La vida es un carnaval

28 05 2008

Ho appena barrato il punto numero 1 nella lista dei buoni propositi, dato che mi sono iscritta a un corso di salsa cubana.
Saranno 8 lezioni, giusto per non fare più da tappezzeria in caso mi capitasse ancora di andare a qualche festa di latino americano.
Così posso anche evitare di scatenarmi nei vari balli di gruppo come “la bomba” e “mayonesa”, a cui partecipo per non mettere le radici su uno sgabello. Cioè, questi intrattenimenti per principianti mi divertono anche, ma fanno molto “zittella repressa che vuol mettere in mostra il proprio bacino roteante a qualche tardone in un villaggio Valtur”.
Ieri sera c’era la lezione di presentazione, e la prima canzone che ha messo su per imparare il passo base è stata l’oldissima but lindissimaLa vida es un carnaval“, che mi è rimasta nel corazon perchè è stata la colonna sonora della vacanza a Cuba.
Oddio, più che nel corazon mi è rimasta nel fegato, a causa della quantità di Havana Club che ho bevuto in due settimane. Ma già ero conscia di quello a cui andavo incontro, dato che almeno due settimane prima di partire l’unica frase che ripetevo era “primero vamos a tomar un Havana Club“, e considerando il fatto che la coca cola (anche quella farlocca) costa troppo,  l’abitudine è di comprare una bottiglia al supermercato e alla sera todos en la calle y hacemos una fiesta: senza bicchieri ci si attacca alla bottiglia e via andare.
Altro che primero…Calcolando che a cuba ci ho fatto 10 o 12 giorni e compravamo una bottiglia a sera e ce la scolavamo in due, penso che il signor Havana Club mi potesse stringere la mano e fare i complimenti.
Però se dovessi tornare a Cuba, oltre a dovermi preparare psicologicamente al limbo etilico in cui mi ero perfettamente immedesimata, saprei anche proferire qualche parola, anche se oramai è stato stabilito che quando sono a livello il mio cervello si espande e parlo lingue che non conosco: pur non sapendo lo spagnolo, è storica la mia frase “escuchame quando te hablo”, ovviamente con in mano la bottiglia di Havana quasi finita.
Almeno non mi troverei più in situazioni imbarazzanti in cui mi sento dire “ella non entiende nada de nada de nada, che quando si usa la negazione ripetuta 3 volte, vuol dire che sei oltre l’infimo, sei al livello “questa è una pistola, lascia perdere, è una battaglia persa”, e la cosa incredibile è che tu capisci che ti ha appena dato della pirla, ma non sai come si dice “ma no aspetta non dire così”: prendi e porti a casa.
E poi anche se non imparo a bailar la salsa, posso sempre ballare il reggaeton, perchè io un pò ne sono capace, la Raci invece no.

elyxir e il moijto
Una giovanissima elysir alle prese con l’ultimo di una lunga serie di moijto a Varadero.
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