Volver!

11 06 2009

E’ tempo di preparare la valigia: le ultime due settimane sono letteralmente volate, ma sono contenta di tornare a casa. Mi spiace per Maria, ma il letto dei puffi e il bagno che really sucks saranno le uniche cose che non mi mancheranno per niente.

A 28 anni, la Ely scopre cosa vuol dire lavare a mano i panni

A 28 anni, la Ely scopre cosa vuol dire lavare a mano i panni

A parte questo, è stata una esperienza bellissima: il mio spagnolo è infinitamente migliorato, ho conosciuto delle persone simpaticissime e mi sono divertita davvero tanto..la scelta della scuola (Estudio hispanico) e del luogo mi hanno soddisfatto in pieno.

Mi clase

Mi clase

Escuela de flamenco

Escuela de flamenco

Cena

Esta noche sushi!

Esta noche sushi!

Esta noche sushi!

Esta noche sushi!

Alhambra day

Alhambra day

Ir de tapas

Ir de tapas

Apujarra Day

Apujarra Day

Feria en Granada

Feria en Granada

Feria en Granada

Feria en Granada

Rimane la ultima noche de fiesta, che ovviamente passerò con Maria a ir de tapas (no..ir de copas) in un (già so!) tour de force dei locali che ci hanno ospitato quasi tutte le sere in queste due settimane.
Poi domani mattina alle 10 mi aspetta l’autobus per l’aeroporto..e non ci sarà più Maria a chiamarmi prima Jessica, poi Ilise e in questi ultimi giorni Ilisa (c’eravamo quasi arrivati).
..Adios Maria, adios Granada, hasta luego España!





Maria y yo

8 06 2009

Effettivamente, la casa non è il massimo. La parte più difficile è fare la doccia: praticamente c’è una vasca che è un pò più grande di un bidet, e dato che Maria non è più alta di un metro e cinquanta, non c’è il gancio per attaccare lo spruzzino. Lasciamo stare le capriole di quando mi devo lavare i capelli, un giorno sì e uno no.
Ma parliamo della padrona di casa, Maria.
Ha 83 anni e come già ho detto, va più forte di me. e’ davvero impressionante l’energia che ha.
Per capire quello che dice devo attivare tutti i neuroni insieme (impresa enooorme), dato il suo accento di Granada: una frase come “te vas a la escuela?” diventa “te vaa ecuela?” o “no te gusta esto?” è “no te hutta eto?”. .Ma dopo un paio di giorni ci ho fatto l’orecchio e oramai mi arrangio abbastanza.
L’altro giorno mi ha promesso che dopo la messa serale mi avrebbe portato a Sacromonte.: appuntamento davanti alla Iglesia della Virgen alle 8.30 – 9.00 (gli orari qua son sempre molto elastici), che poi si va a prendere l’autobus.
