Franz Ferdinand con Chiwawa&Cinghiali

11 12 2009

Jesolo, martedì 8 dicembre 2009: finalmente Elysir è stata al concerto dei Franz Ferdinand, dopo ben 5 mesi che sventolava il biglietto.
Ma passiamo alla telecronata della serata: essendo arrivati in super anticipo, all’apertura dei cancelli riusciamo a essere tra i primi a metterci in fila davanti al palco, proprio a ridosso della ringhiera. Per l’infelicità della mia schiena,  si prospettano ben 2 ore in piedi all’inizio del concerto, ma so di essere molto fortunata a essere proprio lì davanti.
So di essere stata molto fortunata anche perchè è stata l’occasione in cui ho potuto scoprire che i ragazzini al di sotto dei 20 anni si distinguono in 2 categorie che tra loro hanno caratteristiche comuni, ma che non fanno parte della razza umana.

La prima categoria è denominata Chiwawa Stridulo Selvatico.
E’ una razza esclusivamente femminile, di piccole dimensioni. Solitamente, i soggetti di dimensioni minori sono i più rompicoglioni. Ha un’altezza compresa tra i 150 e 165 cm ed un peso che può variare dai 40 ai 65 kg. Qualche esemplare può raggiungere un paio di kg in più, ma questo è consentito e solo negli USA, data la grande quantità di McDonald’s e Burger King.
La struttura muscolare e ossea è proporzionata alla dimensione del soggetto. Gli arti più corti sono quelli inferiori e si presentano parallelamente, anche se non sempre hanno una movenza leggera e scattante; al contrario, gli arti superiori, che servono principalmente a estrarre il cellulare dalla tasca, sono estremamente scattanti a digitare sms.
Una delle peculiarità di questa razza è la testa, solitamente tenuta al caldo dal cappuccio della felpa.
Il viso può avere svariate forme, e le orecchie sono dritte e molto ampie.  Gli occhi sono obbligatoriamente contornati da spesse linee di matita nera, con uno spessore variabile dai 0.3 ai 0.8 cm.
Ma la particolarità di questa oramai così diffusa specie è la voce, in ogni caso acuta e sempre pronta ad accanirsi contro il malcapitato vicino.
Per fare un esempio, è bastato che il mio amico si aggrappasse con una sola mano alla ringhiera per non essere travolto dai vari poghi, che il Chiwawa Stridulo Selvatico a me vicino gli si scagliasse contro abbaiando furiosamente “ma no skusa ma ke kazzo vuoi oh” (perchè ho chiaramente udito le k).
Ma tutto sommato, questa razza la si può catalogare come rompicoglioni abbaiante ma tutto sommato innocua.

E’ la seconda categoria che invece non è innocua (dicesi robbosa), quella dei Cinghiali dall’Ormone Silvestre.
Fisicamente questo esemplare ha una struttura più lunga rispetto al precedente, dato che solitamente si aggira tra i 170 e i 210 cm. Altra caratteristica è il volto, per la maggior parte tappezzato da brufoli, che si possono estendere anche su collo, spalle e schiena. Raramente il viso è ricoperto da peletti: per questo il Cinghiale si sente umiliato e per compensare e attirare la femmina, arrotola le maniche della t-shirt, in modo da mostrare la villosa ascella maschia. Purtroppo, non si rende ancora conto che ogni suo poro ha almeno uno sciame di ghiandole pronte a espellere sudore alla fragranza di Ormone Selvatico (o di cane bagnato).
Nella foto che sono riuscita a scattare nonostante i gravi problemi di deambulazione provocati dal continuo pogo, si può chiaramente identificare un tipico Cinghiale dall’Ormone Selvatico.

Cinghiale

Tipico esemplare di Cinghiale dall'Ormone Selvatico: ha la manica della maglia arrotolata per espellere meglio la fragranza di Ormone Selvatico.

