impossibili da rifare da soli a casa, a meno che non si abbia tutta una mattina a disposizione per stare davanti allo specchio. E poi son fotografati dei tali figumi che starebbero bene anche con i cappelli di ciniglia che si comprano all’Oktoberfest.
Poi finalmente arriva il tuo turno.

Fase 2: Due fregature in una botta sola.
“Guarda, per i tuoi capelli ci vuole uno shampoo (+ parola random) delicato \ per capelli colorati \ antiforfora \ rinforzante \ per schermare i danni solari”
Mica puoi dire “no guarda, fammi uno shampoo normale che va bene uguale”.
E dato che ti ha fregato una volta, e lo rifà:
“Adesso ti metto la crema delicata \ per capelli colorati \ antiforfora \ rinforzante \ per schermare i danni solari”
Tu pensi “ma mi dici che cosa mi può fare la tua crema di merda se me la metto una volta sola?? mi hai messo una pozione magica istantanea? O mi vuoi inculare bellamente 10 euro tra shampoo e crema, quando al supermercato mi compro i miei soliti flaconi con 6 euro che vanno benissimo e che mi durano un mese??” e poi invece dici “eh, ok.”
E intanto hai le mani che friggono sui braccioli della poltrona.

Fase 3: lo sbroglio della matassa.
Dalla postazione “lavaggio” ti sposti verso l’altra poltrona, con l’asciugamano diventato turbante che è talmente stretto che se venisse l’uragano katrina non si muoverebbe neanche di un millimetro.
Ti siedi, e la ragazza inizia a pettinarti i capelli: una sofferenza unica, perchè in 5 minuti di shampoo ti si sono formati tutti i nodi esistenti, da quelli marinari a quelli degli scout più quelli di alpinismo.
Momenti di puro dolore, con la testa che si piega a ogni strattone.
“Scusa!” dice la ragazza.
“Niente” rispondi tu, abbozzando con l’angolo destro della bocca un sorriso. Falsissimo.

Fase 4: un look originale, mai visto prima. New.
“Che taglio facciamo?”
Mentre aspettavi hai guardato le riviste per mezz’ora, ma non hai la più pallida idea.
“mah, fai tu, non una cosa troppo complicata perchè sennò non sono più capace di rifarla. Tu cosa dici di fare?”
“beh non una cosa drastica, direi di accorciare un pò le punte e sfoltirli un pò dietro, in modo da renderli più leggeri. Davanti terrei una mezza lunghezza, così non ti vanno negli occhi e te li puoi tirare indietro.”
Conclusione: 10 anni che ho sempre lo stesso taglio.
..Ma io volevo qualcosa di nuovo, te l’ho detto apposta il “fai tu”.
Alla fine le uniche differenze tra l’entrata e l’uscita da questo posto sono che avrò le punte sfoltite a una mezza lunghezza e i capelli piastrati.
Ah no, anche il punto 5.

Fase 5: la spennata del pollo
Nonostante non sia cambiato molto, sei più o meno soddisfatta dei tuoi capelli, almeno sono piastrati come tu non riusciresti a fare in tutta la tua vita.
Adesso paga il giusto prezzo per aver occupato 3 ore la poltrona. Quindi sgancia dai 60 agli 80 euro, ingrata.
E vedi anche di varcare quella soglia felice e contenta: ti ho creato un new look, e tu eri consenziente.
Pirla.

Tutto questo per dire che ho preso l’appuntamento per sabato 12 a mezzogiorno.
Come al solito vado da un altro parrucchiere, l’ennesimo. Vedremo.





Tris di weekend – parte 3

23 04 2008

IL FATTORE F

E’ bello fare shopping. Per noi femmine è una questione vitale, ce l’abbiamo nel DNA, e non riusciamo a comprendere il genere maschile che insiste a dire “mi vesto solo per coprirmi”. Noi siamo disposte a tutto pur di accaparrarci qualcosa che, anche se lontano e ci mancano 6 diottrie, stiamo puntando perchè “quel colore è carino e/o trendy”.
Ma il motivo principale che mi ha fatto andare a Milano domenica è visitare la Mostra Bertarelli al Castello Sforzesco.
Purtroppo gli orari dei treni non aiutano, ed essendo arrivata in piazza Duomo quasi a mezzogiorno (la mostra era chiusa da mezzogiorno alle due di pomeriggio), ne ho approfittato per fare una puntata in Corso Vittorio Emanuele II (700 metri che tra entra e esci dai negozi, scale mobili e “no ci ho ripensato, aspetta che torno a prendere i pantaloni che ho provato prima” diventa una semi-maratona o tour de force).
A dire la verità ero partita da casa con il pensiero “guardo e basta perchè non mi serve niente”, ma dimentico sempre il Fattore F (femmina), che come dicevo prima, ci toglie ogni possibilità di affrontare una via piena di negozi e non prendere una molletta o una pashmina o un qualsiasi altro accessorio. Piccolo però, perchè così ci sentiamo meno in colpa.
E quindi non appena imbocco il Corso e inizio a vedere la Rinascente, il mio buon proposito è già tramutato in “eh dai però mi servirebbe un maglioncino..solo uno però..e che costi meno di 10 €!” ma il senso di colpa porta avanti la sua battaglia e “alle 14.00 riapre la mostra, e io devo essere lì davanti, ho due ore e stop”.
Sarebbe un’impresa ardua riuscire a vedere tutti i negozi (anche se mai sottovalutare il fattore F), ma la mia “selezione naturale” sa già dove puntare: H&M, Zara e ancora H&M, quello vicino a San Babila, anche se hanno le stesse cose perchè “metti che ci sia un qualcosa che di là mi è sfuggito, o che ci sia l’altra cosa di un colore più bello!”
E’ finita. No dai non mollare, non abbandonare i tuoi buoni propositi. Ma spenderò pochissimo! Sei in regime economico strettissimo. Sì però quei pantaloni mi stanno troppo bene..sono anche di una taglia e mezzo meno di quello che prendo di solito, sai che soddisfazione! Eh allora se la metti così, non puoi farne a meno.
Anche della maglietta, degli occhiali da sole e del golfino.
E basta però! Sì sì, basta.
Più o meno 40 €, mi sembra buono.
Rimane solo la tappa alla Mondadori, magari hanno qualche libro in lingua spagnola.
..Qualche???! ci sono interi scaffali di libri in inglese, tedesco, russo, cinese, francese e (love love) spagnolo!
Nell’imbarazzo della scelta tra racconti, romanzi, poesie, arte, libri per bambini, per caso (ma non ne sono completamente convinta) mi cade l’occhio su IL libro, il master dei master del fattore F…”El diablo viste de Prada“.
Deciso, lo compro e ecco che un altro sacchetto si aggiunge agli altri.
Sono soddisfatissima, ho speso relativamente poco e ho delle cose belle belle belle.
Giornata positiva.

ps: alla mostra ricordo di essere arrivata verso le 15.00, è stata molto interessante.
Io si che ho una vena artistica importante, ho anche fatto le foto! 😀