Arrivo e c’è lei con una amica (un’altra teenager di una ottantina di anni) che mi aspettano. Il tragitto dalla chiesa alla piazza principale è una Rambla in miniatura, un passaggio pedonale in cui la gente si ritrova all’ora dell’aperitivo: Maria e l’amica davanti, io dietro, tipo badante rumena. A ogni passo, qualche bel guapo (dai 60 ai 90 anni) si ferma a salutarle, e loro due che sghignazzando “Chenè?!” “Ohhè!” (“Quien es?” “No sè!”) Arriviamo in piazza e lì le conoscenze si moltiplicano: “Adios”, “Buenas tardes”, “Hola señoras”..fino a quando Maria non ne vede uno all’interno di un bar: è d’obbligo entrare e bere una cervesita. Ah, deve salutare anche l’altro amico. E giu un vino tinto. Oh, un altro amico. Altro vino tinto. Molto semplicemente: otro amigo, otra ronda.
Fatto sta che a Sacromonte non ci siamo andate, e dalle dieci e mezza, quando Maria mi ha detto “adesso andiamo, finisci il tuo vino che c’è già la ragazza con la bambina che ci sta aspettando perchè non ha le chiavi di casa” abbiamo lasciato il locale a mezzanotte passata.
Ma tanto qui il tempo è relativo, ci si dà appuntamento con un bonus di mezz’ora, si pranza alle 14.30 e a mezzanotte ancora la gente chiede tapas, quindi quando Maria e il mio fantasma (perchè ero ridotta a uno straccio) siamo apparse davanti a casa, la ragazza non ha fatto una piega: “te estavo esperando”.
La sera dopo, ci riproviamo: andiamo a prendere l’autobus per Sacromonte. Sto giro ce l’abbiamo fatta. Tanta gente da salutare, ma essendo solo le 7 di sera è ancora presto per tapeare. Peccato che siamo tornate giusto giusto per le 21.30.. Io dico “Maria tengo un montòn de hambre!” (ho un sacco di fame) “Vale, vamos a tomar algo” Ma mi sa che ha capito che avevo sete. Ci siamo fermate in un altro locale e giu di vino tinto. Viva le tapas, ma se ci fosse stato qualcosa di più sostanzioso non sarebbe stato male..giusto per fare un pò di fondo..nada.
Sono tornata a casa che non ero come la sera prima, ma poco ci mancava. “Maria, a Cordoba mi han insegnato che la fase prima dell’essere ubriachi qua si dice mareada. Y sabes? ahora estoy muy mareada” “Davvero? Io invece sto benissimo. Ho 83 anni e non prendo neanche una pastiglia, la gente mi vuole bene, hai visto? neanche stasera abbiamo pagato niente.. Perchè io ho tenuto per 62 anni un negozio di prosciutto, verdura e frutta, e tutti venivano da me. Qui tutti mi conoscono..Mi chiamavano Maria de los jamones” e via così a raccontarmi per l’ennesima volta la sua vita. Per fortuna non le è venuto in mente di raccontarmi di suo figlio chirurgo specialista in traumatologia del ginocchio (o qualcosa di simile) che lavora per la squadra di calcio – la più importante, ovvio – della Spagna. Per fortuna tutta la serie di foto era dietro di lei e non le è venuto in mente che avrebbe potuto raccontarmi vita, morte e miracoli dei nipoti. Già so tutto.
Ma io volevo solo farle capire che con lei sì, mi diverto un sacco, ma non posso tornare ogni sera a casa con i gomiti..e che in quel momento avevo bisogno di asciugare il vino. Ma tanto non mi ascoltava.
Solo i plumcake mi hanno dato una mano.

