Home sweet home

27 06 2008

Ho fatto una settimana di malattia, a causa della zanna che mi ha tolto il dentista giovedì scorso (perchè non era un normale dente del giudizio se a oggi, e cioè dopo 8 giorni son ancora gonfia in bocca).
E’ fico stare a casa e non essere inchiodati a letto, e infatti son riuscita a fare un sacco di cose:
– organizzato la cena di addio di Samuele sabato prossimo: se non hai ricevuto la mail dell’invito è perchè molto probabilmente stai sulle balle o a me, o direttamente a Samuele, quindi non puoi venire alla cena. E non è valido presentarsi con la copia dell’invito.

 

pulito casa
– spolverato in mezzo ai termosifoni
– smontato e pulito da tutti i residui di sapone il cestello del detersivo della lavatrice (ci ho messo tipo 15 minuti per rimontarlo, ma tanto non avevo fretta)
pulito il balcone;
bevuto litri e litri di the verde
– quasi finito di leggere “il fiammifero svedese” di Čechov
lavato il piumone in una di quelle lavanderie americane..fighissimo!
inviato mail a Max, in cui quotidianamente mi lamentavo che avevo mezza faccia deformata: essendo lui un brao putèl, molto pazientemente ascoltava i miei piagnistei che non riuscivo a mangiare e avevo voglia di pizza, ma secondo me un pò adesso mi odia e mi considera anche un pò una piattola.
Comunque ora può stare tranquillo, giovedi sera la pizza l’ho mangiata e quindi adesso sono contenta.
– Visto i seguenti film:
   – il bigamo
   – bachelor party
   – la città proibita
   – innocenti omicidi
   – il bacio che aspettavo
   – harry ti presento sally
   – l’uomo dall’anno
   – tutte le cose che non so di te
   – magnolia
   – diario di uno scandalo
   – ho voglia di te
– poi ho anche curato le piante (che poi è una sola, il baobab, ma scrivere “ho curato l’unica pianta che ho” era triste)
– visto con la Raci in un’unica serata tutta la prima serie di “Sex & the city“: un intera serata di telefilm è stata pura sofferenza mentale. Ero quasi contenta di avere male al dente, così ogni tanto mi dovevo alzare per cambiare il ghiaccio che dovevo tenere sulla guancia. E la Raci, in uno dei giorni più depressivi della mia vita, mi guardava e mi rideva in faccia perchè diceva che sembravo quello del Griffin, Glenn Quagmire.

Lunedi, per la felicità della mia migliore amica, vedrò di fare un abile fotomontaggio con metà faccia mia e metà con sto tipo.

Ecco, dovrei aver messo tutto.
Ah no..dimenticavo la parte più esaltante: documentarmi sulla meta del weekend: SIVIGLIA!
Y entonces, ¡hasta luego a todos, a mañana por lunes!
 

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Barcellona – dettagli

25 06 2008

Come mi ha fatto notare Ale, il post su Barcellona è stato creato con varie lacune.
Potevo immaginarlo, dato che l’ho scritto e subito pubblicato di getto. Quindi ecco che cerco di recuperare con questo, in cui elenco importanti episodi che si vanno ad aggiungere a quelli precedenti.

Ghidello e i pronostici degli Europei
Siamo appena arrivati e dobbiamo prendere il bus che ci porta dall’aeroporto a Plaza Catalunia, ma essendo pieno, dobbiamo rimanere in piedi, io contro la porta e gli altri poco più in là.
Alla fermata successiva l’autista fa salire altri due tipi, quindi il nostro spazio vitale si riduce ulteriormente: poco male dato che l’ultimo salito era un bonazzo. Ma non un bonazzo qualsiasi, il Bonazzo di tutti i Bonazzi. Sale chiedendo al conducente “do you speak english?”, e quindi non è di sicuro spagnolo. Ma neanche italiano. Me lo dice il mio intuito femminile.
E molto tranquillamente inizio a dialogare con Ale (a distanza) del notevole livello di figume di sto ragazzo, che per non buttarmi addosso le sue valigie, fa delle mosse come se stesse giocando a Twister.
Quindi dopo vari minuti a dire “vaccacane ma quanto è bonazzo sto bonazzo”, sicura delle mie convinzioni, lui si gira verso Ale ed esordisce con “Scussa sai cuanto e finita la pavtita?”
Oddio, che figura di merda colossale.
Vorrei sprofondare, sto portando in fronte la dicitura “bigola” e non c’è neanche lo spazio per girarmi dall’altra parte.
Dunque, non è italiano, non è spagnolo ma l’italiano lo parla abbastanza bene: ma da dove viene sto Bonazzo?!
Ma continuiamo il racconto: Ale e il Bonazzo iniziano a discutere degli europei del più e del meno, fino a quando Ale (anche con un pò di arroganza), inizia a dire “beh possono vincere tutti, a me basta che non vinca la francia..no la francia proprio NO”.
Lui storge la bocca (ma rimanendo sempre un gran Bonazzo) e risponde con “ma pevchè? noi fvancesi sciochiamo abastansa bene..”
Povero, ci è rimasto male.
Ma in quanto figure di merda: Italia 2 – Francia 0

