Rigola e TV

11 08 2009

RIGOLA*.
(* trad. mantovano – italiano: bicicletta)

Come si sa, parcheggiare in centro città ha molto spesso creato immensi problemi ai lavoratori, facendoli optare per i mezzi a due ruote. Ora, sono quasi 8 anni che lavoro nello stesso posto e come ogni estate vengo a lavorare in scooter. Comodo, così parcheggio qua sotto. Solo che poco più di una settimana fa si sono messi a dare le multe ai motorini perchè non si possono parcheggiare in ZTL. Se non si ha il pass si deve andare a parcheggiare più avanti, dove ci sono quei 10 (ma forse esagero) posti appositi per tutti quelli che abitano/lavorano in zona.
Immagino di non aver assisitito a qualche litigio da far west solo perchè è la settimana di ferragosto.
Anzi, riscrivo: immagino di non aver assisitito a qualche litigio da far west solo perchè in genere la mattina sono così rincoglionita da non essermene accorta.
Sì, decisamente meglio cos¡.
Considerando che ultimamente sono anche rimasta bloccata con la schiena e mi è stato detto “Ely..nuotare e pedalare!”, ho fatto il buon proposito di venire a lavorare bicicletta. Non è una distanza enorme, ma essendo più di un anno che non mettevo i piedi sui pedali, anche 5 km possono essere una distanza abissale. Decisa, convinta, e munita di Ipod nelle orecchie, ieri mattina, (lunedì) scendo in garage e parto. Solo che  avrò fatto 10 metri. Ruota anteriore che rasenta terra.
Cavolo, ieri pomeriggio era tutto ok, ho controllato apposta. ..Ah niente. Neanche il tempo di uscire dal cancello che il buon proposito è già andato a ramengo.

TV.
La settimana scorsa mi si è bruciata la tele, e quindi andando subito nel panico da isterirismo  (vivere da soli senza televisione? ..che pago 50 € al mese di Sky? ma “Ely + no + tele” non è proprio contemplato dalla mia mente) ne sono andata a prendere un’altra. Fighissimo, tempo un paio di ore e sono tornata a casa con il baule della macchina aperto (un 42′ ha la scatola grande quasi quanto la parete del mio soggiorno). Mi mancava la radio a palla e il braccio fuori dal finestrino per essere davvero rocchenròl.
Dopo aver montato il mio nuovo coinquilino e averlo configurato, ho ritrovato la pace dei sensi.
Ma il giorno dopo (lo dico sempre che non sono portata per la convivenza) il mio nuovo compagno mi trascisce e compare un pixel bianco quasi in mezzo allo schermo. No, non ci siamo. “La persona che deve abbandonare la casa è…”
Torno al negozio e mi viene detto “questo modello l’abbiamo finito, ne ordiniamo ancora e appena arriva la chiamiamo, più o meno dovrebbe arrivare a metà settimana”.
Praticamente era un “le faremo sapere”. No caro-omino-della-televisione, abito nella via di fianco, posso anche venire a chiedertelo tutti i giorni.
E infatti la telefonata non arriva, nè al mercoledì ne al giovedì ma neanche al venerdì, e così alla domenica mattina (avete deciso di tenere aperto anche la domenica? E io vi vengo a trovare!) parto in spedizione.
“Sì guarda è arrivata ieri, ma oggi non possiamo dartela (?!), passa a prenderla domani”
Quindi tutta galoppante ieri sera mi metto già con la macchina pronta con il baule aperto (sempre rocchenròl), carico il mostro, arrivo a casa, scarico, tiro via il polistirolo che (come ovvio) si sbriciola svolazzando per tutta la stanza, monto e: “ma questa non è come quella che avevo..è simile ma non è lei. E non è il modello migliore del mio, il mio era HD Ready, qui neanche l’adesivo per fare finta che lo sia ci hanno messo..”.
Non la voglio.
Televisore farlocco, sei stato nominato. Anche tu devi abbandonare la casa.
Torno al negozio: stavolta però non sono galoppante ma ringhiante.
“La televisione che mi hai dato non è uguale all’altra”
“Sì, è lo stesso modello”
“No, su questa non c’è l’accadì
“Ma è impossibile, è uguale”
(segue l’ inclinamento e irrigidimento del mio collo, con vena in fronte pulsante”) “NO, sul mio scontrino c’è scritto Q1000, tu hai scritto G1000. E’ scritta male, ma questa è una G. E che sia o no accadì, io la voglio uguale a quella che avevo prima”
“Ah allora mi sono sbagliato, c’erano le due scatole vicine si vede che mi sono confuso. Il modello che hai adesso è quello precedente..se me lo porti indietro domani mattina te la cambio”.
“Ok. Domani mattina alle 9.00 mando qualcuno a prenderla”.

Quindi “torna a casa Lassie”, mi sono detta. E con le orecchie basse che avevo, ci assomigliavo anche.
Non mi è rimasto altro da fare  che raccattare il polistirolo (che nel frattempo si era già diffuso nelle altre camere come un’epidemia) e  reimballare il fratellastro brutto.
E cambiare la camera d’aria della bici.
Magari stasera è la volta buona.. intanto in ufficio pedalando ci sono arrivata, che è già qualcosa.


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