Maria y yo despues de algunas copas de vino tinto (claro, no?)

Maria y yo despues de algunas copas de vino tinto (claro, no?)





Bienvenida Elisa!

4 06 2009

Ok, sono a Granada.
L’arrivo non è stato dei migliori, mi son fidata della Lonely Planet per l’ennesima volta e ho fatto male: l’autobus indicato per raggiungere il centro non è quello giusto e sulla mappa manca un pezzo di città.
In più mentre ero sull’autobus mi son accorta di aver i pantaloni bagnati e di lasciare la scia dietro di me: un succo di frutta, la cui esistenza era dimenticata, si era rotto in borsa. E quindi dopo essere scesa dall’autobus e cercato di rimediare al danno (e prima di mettere tutto il contenuto della borsa di Mary Poppins su una panchina per rovesciare la borsa, non mi è venuto in mente che il cellulare era nella tasca di lato e sarebbe caduto malamente per terra graffiandosi), mi son posta la domanda esistenziale: “ma dove sono? non ne ho idea. E su sta – maldida – mappa di sta – maldida – Lonely Planet non c’è niente. Ok, prendo un taxi. Odio sta cosa, ma a quanto pare oggi non è la mia giornata”. E poi invece, mentre mi prendevo i miei 10 secondi di yoga mentale, è arrivata la telefonata giusta al momento giusto. “No, ce la fai ad arrivare senza prendere il taxi.” Una specie di grillo parlante, insomma. Che però ha portato fortuna, in 20 minuti scarsi son arrivata a destinazione, cercando la fermata di un altro autobus e chiedendo qua e là fino ad arrivare in zona.
Poi, aver stampato una mappa di Google Maps da casa, è stata proprio una gran bella mossa.
E mai avrei immaginato che la casa che mi avrebbe ospitato per due settimane poteva essere così: un palazzo vecchio (e d’altronde, mi trovo nel pieno centro di Granada) con 4 o 5 appartamenti e un minuscolo patio interno. L’accoglienza mi viene data da delle signore che appena mi vedono, a colpo sicuro mi dicono “hola, tu eres la chica italiana?” “Eh si” e urlando a gran voce “Mariaaaaa aquì està una chica que te busca! Es la chica que tu estais esperando!”
“Sìììì! Dile de subìr aquì!”
“Chica, primer piso a la derecha!”
“Gracias!”
Entro e ad aspettarmi c’è la televisione a tutto volume sintonizzata sulla messa. E i fiori finti sul tavolo. E almeno 2 immagini della Madonna per ogni stanza. Le foto del marito (in bianco e nero), del figlio medico (da pochi anni a oggi) e dei nipoti sono invece a decine, tutte in bella mostra su pareti e cassoni.
Compare una signora alta non più di un metro e cinquanta, con un numero di anni tendente all’infinito, vestita con le espadrillas azzurrine, la gonna blu e una maglia troppo larga per lei. “Yo soy Maria!”.
Neanche il tempo di tradurre mentalmente alla raffica di domande che mi stava facendo che già mi aveva fatto vedere il mio letto, dato le lenzuola pulite e mostrato dove appoggiare la valigia.
Chiedo se posso fare la lavatrice e mi fa vedere un qualcosa di non identificato (ma particolarmente ingombrante) con un oblò: “Esta lavadora tiene 48 años. Dame tu ropa porquè tu no sabes como funciona”. No, in effetti da poco ho capito come funziona la mia lavadora, che di anni ne ha 3.
Nel frattempo arrivano anche le altre coinquiline: una argentina di 66 anni, stabilitasi qui per qualche mese perchè è venuta a trovare non ho capito chi, e una ragazza di 21, di Granada, con una figlia di 4, che il giorno prima sono state buttate fuori di casa dal marito (il motivo era troppo difficile da tradurre).
“Los hombres no estan permitidos aquì. N o  h o m b r e s. ..Entiendes?” “Sì, està bien. Claro.” “Aquì està el baño, esta es la cocina. Te doy las llaves de casa, tu puedes hacer lo que te gusta.”
“Vale, gracias”

Credo che non avrei potuto trovare un posto migliore, imparerò più spagnolo a stare in casa che a scuola.. e già mi rendo conto che poi mi mancherà tutto questo.

..Benvenida, Elisa!

Dopo che la lavadora ha finito..Dove stendere i panni se non sul tetto?

Dopo che la lavadora ha finito..Dove stendere i panni se non sul tetto?





Oh Jesus estoy en Malaga!

30 05 2009

Meno romantica di Cordoba, ma assolutamente una città incantevole.
L’Alcabaza è davvero meravigliosa, già per quella vale la pena di venire a Malaga.

Alcazaba en Malaga

Alcazaba en Malaga

Per il resto è una cittadina piccola, come le altre che ho visitato questa settimana, anche qui si può lasciare la mappa in borsa che tanto prima o poi si capita sempre in una delle solite 3 piazze.
Interessanti i due musei su Picasso, soprattutto perchè mi sono unita, a scrocco, a una classe di bambini in gita (tra cui Paco, Beatriz e Jesus – ma come si può chiamare un bambino così?! ..Jesus??! ) che avevano la guida.Poi ieri sera ho assistito a un concerto, tal Carlos Goñi (Carlos ok, è un nome normale..ma Jesus..cioè in Spagna quando qualcuno starnutisce si dice “Jesus”..sto bambino deve fare gli scongiuri che in casa sua prendano poco il raffreddore).
Jesus..ma dai..al 33simo anno cosa farà? Andrà in giro tutti i giorni con una mano in tasca e l’altra facendo le corna?? Bah.
Tornando a noi..a quanto pare questo Carlos Goñi è un figo locale, dato che quando ho chiesto a una di fianco a me “Como se llama el?” mi ha guardato con una faccia che neanche le avessi chiesto di pagarmi le rate rimanenti del mutuo.

Carlos en Malaga

Carlos Goñi en Malaga

Comunque la serata è stata carina, e se una intera piazza si sbracciava cantando le sue canzoni mentre io facevo da tappezzeria, può essere che sia davvero abbastanza conosciuto.
Chissà se anche Jesus diventerà famoso un giorno. Il nome ce l’ha.





