Una mattina mi sono svegliata..

16 11 2009

Venerdi mattina alle 7.30 mi sono svegliata che ero tornata teenager. Ho preso su lo scooter e con la temperatura di un 13 novembre me ne sono andata al lavoro, come quando andavo a scuola. Il motivo è il medesimo di 10 anni fa e cioè che non avevo la patente: che sia perchè non l’avevo ancora presa o perchè come in questo caso mi era scaduta il giorno prima, non importa. In effetti, non è neanche io sia cambiata tanto, a parte i 10 kg di più, intendo. Ad esempio, non so ancora riconoscere la destra dalla sinistra (ma non è colpa mia, come ho già spiegato in questo post), e mi ricordo benissimo quando l’esaminatore durante la prova pratica mi abbia detto “alla rotonda svolta a destra” e io abbia messo la freccia a sinistra, e alla sua frase “ma le ho detto a destra” io abbia replicato “ah avevo capito male“.. Credo sia in assoluto uno dei miei momenti migliori in cui ho avuto un buono spirito di improvvisazione.
Come 10 anni fa adoro la pizza, guardo i cartoni animati in 3D, ascolto ancora “Parklife” dei Blur, viaggio all’estero appena posso e, più o meno con cadenza mensile, soffro di momenti di non premeditato shopping convulso e impulsivo.
In tema di shopping, la settimana scorsa mi sono detta “voglio una Diana“.. Solo che poi mi sono ricordata che non fumo. Ma anni di raptus da shopping e qualche conto in rosso insegnano che se la voglia rimane per più di qualche giorno, l’acquisto compulsivo si trasforma in bene di prima necessità. E io volevo una Diana.
Dove poter soddisfare questa voglia? sul sito della Lomoshop. Una volta che si inizia a dare un’occhiata al mondo della fotografia, credo sia inevitabile che si venga a conoscenza del mondo Lomo, sia che lo si apprezzi o che lo si ritenga na boiata pazzesca. Beh io ci sono dentro in pieno. Figurarsi che una delle loro frasi “Don’t think..just shoot and enjoy” la tengo buona per pararmi il patao quando le foto mi vengono da schifo (“eh sai la supersample non ha il mirino..”).
E vai di acquisto. Ora sono proprietaria di una Diana F+ Snow Cat special edition. Devo ancora provarla, ma lo farò quanto prima: l’importante è che sia stata colmata questa impellente necessità vitale.

Diana F+ Snow Cat

Diana F+ Snow Cat

Per concludere, già al venerdì sera mi potevo dichiarare una neopatentata.
Dopo una visita quasi esclusivamente basata sulla fiducia in cui mi è stato detto “ma sa che lei se anche ha fatto l’intervento laser per la miopia non arriva a 10/10? comunque l’ho già segnata che non ha l’obbligo delle lenti. Tenga questo foglio fino a quando non le arriverà il bollino da attaccare sulla patente. Sono 80 euro grazie” ho riposto lo scooter in garage e starà lì fino a quando torneranno le rondini. Sempre che ci siano ancora le mezze stagioni.





Di 28 ce n’è uno

18 08 2009

Benchè le dicano che stia diventando grande, la Ely vive nella convinzione che si diventi grande solo quando sia più conveniente invertire le cifre delle candeline sulla torta.
Solo allora, smetterà di festeggiare (e magari deciderà di mettere la testa a posto).
Nel frattempo, happy birthday!

★ Happy birthday Elysir ★

★ Happy birthday Elysir ★





Rigola e TV

11 08 2009

RIGOLA*.
(* trad. mantovano – italiano: bicicletta)

Come si sa, parcheggiare in centro città ha molto spesso creato immensi problemi ai lavoratori, facendoli optare per i mezzi a due ruote. Ora, sono quasi 8 anni che lavoro nello stesso posto e come ogni estate vengo a lavorare in scooter. Comodo, così parcheggio qua sotto. Solo che poco più di una settimana fa si sono messi a dare le multe ai motorini perchè non si possono parcheggiare in ZTL. Se non si ha il pass si deve andare a parcheggiare più avanti, dove ci sono quei 10 (ma forse esagero) posti appositi per tutti quelli che abitano/lavorano in zona.
Immagino di non aver assisitito a qualche litigio da far west solo perchè è la settimana di ferragosto.
Anzi, riscrivo: immagino di non aver assisitito a qualche litigio da far west solo perchè in genere la mattina sono così rincoglionita da non essermene accorta.
Sì, decisamente meglio cos¡.
Considerando che ultimamente sono anche rimasta bloccata con la schiena e mi è stato detto “Ely..nuotare e pedalare!”, ho fatto il buon proposito di venire a lavorare bicicletta. Non è una distanza enorme, ma essendo più di un anno che non mettevo i piedi sui pedali, anche 5 km possono essere una distanza abissale. Decisa, convinta, e munita di Ipod nelle orecchie, ieri mattina, (lunedì) scendo in garage e parto. Solo che  avrò fatto 10 metri. Ruota anteriore che rasenta terra.
Cavolo, ieri pomeriggio era tutto ok, ho controllato apposta. ..Ah niente. Neanche il tempo di uscire dal cancello che il buon proposito è già andato a ramengo.