Incontinenza Ely
Ale afferma che la frase del precedente post “mentre esco da uno dei 1000 bagni che ho visitato” non rende l’idea di quanto abbia rotto le balle perchè dovevo continuamente andare in bagno, quindi per puntualizzare (perchè ale è un ingegnere e quindi è peso di natura) farò un paio di calcoli: il nostro we è iniziato venerdi alle 15.00 ed è finito lunedi alle 23.00, che fa un totale di 80 ore. Le ore di sonno (con una media di 7 per notte) sono 21, quindi 80 – 21 = 59, che è il totale delle ore da svegli.
Sempre per fare una media (perchè se si va a fare l’aperitivo il numero aumenta) diciamo che avevo una tenuta di 2 ore circa, quindi 59 / 2 = 29.5 arrotondato a 30, che è il numero approssimativo di posti in cui ho dovuto fare pipì.

Il bacio della fortuna
Stiamo camminando e Ale dall’alto viene baciato dalla fortuna. In altre parole, un uccellino gli caca in testa. Forse era un cucciolo, perchè gli ha lasciato solo un piccolo ricordo felice. O forse aveva mangiato poco.
Pensa se volassero le mucche. O, se invece che a giugno, fossimo andati a Barcellona in periodo di migrazione.

Posti di lavoro
Noi siamo gente semplice. Ci basta poco per farci divertire. Siamo riusciti a ridere per mezz’ora, nonostante fossimo sotto l’acqua scorsiante che ci ha accolto al ritorno a Malpensa, quando dovevamo aspettare la navetta che ci portava al parcheggio a Cardano al Campo.
Forse lo spasso era perchè dovevamo cercare il pulmino con scritto “Ciglione”, che era il nome dell’azienda. O forseperchè l’autista era un pazzo, che accelerava come un pazzo e faceva le curve come un pazzo.
E quindi giu di dialoghi
1 – “ciao, hai trovato un posto di lavoro nuovo?” “sì, lavoro da un Ciglione..”
2 – “ma il mio capo è proprio un Ciglione..”
3 – “ma secondo te sulla navetta c’è proprio scritto Ciglione? cioè ma non si vergognano?”
4 – “guarda sta venendo giu il diluvio e un pirla sta girando con i fanali spenti. Che ciglione”
e così via.

Tronisti e peep show
E’ proverbiale la faccia di tolla che ha avuto Carmine ad andare a salutare un clone di Costantino, tal Fabiano, mentre eravamo al sexy shop.
Più che altro è che è andato a dirgli “ue Fabbià, anche tu a vedere il peep show?”
Notevole è anche la memoria di Damiano per qualsiasi personaggio di qualsiasi serie televisiva, fiction o reality show. L’uomo gossip.
Oltre ad aver riconosciuto sto tamarro di un clone (non che l’originale lo sia meno), mi ha ha spiegato che questo ha partecipato al Grande Fratello e poi come tronista a Uomini e Donne.
Boh, io non me lo ricordo. A me sembrava un pirla, anzi un Pinchio Pallino Qualunque, come direbbe G.
Ma la parola di Damiano su un evento televisivo non si mette mai in dubbio.
In effetti da quando se ne è andato dall’ufficio, non ho più nessuno con cui parlare di America Next Top Model.

ecco. dovrei aver fatto. se alessandro avrà ancor qualcosa da aggiungere vedrò i farlo ulteriormente, sennò essendo un ingegnere sta male se non è tutto alla perfezione. 🙂





L’acquisto compulsivo

20 06 2008

Ieri mi han tolto un dente del giudizio, oggi ho il faccione.
Sembra che abbia una pallina da golf in bocca.
O in alternativa il gobbo di notre dame su una guancia.
Mi vergogno tantissimo ad andare in giro così, soprattutto se sto coso durerà fino a domenica, che andiamo al Mart.
E per sentirmi meglio ho ceduto all’acquisto incauto/compulsivo di un biglietto per Liverpool a 24.98 euro per metà ottobre.
Tanto avevo già deciso di andare qua a settembre, quindi questa occasione ci sta giusta giusta.

Che vergogna. 





¿Que tal Barcelona?