Questo in particolare, ha dato i chiari segni di essere un leader dato che:
– almeno mezz’ora prima che cominciasse il concerto, aveva già litigato con tutti quelli intorno che non facevano parte del suo branco – composto da un solo esemplare, sottomesso ad ogni sua volontà – per il fatto che “essendo arrivato prima lui di quegli altri, quelli che si erano espansi e gli volevano rubbare il posto in prima fila dovevano tornare dietro”;
– per riconquistare il posto tanto osannato, ha ripetutamente preso a gomitate una Chiwawa Stridula alta almeno 40 cm meno di lui;
– durante il concerto, agitava la mano facendo le corna per dimostrare che lui era la vera anima del rocchenroll;
ma uno è stato l’episodio per il quale questo esemplare di Cinghiale è riuscito a passare al livello superiore: quando il batterista ha lanciato le bacchette e lui è riuscito a conquistarne una. Lì, si è visto come il Cinghios godesse del potere sovrannaturale di contrastare la gravità umana, poichè per elevarsi al di sopra della normale plebaglia, ha preso la giusta decisione di stare costantemente le braccia alzate per far annusare a tutti che lui era il Dio dell’Ormone di tutto il concerto. Figurarsi quando poi il cantante è sceso dal palco per avvicinarsi ai fan: il Cinghios gli si è letteralmente buttato in braccio, baciandolo e accarezzandolo come un bebè nelle braccia della mamma, fino a quando l’armadio della security l’ha preso tra le sue braccia e la ributtato dentro. Però fu cosi che LaEly scoprì che anche i Cinghiali hanno un animo da tenerone..e pensare che io l’ho disprezzato per tutta la sera.
Jesolo, martedì 8 dicembre 2009: che giornata fortunata.

Franz Ferdinand

Franz Ferdinand

Franz Ferdinand

Franz Ferdinand

Franz Ferdinand

Franz Ferdinand





Green Day @ Bologna

13 11 2009

Mercoledì 11 novembre sono stata al concerto dei Green Day a Bologna: fi-ga-ta!

Green Day @ Bologna

Green Day @ Bologna

Le danze si sono aperte con il gruppo dei Prima Donna che urlando “uii aaar prima döna, lez go cresi bolonniaaaa” hanno suonato per un’oretta.
Come musica non mi ha soddisfatto tanto e ancora di meno i loro vestiti (Malgioglio e i leopardati non sono nel mio stile), però facevano bene a fare gli esaltati dato che aprire un concerto dei Green Day non è da tutti.

I "Prima Donna" alias Malgioglio e i leopardati

Malgioglio e i leopardati

Beh poi è iniziato il delirio: due ore e mezza filate di concerto in cui hanno suonato
1. Song of the Century
2. 21st Century Breakdown
3. Know Your Enemy
4. East Jesus Nowhere
5. Holiday
6. The Static Age
7. Before the Lobotomy
8. Are We the Waiting
9. St. Jimmy
10. Boulevard Of Broken Dreams
11. Hitchin’ A Ride
12. Brain Stew
13. Jaded
14. Longview
15. Basket Case
16. She
17. King For A Day
18. Shout (The Isley Brothers cover)
19. Stand By Me (Ben E. King cover)
20. 21 Guns
21. American Eulogy

Bis:
22. American Idiot
23. Jesus Of Suburbia
24. Minority
25. Good Riddance (Time Of Your Life)

La cosa più bella è stato che ogni tanto tiravano su della gente dal pubblico e li facevano stare sul palco con loro a cantare e suonare, ma anche i liquidator e lo spara rotolo di carta hanno fatto il loro bell’effetto..

Lo sparacarta

Lo sparacarta

Green Day @ Bologna

Green Day @ Bologna

Di sicuro se ritorneranno a Bolonniaaaa o provincia limitrofa andrò a vederli di sicuro..rocchenroooool!!!