TV.
La settimana scorsa mi si è bruciata la tele, e quindi andando subito nel panico da isterirismo  (vivere da soli senza televisione? ..che pago 50 € al mese di Sky? ma “Ely + no + tele” non è proprio contemplato dalla mia mente) ne sono andata a prendere un’altra. Fighissimo, tempo un paio di ore e sono tornata a casa con il baule della macchina aperto (un 42′ ha la scatola grande quasi quanto la parete del mio soggiorno). Mi mancava la radio a palla e il braccio fuori dal finestrino per essere davvero rocchenròl.
Dopo aver montato il mio nuovo coinquilino e averlo configurato, ho ritrovato la pace dei sensi.
Ma il giorno dopo (lo dico sempre che non sono portata per la convivenza) il mio nuovo compagno mi trascisce e compare un pixel bianco quasi in mezzo allo schermo. No, non ci siamo. “La persona che deve abbandonare la casa è…”
Torno al negozio e mi viene detto “questo modello l’abbiamo finito, ne ordiniamo ancora e appena arriva la chiamiamo, più o meno dovrebbe arrivare a metà settimana”.
Praticamente era un “le faremo sapere”. No caro-omino-della-televisione, abito nella via di fianco, posso anche venire a chiedertelo tutti i giorni.
E infatti la telefonata non arriva, nè al mercoledì ne al giovedì ma neanche al venerdì, e così alla domenica mattina (avete deciso di tenere aperto anche la domenica? E io vi vengo a trovare!) parto in spedizione.
“Sì guarda è arrivata ieri, ma oggi non possiamo dartela (?!), passa a prenderla domani”
Quindi tutta galoppante ieri sera mi metto già con la macchina pronta con il baule aperto (sempre rocchenròl), carico il mostro, arrivo a casa, scarico, tiro via il polistirolo che (come ovvio) si sbriciola svolazzando per tutta la stanza, monto e: “ma questa non è come quella che avevo..è simile ma non è lei. E non è il modello migliore del mio, il mio era HD Ready, qui neanche l’adesivo per fare finta che lo sia ci hanno messo..”.
Non la voglio.
Televisore farlocco, sei stato nominato. Anche tu devi abbandonare la casa.
Torno al negozio: stavolta però non sono galoppante ma ringhiante.
“La televisione che mi hai dato non è uguale all’altra”
“Sì, è lo stesso modello”
“No, su questa non c’è l’accadì
“Ma è impossibile, è uguale”
(segue l’ inclinamento e irrigidimento del mio collo, con vena in fronte pulsante”) “NO, sul mio scontrino c’è scritto Q1000, tu hai scritto G1000. E’ scritta male, ma questa è una G. E che sia o no accadì, io la voglio uguale a quella che avevo prima”
“Ah allora mi sono sbagliato, c’erano le due scatole vicine si vede che mi sono confuso. Il modello che hai adesso è quello precedente..se me lo porti indietro domani mattina te la cambio”.
“Ok. Domani mattina alle 9.00 mando qualcuno a prenderla”.

Quindi “torna a casa Lassie”, mi sono detta. E con le orecchie basse che avevo, ci assomigliavo anche.
Non mi è rimasto altro da fare  che raccattare il polistirolo (che nel frattempo si era già diffuso nelle altre camere come un’epidemia) e  reimballare il fratellastro brutto.
E cambiare la camera d’aria della bici.
Magari stasera è la volta buona.. intanto in ufficio pedalando ci sono arrivata, che è già qualcosa.





Vamos!

23 05 2009

Alla fine questi ultimi giorni sono letteralmente volati e ora mancano poche ore al volo.
E’ fantastico, ma se andassi a finire la valigia sarebbe decisamente meglio!
Hasta pronto a todos!