20 06 2008

Come dicevo ieri, per scrivere il resoconto dei 3 giorni a Barcellona mi serviva l’ispirazione.
Al momento non mi è ancora venuta, ma avendo la memoria che dura una settimana e si resetta ogni weekend, è meglio che scriva adesso.
Che dire…è una città fantastica, se non fosse per il catalano sarebbe la mia città preferita.
Questa volta poi ho avuto l’occasione di visitare Casa Batllò, s p e t t a c o l a r e.
Sto Gaudì era proprio un genio..o un pazzo.

Ma anche le Ramblas, la Sagrada Familia, la Boqueria (ma quanto erano buoni i frullati?? ah lo so solo io dato che del gruppo ero l’unica che li comprava), il porto e il Parc Guell..troppo belli, anzi, come ha detto Tano a Santa Maria del Mar, davanti a una vetrina di boxer e mutande, “che bellissimi!”.
Anche i camion che raccoglievano le spazzature erano che bellissimi, ma solo io l’ho capito (allego foto perchè magari qualcuno ha il mio stesso senso creativo)


 
Per il resto è stato un fine settimana divertentissimo, forse uno dei più divertenti che abbiam fatto insieme. Peccato che Sandrino * ci abbia abbandonato per andare al matrimonio del suo amico (che tanto l’anno prossimo si separerà, e lui si mangerà le mani di non essere venuto con noi).  

* Sandrino e una delle sue migliori espressioni all’oktoberfest a Monaco

Sandrino

Sono da segnalare i vari miti che sono nati in questo viaggio:
– Tano che (come detto sopra) davanti a una vetrina di boxer esclama “chebbellissimi!”;

– sempre Tano che manda via uno dei 1000 venditori di rose: “vai via che sto agitato”;

– l’eterno conflitto tra il naso di Ghidello e la fronte di Tano (foto riassuntiva, su picasa si possono vedere i dettagli);

– io che se non riesco più a prendere la metropolitana se facciamo l’aperitivo, forse perchè mangio troppe patatas bravas;

–  la vecchia sulle scale mobili della metro che solo con lo sguardo capisce che Tano è una brutta persona e glielo fa capire, guardandolo con faccia schifata e scuotendo la testa (è quella con la felpa azzurra);

– i nostri ostelli che son sempre caratterizzati da qualche evento: a Madrid erano i trenini tra i gayz, a Barcellona una rissa alle 5.30 della mattina tra personaggi loschi che si urlano “maricon” e “cavròn” e che si tirano addosso le transenne; a quanto pare qualcuno porta sfiga, dato che a Londra tutto è andato bene. E quindi andando per esclusione, l’elemento sfigatorio è sicuramente Ghidello.

– io che non sono riuscita a bere l’orxata, ma in compenso ricevo apprezzamenti dei vecchi al bar “hola guapa”, mentre esco da uno dei 1000 bagni che ho visitato, dato che son diventata incontinente;

– la scoperta che tra di noi c’è un fotomodello (e non ce ne eravamo mai accorti)

 

– codesto fotomodello però ha avuto qualche problema alle parti basse (o più semplicemente è un maniaco esibizionista, che si ravana per strada)


 
– la non affidabilità del navigatore di Ghidelli, che per raggiungere Cardano al Campo ci ha fatto fare un giro del checco due quando bastava tenere per Malpensa (ma non ascoltiamo la Ely che non prende mai un aereo eh)

Sicuro che a Barcellona ci ritorneremo, chi perchè vuol vedere anche La Pedrera, chi per la moltitudine di gnocca che girava per strada, chi perchè vuol andare al peep show, chi vuol andare in spiaggia e chi vuol andare a vedere il circo gay (che esiste davvero, c’erano le locandine!).
Chissà tra questi quale sarà il mio motivo..

 





Voy andando

19 06 2008

Ho cambiato l’header del blog [“oddio ma cosa sarà mai l’eder?” “la foto a inizio pagina”], ci ho messo le mie scarpe.
E’ una foto che ho fatto a Barcellona questo weekend, in cui ho leggermente intuito che o gli altri non camminano più di mezz’ora alla settimana, o io sono la pazza che si fa degli interi weekend
a piedi anche se l’acido lattico è arrivato alle orecchie.
Mi sa tanto che la seconda è quella buona..pero a mi me gusta ir andando..


ps: il resoconto di BCN arriva appena mi viene l’ispirazione perchè è stato un weekend difficile, e le foto ne sono la prova. Chi se le vuol vedere va bene, ma avverto già che potrebbe sorgere qualche dubbio sulla serietà della mia persona.

Se sei ancora convinto di quello che stai per fare, clicca qui.
No ho cambiato idea, non lo metto.
Insisti?
Ok, se lo vuoi a tutti i costi,metto il link qua sotto.
qui.
no
qui.
huhuhu
dehehehiho 





Cioè raga…spacca!