Cordoba: Feria de Mayo

30 05 2009

Un post a parte va dedicato alla Feria de Mayo di Cordoba.
Ma partiamo dall’inizio:
in ostello conosco una canadese mentre mi preparo la cena. Io ho zuppa di cereali, lei da quasi mezz’ora si sta cuocendo riso basmati (i chicchi oramai erano lunghi più di un cm) con cipolle rosse, chorizo unto & bisunto, formaggino Mio tarocco e qualche altro ingrediente random buttato in un pentolone tipo di quelli che usava Magà Magò per fare gli intrugli.
Tra una mezza frase in inglese e mezza in spagnolo decidiamo di uscire: prima andiamo a vedere la finale di Champions League Manchester -Barcellona e poi andiamo a fare un salto alla Feria.

Troviamo un bar bello fumoso e pieno di gente carica di tapas e cerveza, e decidiamo che quello è il posto che fa per noi: della partita non ci frega niente, ma è bello vedere la gente disquisire amabilmente con espressioni tipo “hijo de puta!” e “mueras mierda!”.
Cervezita despues cervezita, si segnano 2 gol e i festeggiamenti si fanno sentire, tanto che veniamo coinvolte a bere con un gruppo di ragazzi.

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A partita finita, giusto per festeggiare la vittoria, si va tutti alla Feria – che poi, nel caso avessero perso, di sicuro bisognava andarci per dimenticare la sconfitta.

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Avviso la mia amica (da ben 3 ore) che non voglio tornare tardi – al massimo all’una – perchè la mattina dopo mi devo alzare alle 7.30 per prendere il bus per Malaga, e, d’amore e d’accordo, ci in camminiamo con tutto il gruppo.
Mi spiegano tutta la storia della Feria di Mayo, ma data la mia memoria a breve termine, neanche facciamo in tempo ad arrivare che mi son già dimenticata tutto. Là è un putiferio di luci, musica, bancarelle e stands, chiamati casetas (con la s di serpente, casetas): la caseta con la musica latino americana, quella del flamenco, quella messicana e così via. Ci dirigiamo verso una, e prendiamo subito da bere – si sa mai che il mio livello corporale di alcol si prosciughi – : birra 1,50 €, moijto a 2.50 €.
Da lì, ho effettivamente capito che l’alcol mi apre un mondo di parole straniere che chissà dove nascondo durante il giorno. Non ho mai parlato così tanto spagnolo. Anzi, non ho mai parlato così tanto in generale..credo.  Credo anche che i ragazzi a cui ho attaccato la pezza mondiale si ricorderanno di me per un pò..la mattina dopo non avevo più la voce.

Feria de Cordoba!

A fine serata, A fine nottata, Accacane se era tardi, io e la mia amica Canadians intavoliamo discorsi come:
“ehm, son las 4.20 de la mañana, pienso que it’s better if we go home!”
“sì, it’s bueno..!”

Per il resto, come si dice a Las Vegas, “What happends in Vegas, stay in Vegas”. E magari anche qui ci sarà qualcosa di simile..”El que hay en Cordoba, està en Cordoba!

Hasta la Feria siempre!





Me perdì en Cordoba

27 05 2009

Cordoba. Oggi mi sono persa. Anzi, mi sono lasciata perdere. Ho messo in borsa la mappa e mi son lasciata trasportare dal silenzio in mezzo ai vicoli della città vecchia, quelli in cui non passano turisti e la gente del posto ti saluta quando passi.
Vista così, Cordoba è davvero una città incantevole.
Ieri invece ho seguito il percorso indicato dalla mappa, e mi ha annoiato tantissimo. Iglesias, palacios y jardines.. nada mas de què mirè en Toledo el otro dìa..niente di più di quelli visti a Toledo l’altro giorno.
Mi sono lasciata la Mezquita per oggi: stamattina alle 9 ero davanti, io, pochi turisti e quelli delle pulizie (perchè prima delle 10 la giornata non inizia). Tempismo perfetto, alle 10 mentre uscivo cominciavano ad arrivare gruppi di turisti capitanati da pimpanti guide munite di bandierine segnaposto e microfoni. E’ quindi ho lasciato la Cordoba dei souvenir e mi son addentrata in calles strettissime di case bianche, azuleios e fiori sui balconi. Ho anche trovato un piccolissimo negozio di frutta e verdura, una stanza di al massimo 3 metri per 3, in cui era perfettamente disposto tutto:
“Buenos dìas..Dos tomates y un poco de estas por favor..como se llaman?”
“Estas son cerezas! Y pides estos tomates que son de Cordoba y son mejores!”
E in effetti erano buonissimi.