Stuff

Stuff





Quando il tempo [non] vola

30 04 2009

Frigo vuoto

Foto della settimana

Questa foto non so se definirla “Triste eco di solitudine” o “Malinconico eco dell’oblìo”.
L’altra sera ho rischiato l’estinzione.
In preda a un improvviso attacco di fame ho aperto il frigo e una marcia funebre mi ha accolto. Il deserto. Neanche le balle di fieno che rotolano c’erano più..in effetti l’ultima volta che son andata a fare la spesa è stato più di due settimane fa.
E’ che sto facendo la lista delle cose da fare prima di partire per la Spagna, e dato che ho intenzione di spegnere il contatore generale, non voglio ridurmi a inventare (perchè già è successo) improbabili combinazioni di alimenti per finire le cose.
E’ vero che “chi ha tempo non aspetti tempo”, ma mi sa che mi son portata un pò troppo avanti, perchè quando ho avuto l’ideona, non avevo calcolato che mancavano quasi 30 giorni alla partenza, e a oggi ne mancano ancora una ventina, hai voglia..!
Ma non si diceva “il tempo vola”?
Uff.
23 giorni.





Convinci la mamma

20 04 2009

Dato che i miei genitori più di una volta han storto il naso quando dicevo che l’indomani sarei partita per qualche meta, soprattutto per il fatto che il più delle volte vado in solitaria, mi ero promessa di portare la genitrice (in quanto la parte maschile non è per niente propensa al viaggio) via con me un fine settimana.
Dopo le famose giornate di neve di inizio anno che han paralizzato Londra bloccando così anche la nostra partenza, abbiamo optato per un simpatico venerdì 17.
Niente neve, quindi si parte.
La missione era quella di convincere la mamma che mettendo un piede fuori dall’Italia non sono tutti loschi figuri pronti a farsi esplodere in ogni mezzo di trasporto pubblico, che i letti degli ostelli non pullulano di stafilococchi e microbi più di quanti ce ne siano in un hotel a 3 stelle, e che i mercatini delle pulci non sono ritrovi per punkabbestia.

Quindi la missione “convinci la mamma” si è svolta in 5 mosse principali:

1 – portare la mamma in metropolitana.
“Ma al’ostello ci andiamo a piedi? Ma al ristorante ci andiamo a piedi? Ma con cosa ci andiamo al mercatino? A piedi?” Forse sarà l’idea di scendere così tanto sotto terra o forse è per gli avvenimenti che sono successi in questi ultimi anni..ma ha dovuto riconoscere che è comodo andare in metro e anche alla sera tardi non ci sono particolari problemi (e nessuna esplosione). Prova superata.

2 – portare la mamma da Starbuck’s.
Una mia giornata all’estero non può iniziare bene senza una colazione da Starbuck’s con muffin e vanilla latte (o varianti caramel macchiato/ginger bread/ chocolate cappuccino ecc).
Il muffin ai mirtilli è piaciuto e il caffè espresso ha soddisfatto il fabbisogno di caffeina mattutino; prova superata.

3 – portare la mamma a cena fuori, perchè all’estero non esistono solo Mc Donald’s.
Esistono anche gli Hard Rock Cafè, e portandola lì, sapevo che le sarebbe piaciuto. Meglio non rischiare, perchè metterla davanti a un fish & chips di una qualche bettola unta non avrebbe portato buone cose.. “se vuoi conquistare il cuore della mamma, devi passare prima dalla gola”. Uhm mi sa che non era proprio così, ma funziona lo stesso. Prova superata (davanti a una mega insalata con dentro un pò di tutto)!

4 – portare la mamma al mercatino.
Per praticitità ho optato per l’ormai turistico Portobello, e il pensiero d’inizio  “andiamo a vedere ma tanto farà tutto schifo” è mutato in “ma va quante cose strane e carine”. Tempo trascorso tra le bancarelle, 3 ore (ma solo perchè avevamo i tempi stretti). Quindi prova superata.

5- portare la mamma a dormire in ostello.
siamo state all’YHA Oxford Street, che a dispetto del nome è in una traversina di Regent Street, ma a 5 minuti a piedi da Oxford Circus;  niente camerata mista (come è mia abitudine) ma una semplice doppia con letto a castello e bagno condiviso;
Risultato: prova superata: l’ostello era pulito e i letti comodi, l’unica pecca è che la camera dava direttamente sulla strada e, tenendo la finestra aperta per il caldo, fino a tardi c’è stata una bella confusione tra gente ubriaca e sirene di polizia e ambulanze.

5 prove superate su 5.
“Convinci la mamma”: missione compiuta.
Non resta che preparare la valigia e partire per la Spagna..