facce da rocchenrol duro

facce da rocchenrol duro





Al concerto degli Oasis

23 02 2009

Finalmente dopo mesi che avevo in mano il biglietto, è arrivato il gran giorno e sabato son stata al concerto degli Oasis a Villorba di Treviso.
L’andata è proceduta bene fino a quando le mie conoscenze geografiche son giunte al termine, e proprio in quei kilometri l’amico Garmin Navigadur ha iniziato a sclerare, piazzando il puntatore (probabilmente ubriaco) in punti random e ripetendo a raffica “ricalcolo”.  Ovviamente in questi casi la pazienza non la vedo neanche da lontano, e dopo aver minacciato il navigatore di abbandonarlo sul ciglio della strada per un Tom Tom pezzino da 50 euro alla prima Comet disponibile, continuavo a  riptermi quanto ero stata pirla a non guardare la strada su google maps prima di partire dato che la mia geografia si limitava fino al confine del casello di Verona Est. A intuito sapevo di dover andare verso nord, ma non mi era chiaro quando.
E se l’autostrada era la A4 detta Serenissima, io ero incazzata come una biscia..
Per risolvere la situazione potevo solo imboccare il primo casello, e chiedere informazioni, dato che di Autogrill non ce n’era l’ombra.
Il primo casello era a più di 20 km dal posto in cui ero. E figurarsi se non c’era una coda lunghissima per uscire.
Ma per una volta avevo sottovalutato la mia buona stella posteriore (per gli amici, Culo): mentre fulminavo con lo sguardo e con la mente tutti quelli che si infiltravano nei posti avanti, ho chiesto a due vicini di fila che strada dovessi fare per andare dove dovevo andare, e ho scoperto che il navigatore aveva svalvolato perchè ero sul nuovo tratto di congiunzione tra la A4 e la A20e qualcosa, giusto quella che dovevo prendere io. Bastava tenere per Belluno, uscita Treviso nord.
Era la buona notizia che volevo e mi dovevo sentir dire, mi avrebbe seccato non poco fare 45 minuti di fila al casello per poi rientrare nello stesso.
Per fortuna poi l’amico Garmin è tornato in sè e si è messo a fare il proprio sporco lavoro, portandomi a destinazione. Essendo arrivata abbastanza presto, son riuscita a mettere il mio potente automezzo nel parcheggio del Palaverde, a 30 metri dall’entrata, e, biglietto alla mano, alle 17.00 ero già in fila praticamente davanti alla transenna, insieme a dei tizi mezzi ubriachi e alla loro collezione di bottiglie  scolate di birra e vodka.

La mano della Ely felicemente sorregge il biglietto per il concerto degli Oasis

La mano della Ely felicemente sorregge il biglietto per il concerto degli Oasis

Alle 19.00 han aperto i cancelli e  appena dentro la porta il cane della guardia di finanza annusando qua e là fermava praticamente tutti, tra cui un ragazzetto che sbracciandosi urlava “io è la prima volta che fumo e proprio a me mi dovete fermare?!”. Ridendo e puntando il dito come Nelson dei Simpson, son passata oltre e mi son piazzata nel posto più centrale della prima fila del mio settore, riuscendo a godere di una visuale perfetta: per essere un palazzetto dello sport,  l’acustica e la scenografia son state superiori alle mie aspettavive. Il concerto è stato bello,  i Gallagher bro. già sul palcoscenico avevano quell’arroganza che li rendeva fighissimi, ma, a parte le gambe a parentesi di Noel (credo, perchè non imparerò mai a distinguerli), non ci son state scene degne di nota.
Alla fine speravo in un’uscita bis ma non c’è stata, e la scaletta dei brani è stata quella che avevo trovato in giro su internet:
– Lyla
– Ain’t Got Nothin’
– I’m Outta Time
– Falling Down
– Champagne Supernova
– To Be Where There’s Life
– The Shock Of The Lightning
– Waiting For The Rapture
– Songbird
– Wonderwall
– Don’t Look Back in Anger
– Rock ‘n’ Roll Star
– Supersonic
– The Meaning of Soul
– The Masterplan
– Morning Glory
– Cigarettes & Alcohol
– The Importance of Being Idle
– I Am the Walrus

Avevo pensato di postare il video di Champagne Supernova, ma sentendosi sotto la mia voce da gallinacea primordiale è meglio se lascio solo le foto.

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso





Morcheeba @ Mantova

19 05 2008

“Da quando hanno cambiato la cantante, io non li ascolto più”
“A vederli non ci vengo perchè io voglio andare al concerto dei Franz Ferdinand”
“Uhm, non lo so se mi interessa, fammici pensare”
“..Eh? ..ah? ma hai sentito l’ultimo di Elio e le storie tese?”

Boh, a me sono piaciuti un sacco.

Per i video, avviso che basta ascoltare l’audio..tra i pixel di 2×2 cm, le gomitate che mi dava quella seduta di fianco a me e il laccio della macchina fotografica che a un certo punto mi stava per bloccare la circolazione, può venirvi un attacco di mal di mare.