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A las 6 de la tarde mi aspetta una seduta ai bagni arabi, un massaggio e per concludere un thè caldo, per rigenerare meglio el cuerpo y la mente.

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Hasta luego.





Toledo

27 05 2009

Toledo è una di quelle città che visiti una sola volta nella vita. Tremendamente piccola e noiosa, è un su e giu di viottololi sconnessi. Bello il panorama che si gode dalla vista della chiesa di San Juan de los Reyes e anche quello dal Mirador, giusto per fare le classiche foto – cartolina da far vedere ai parenti.
A chi vuole visitarla consiglio di prendere uno degli autobus appena fuori dalla stazione dei treni: il centro non è distante ma data la salita sarebbe sfiancante. Il ritorno invece è fattibile, in 20 minuti si scende e intanto si vede anche il panorama dal Rio Tajo (altre foto-cartolina a manetta).
Il tempo da dedicare all’intera visita della città non dura piu di un pomeriggio. La cosa più interessante della giornata è stato il museo delle torture, che è piccolo e in relazione alla grandezza è decisamente costoso (4 euro per 3 camere minuscole) ma è impressionante rendersi conto di quanto la gente possa essere crudele.

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Nota dolente della Spagna: qua alla radio si usa trasmettere a tutto spiano Eros Ramazzotti E anche Nek. E quindi il mio pranzo a base di queso manchego y (mi queridas) patatas bravas è stato rovinato da una sequenza ininterrotta di canzonette che ja no me gustan en italiano..figurarsi in spagnolo.

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Madrid: día 2

24 05 2009

Cioè, mi chiedo come faccia la Lonely Planet a definire il Cat’s Hostel uno dei migliori ostelli della zona.
L’ambiente è carino, in stile arabo. La colazione è compresa nel prezzo, e ci sono brioches, ciambelle, thè, succo d’arancia, toast ecc.
Ma la doccia è gelida, i letti e sono traballanti. In una camera da 12 persone è praticamente impensabile avere una sola presa della corrente..e neanche uno specchio. Le finestre in tutto l’ostello non esistono proprio (ce n’è solo una nella sala comune della colazione), l’aria condizionata è sempre a manetta, e gli impianti gocciolano nel corridoio. La cosa peggiore è che non c’è la cucina, qui non si mangia proprio. Si beve e basta. Per mangiare bisogna uscire e andare in centro, qua vicino ci sono solo supermercati cinesi. Quindi le uniche calorie che ingurgito son date dalla birra. Oramai credo di essere sulla buona strada per essere un’alcolizzata cronica. Prendiamola come un allenamento per l’oktoberfest.
Vorrei lavorare per la Lonely Planet e fare la “testatrice di ostelli”.





Bienvenidos!

23 05 2009

Mettiamo che sia il primo pomeriggio che si arrivi a Madrid, e che avendo già visitato la città qualche anno fa, non si abbia voglia di vedere monumenti e musei.
Mettiamo che una volta sbarcati dall’aereo ci sia il diluvio, ma fortunatamente poco dopo il tempo migliori.
Mettiamo di essere in un centro commerciale, el Islazul
Mettiamo che in questo centro commerciale ci siano Primark, H&M, Zara, Osho, Haagen Dazs e Starbuck’s.

Esto puede ser el paraiso.





Vamos!

23 05 2009

Alla fine questi ultimi giorni sono letteralmente volati e ora mancano poche ore al volo.
E’ fantastico, ma se andassi a finire la valigia sarebbe decisamente meglio!
Hasta pronto a todos!