10 06 2008

Mi sento talmente teenager inside che ieri ho fatto l’incauto acquisto che desidero da una vita, i rollerblade!
Facendo finta di ricordarmi quello che mi avevano insegnato a pattinaggio millenni fa, li ho messi subito con una bella dose di “facciotuttoio”, peccato che non mi ricordassi più neanche come si facesse a frenare.
Ma son dettagli..nei 500 metri che vanno da casa dei miei alla mia è andato tutto bene..se non fosse stato così, non sarei qua a scrivere.
Quindi se nei prossimi giorni non mi presenterò in ufficio, è perchè invece che fermarmi mi sono spiattellata contro un qualche cosa di mica tanto morbido.

Ah mi mancano anche le canzoni incazzose dei Tokio Hotel, di Avril Lavigne e di quel mattacchione di Fabri Fibra. Se rimane posto nell’ipod ci butto su anche i Finley.

ps: che io piazzi sti gruppi sull’ipod è una cosa che fa troppo lollare..non lo farò mai, dai sumeri state tranzolli!





Vienna – Mineralwasser:mit oder ohne?

9 06 2008

Sabato e domenica son stata a Vienna, la seconda tappa di giugno, mese in cui prenderò l’aereo 8 volte (4 + 4).
Purtroppo le foto e i posti visitati son stati decisamente pochi, a causa della compagnia per niente incline alle macchine fotografiche e ai monumenti.
Per fortuna a luglio mi rifarò, dato che da un pò ho prenotato il volo SkyEurope per il bellissimo prezzo di 26.50 €. Che poi è tanto rispetto alla media, ma Vienna ne vale sicuramente la pena.
Comunque penso di essere stata l’unica in tutto il mondo a non sapere che questo fine settimana iniziavano le partite di calcio, e infatti un ragazzo austriaco mentre aspettavamo a Bergamo mi fa “vai anche tu perchè iniziano gli europei?”
“Sì come no, lo dici proprio alla persona giusta..”
E infatti appena scesi dall’aereo siamo stati assaliti dai tifosi che avevano tappezzato la città di bandiere bianco-rosse (sti colori son una condanna), per non parlare della domenica mattina in hotel: io che (come sempre) ho i miei 20 minuti di stato vegetativo, e questi che, mentre facevano colazione con wurster e frittata sommersi da ketchup e senape, si coloravano le facce a scacchi.
Come detto prima, della città non ho visto molto, sabato pomeriggio al Prater e domenica un giro in centro, ma come anteprima è stata più che positiva: le architetture son davvero notevoli e in giro c’erano molti manifesti di mostre interessanti, come quella di Klee.
Quello di luglio sarà un fine settimana con l’acido lattico che al lunedì mattina mi farà imprecare. Ma in tedesco, dato che se vorrò parlare con qualcuno dovrò impararlo: le uniche persone che sapevano un pò l’inglese son state la ragazza alla reception dell’hotel, la cameriera di un pub e la signora che lavora al fornaio in zona Sudbanhof.
Tralasciando i gesti da mimo di quando abbiamo cercato di chiedere delle informazioni per la stazione Sud, la situazione è peggiorata al supermercato, dove io con in mano 2 bottiglie di acqua, una rosa e l’altra azzurra, a chiedere a un ragazzo “No gas?” e questo che mi baiocca chissà cosa e poi se ne va, lasciandomi come una pirla col mio dubbio amletico. Cioè so che in tedesco mit vuol dire con, quindi se sull’etichetta ci fosse stato “bmw telefunken wurster guten MIT struchen rottenmeier” probabilmente traducendolo sarebbe stato “acqua con le bolle”, solo che nel mio caso il mit c’era da tutte e due le parti.
Quindi etichette identiche, nessuna reazione a scuoterle, neanche una particella di sodio che “yaaa ich sono unen bollen”, niente di niente, e quindi la mia scelta si basava solo sull’aspetto cromatico della bottiglia.
Vada per la azzurra, da noi dovrebbe essere quella naturale.
Nein, e adesso beviti un litro di mineralwasser mit qualchecosen.
Qualche ora più tardi però, in un altro supermercato molto meglio organizzato, ho scoperto l’oscuro inganno: non c’erano solo le bottiglie rosa e azzurre, all’appello mancavano quelle verdi.
A quanto pare nell’altro supermercato ero finita nel reparto dell’acqua gasata. Vallo a capire..
E infatti, facendo il trova le differenze con le etichette, si è scoperto che la ohne era quella naturale.
Buono a sapersi, ora riesco con il mio immenso vocabolario di teteschen riesco a comporre la mia prima frase:
“scheisse, drei mineralwaffer ohne!”
..chissà cosa mi risponderebbero.

Elysir a Vienna