Stuff

Stuff





Quando il tempo [non] vola

30 04 2009

Frigo vuoto

Foto della settimana

Questa foto non so se definirla “Triste eco di solitudine” o “Malinconico eco dell’oblìo”.
L’altra sera ho rischiato l’estinzione.
In preda a un improvviso attacco di fame ho aperto il frigo e una marcia funebre mi ha accolto. Il deserto. Neanche le balle di fieno che rotolano c’erano più..in effetti l’ultima volta che son andata a fare la spesa è stato più di due settimane fa.
E’ che sto facendo la lista delle cose da fare prima di partire per la Spagna, e dato che ho intenzione di spegnere il contatore generale, non voglio ridurmi a inventare (perchè già è successo) improbabili combinazioni di alimenti per finire le cose.
E’ vero che “chi ha tempo non aspetti tempo”, ma mi sa che mi son portata un pò troppo avanti, perchè quando ho avuto l’ideona, non avevo calcolato che mancavano quasi 30 giorni alla partenza, e a oggi ne mancano ancora una ventina, hai voglia..!
Ma non si diceva “il tempo vola”?
Uff.
23 giorni.





ESRT* – L’itinerario definitivo

16 04 2009

Come dicevo nel post precedente, l’itinerario dell’ España School Road Trip (* ESRT) è stato modificato a causa del binomio casa-chiesa avverso ai miei progetti.
Ho optato per un Bergamo – Madrid e Granada – Bergamo [totale 60.08 euro, sempre viva Ryanair], e soggiornerò a Madrid sabato, domenica, lunedì e martedì, spostandomi in giornata a Toledo e Cuenca (e di quest’ultima non ne sono neanche tanto sicura, perchè a parte la foto-cartolina alle Casas Colgadas non c’è altro, e si sa che le foto dei paesaggi al tramonto son quelle per i fotografi sfigati).
Il martedì mattina scenderò verso Cordoba con il treno (credo sia una macchina del teletrasporto, per fare 400 km ci impiega 2 ore e 4 minuti) e ci rimarrò fino a giovedì; particolare bello è che capito giusto per i festeggiamenti della Feria de Mayo; particolare brutto è che gli spagnoli son così contenti in questa settimana che per esprimere la loro felicità non trovano di meglio che organizzare corride una dietro l’altra, e io non ho assolutamente intenzione di andare a vedere un albero di natale con le gambe che sventola un pezzo di tenda e scambia un toro per un portaspilli.. Molto meglio un bel hammam in un bagno arabo, no?  Già mi vedo in questa struttura arabeggiante, piena di vapore, con la luce soffusa, a fare l’aromaterapia mentre sorseggio un tè sul bordo della piscina con l’acqua calda, con la donnina che prostrata ai miei piedi mi dice (e me lo dice piano per non rompere le balle) “perdoname super guapa, tienes que hacer el masaje, quando tu quieres yo estoy aquì” e allora, con una flemma da Barbalbero (come mi avevano soprannominato a Berlino – perchè chi mi conosce sa che prima delle 10 di mattina ho il cervello che non manda gli input al resto del corpo -), esco dall’acqua e mi dirigo verso la donnina che oramai, a forza di prostrarsi, rasenta terra per mostrarmi il mio lettino.
Fichissimo, doppio fichissimo, triplo fichissimo.
(Poi speriamo che la donnina non sia alta 1 metro e novanta e si chiami Mandingo)
E questa sarà Cordoba.
Tornando all’itinerario, il giovedì poi mi sposterò ancora:  nuova destinazione Malaga, in cui starò fino a domenica:  credo proprio di farmi almeno una giornatina di mare, e lì in spiaggia (senza alcun dubbio) penserò a tutti quelli che invece saranno in ufficio a lavorare. D’altronde si sa che sono una persona [dal pensiero] altruista.





España School Road Trip: l’inconveniente.

6 04 2009

Giovedì pomeriggio, ore 16.10 circa. Suona il cellulare, mi arriva un sms. E’ mia mamma. “Mia mamma che mi manda un messaggio? Strano.”
Dice: “Hanno anticipato la cresima di tuo fratello, non è più il 21 giugno, è il 14”
Sorrido e penso “Ehehe, ma non può essere vero, io sono in Spagna in quel periodo..” ma in un nano secondo torno sulla terra e realizzo che mia mamma non fa quegli scherzi. Non sorrido più. Le rispondo “ma io sono via quei giorni” e lei replica “eh lo so, è un problema”.
Penso “eh festeggeranno senza di me, non è che son io la colonna portante della festa” e dentro a me stessa chiudo l’argomento.
Alla sera passo a casa dei miei per affrontare l’argomento.
“Quindi quando torni a casa?”
“eh ho l’aereo il 16”
[enfatizzando a tutto spiano gli accenti per rendere di più] “E-li-sa, è la crèsima di tuo fratèllo, nè!”
“eh vabbè, ma se io non…” neanche faccio in tempo a finire la frase. A suono di non, i miei mi scagliano contro una massa di chihuahua incazzati che mi abbaiano contro: non posso far altro che abbassare le orecchie e battermi in ritirata.

Lasciamo perdere quello che penso sui festeggiamenti per queste cerimonie. Lasciamo anche perdere quello che penso su queste cerimonie.
Sta di fatto che mi rimangono 2 possibilità: A – spostare di un mese il corso e tutto l’ambaradan o B –  rientrare prima.
L’ipotesi A porterebbe:
– perdita di 2 biglietti aerei (tot. 65 euro)
– penale di 50.00 € per far spostare le date del corso
–  morire per disidratazione e insolazione a Granada in una botta sola, dovendo rimandare a fine giugno / inizio luglio.
Ipotesi B:
– perdita di 1 biglietto aereo (Madrid – Milano, 30.00 €)
– perdita della parte più interessante dell’itinerario: Cordoba – Toledo – Cuenca
– perdita di 1 giorno di corso (opzione: partenza da Granada al venerdi mattina) oppure super sbattimento (opzione 2) bus Granada – Siviglia al venerdì, e notte in aeroporto per la partenza dell’aereo alle 9 di mattina.

Ma son troppo infumanata per pensare e decido di risolvere la questione l’indomani.
La mattina dopo infatti non dovendo usare tutte le mie forze per digrignare i denti e ringhiare, riesco a mettere in moto i neuroni e trovo una soluzione accettabile: fermo restando che sono assolutamente decisa a fare 2 settimane di corso + una di vagabondaggio e che, dopo l’esperienza di Siviglia, l’idea di andare in giro con un caldo torrido non mi alletta per niente, opto per anticipare la settimana free e tenere ferme le due di corso, perdendo però l’ultimo giorno di lezione.
Riassumendo, partirò sabato 23 maggio e tornerò venerdì 19 12 giugno. Ovviamente anche l’itinerario sarà modificato: arriverò a Madrid e ripartirò con un (comodo) Granada delle 2 del pomeriggio. Alicante e Murcia verranno tolte dalla mappa.

“Tutto è bene quel che finisce bene”..spero. Che non ho voglia di buttare via altri soldi.





España School Road Trip: Aggiornamenti

31 03 2009

Continua l’organizzazione delle mie 3 settimane spagnoleggianti.

Intanto uno dei punti fondamentali era di trovare un nome a questa gita-vacanza, ma non mi veniva l’ispirazione. Vacanza no perchè non c’è il mare. Tour no perchè non comprende la scuola. Neanche gita va bene. Road Trip fa molto ameregan, ma a tradurlo in spagnolo diventerebbe qualcosa tipo “excursión por las carreteras”, che è abbastanza bruttarello, quindi mi tengo l’inglese.  Volevo anche confinare meglio il tragitto, ma attraversersando la Comunidad Valenciana, Murcia, Andalusia, Castilla La Mancha per arrivare infine a Madrid, avrei dovuto mettere un “Spagna Centrale e Meridionale”.
Alla fine ho optato per un banale ma eloquente España School Road Trip: l’accendiamo?

File:Comunità autonome della Spagna.png

Altra cosa da non dimenticare, ho pagato l’intera quota di corso + alloggio, 519 euro sonanti e danzanti, quindi il posto in classe è aggiudicato.

Ho fatto il test online per verificare le mie conoscenze di spagnolo e devo dire che è andato bene. Ok, ammetto di aver chiesto l’aiuto del pubblico. Ma solo perchè nel corso di spagnolo che sto frequentando adesso non abbiamo ancora visto dei tempi verbali che invece a fine maggio avremo affrontato. In ogni caso, senza l’aiuto da casa,  su 41 domande ne avrei sbagliate 12 e mi sembra un buon risultato, considerando che erano tutte sui  por/para, ser/estar e le coniugazioni ‘starde tipo “ellos cuestan/ellos costan” o “se econtran/se encuentran”.

Sto ancora valutando il tragitto, avrei voluto fermarmi 2 giorni ad Alicante per andare al mare ma, oltre a essere (a quanto mi dicono) una città abbastanza anonima, pare che se mi azzardassi a fare il bagno lì potrei beccarmi qualche rara e oscura malattia nonostante faccia parte di una riserva marina; di sicuro una tappa sarà Murcia, perchè ho scoperto esserci Il Dio Primark; facendola già lì, la giornata di shopping a Madrid salta, e quindi il martedì 9 giugno mi recherò direttamente all’aeroporto Bajaras senza passare per il centro per un bocadillo con jamon o un Corte Inglés.

Questi i principali aggiornamenti.
!Hasta pronto!





España On the Road

20 03 2009

Oggi sono entrata in libreria (apposta eh, non è che ho sbagliato strada) e ho fatto l’acquisto della settimana. Ho investito 22 euro in una Lonely Planet, la prima della mia vita. Non sono favorevole a queste guide dato che per tutti i miei viaggi ho sempre trovato tutto quello che serviva (a euro zero) su internet, e poi ritengo più attendibile un forum con le opinioni di viaggiatori (squattrinati anche più di me) che un elenco di ristoranti che forse si son comprati i giudizi degli autori.
Ma per il progetto che ho in mente ho trovato della documentazione che non mi ha soddisfatto e in più dovrei portarmi dietro almeno una risma di A4: da giovedì 28 maggio a martedì 16 giugno farò una full immersion di tapas, cervezas y flamenco.
Approfitterò del mio entusiasmo per fare una levataccia mattutina notturna che normalmente mi rifiuterei di fare, partendo da Orio alle 6.35 per essere ad Alicante alle 8:35 con Ryanair (as usual), pagato 35.00 euro con il bagaglio da imbarcare.
Il  ritorno invece sarà a Madrid alle 18:25, arrivando a Orio alle 20:40 (30.00 euro).
L’itinerario al momento è abbastanza approssimativo, più o meno sarà questo ma devo approfondire le varie tappe, e per questo mi verrà in aiuto l’acquisto che ho appena fatto, la Lonely “Spagna centrale e meridionale”.
Passerò i primi 4 giorni somewhere (over the rainbow sperò di no, sennò vuol dire che sto beccando un tempo del piffero) per poi arrivare alla domenica a Granada, dove mi stabilirò per due settimane a casa di una – ancora sconosciuta – famiglia felice per frequentare un corso di lingua.
Torno a scuola quindi, con lo zaino, i libri, l’astuccio..e magari al pomeriggio per fare i compiti dovrò anche chiedere aiuto.

La solita domanda che mi fanno tutti è “ma vai da sola?”
“Sì. Perchè nessuno dei miei conoscenti si può permettere di prendere 13 giorni di ferie a maggio-giugno. Sì perchè nessuno è interessato a fare un corso di lingua. Ma soprattutto: sì perchè se fossi con amici non parlerei spagnolo. A dirla tutta spero di non incontrare degli italiani.
Dai magari solo uno, trovato per caso al supermercato, nella corsia della pasta Barilla a 2.50 euro a confezione, con cui mi lamenterò di quanto mi  stiano mancando la pizza e gli spaghetti alla carbonara.”

LaEly, 20 marzo 2008

Per questo motivo alla prenotazione ho scelto di non andare in un college ma, appunto, in una Famiglia Felice (che qui chiamerò La Familia Feliz che rende di più), così da poter adottare lo spagnolo come lingua principale.
Una volta finito il corso mi rimarranno 4 giorni e riprenderò il mio vagabondaggio. Le mete sicure saranno Malaga, Cordoba e Toledo, ma tutto rimane vago perchè se non ho capito male l’istituto al quale mi sono affidata organizza visite anche alle città vicine, quindi potrebbe essere che Cordoba e Malaga le vedrò mentre starò a Granada.

Intanto questo fine settimana mi farò qualche idea sul tragitto Alicante – Granada leggendomi la Lonely con a fianco una caña.
O una cagna.
O una canna.

mah insomma, ognuno dia pure una propria interpretazione alla frase..