Taglio e cucito: la classe

27 02 2009

Il corso di taglio e cucito prosegue, ieri alla seconda lezione son andata avanti con la mia creazione, una gonna che probabilmente non metterò mai.
Essendo gli argomenti più battuti i prezzi degli asili nido e le future gravidanze non sempre riesco a inserirmi nei loro discorsi, ma nonostante questo la compagnia rimane piacevole (magari solo un pò datata).
C’è la mia vicina di banco, la signora Jessica Fletcher (per la notevole somiglianza): tra tutte è quella che mi ha preso più in simpatia e ogni volta mi chiede se son entusiasta di come sta venendo la mia gonna. In due lezioni ha iniziato due nuovi progetti senza portarne a termine neanche uno. Ha una figlia di qualche anno più piccola di me, che tra un pò partirà per il Rajasthan per sviluppare la tesi di laurea, e un nipotino che frequenta l’asilo per cui ho realizzato le brochure un paio di anni fa.
C’è la Signorina Rottenmeier, la più brava di tutte. Ha una figlia che da pochissimo tempo si è separata dal marito – ed era ora, perchè è proprio un poco di buono che guarda caso adesso ha capito di aver fatto una stupidata e sta cercando di tornare sui suoi passi – ed è proprietaria di una merceria o qualcosa di simile in città. Rammenda le giacche dei suoi clienti e realizza vestiti su misura, ieri ha iniziato a fare il cartamodello di una gonna primaverile stile Portofino per una signora e ha praticamente finito di realizzare una giacca a quadretti per sua figlia. Non ho ben capito se le piacciono o meno i tessuti scozzesi dato che quando ha visto il mio scampolo ha detto “è proprio bello! io però non sono amante dei misciotti di colori, non fanno per me!” e poi indossava dei pantaloni con la texture di Burberry. A mio parere essere una brava venditrice, con un carattere forte.
C’è poi Nonna Papera che sta realizzando qualsiasi cosa in formato mignon per il futuro nipotino che la figlia Elisa darà alla luce ad agosto: in queste due lezioni ha creato una copertina e due accappatoi davvero carinissimi: uno è quello tipico per i neonati, con il quadrato e il cappuccio, l’altro ha la fattezza di un accappatoio da adulti ma in scala 10:1.
Ha un’adorazione per la figlia, in ogni argomento c’è sempre lei.
C’è la Signora Edna Caprapal, che fa la maestra in un asilo o alle scuole elementari (non l’ho ancora capito), ed è in paranoia perchè la figlia è rimasta ancora incinta e non se lo aspettava nessuno. Si cuce vestiti con tessuti incredibili, non porta mai i pantaloni e le piacciono tantissimo le scarpe basse bicolori o ricoperte di lana. Stile davvero originale.
C’è Joanna Eberhard, la protagonista del film “la donna perfetta” (con la Kidman): è la personificazione della nuora che ogni suocera vorrebbe avere: bellissima, con 2 bambini piccoli e infinita dolcezza e femminilità sia nei movimenti che nella voce. E’ la mamma della famiglia del Mulino Bianco. Sta realizzando le mantovane e i cuscini coordinati per la casa in montagna con il tipico tessuto tirolese rosso con i ricami bianchi.
Infine c’è la Signora Pieraccioni (amica di Joanna). Dal marcatissimo accento toscano, è forse la più inesperta di taglio e cucito. E’ sposata con Stefano e a settembre il figlio ha iniziato a frequentare le scuole medie, ma non quelle vicino a casa perchè gliene hanno parlato malissimo. Si sta realizzando un qualcosa di non ben definito, un misto tra una mantella e una giacca di lana marrone molto pesante, ha paura ad usare la taglia-cuci e mi ha rassicurato che è più facile realizzare un paio di pantaloni che una gonna.
E poi ci sono io: principiante moderatamente maldestra, ieri alle prese con la sua prima imbastitura, con le idee per niente chiare su come vuole realizzare una gonna, che non sa come infilare una macchina da cucire e che alla domanda “ma sai cucire con il punto rovescio?” risponde “ma non so di cosa stai parlando”.
La prossima lezione fodero la gonna, unisco il tutto e in teoria dovrebbe essere finita. Au revoir!





Al concerto degli Oasis

23 02 2009

Finalmente dopo mesi che avevo in mano il biglietto, è arrivato il gran giorno e sabato son stata al concerto degli Oasis a Villorba di Treviso.
L’andata è proceduta bene fino a quando le mie conoscenze geografiche son giunte al termine, e proprio in quei kilometri l’amico Garmin Navigadur ha iniziato a sclerare, piazzando il puntatore (probabilmente ubriaco) in punti random e ripetendo a raffica “ricalcolo”.  Ovviamente in questi casi la pazienza non la vedo neanche da lontano, e dopo aver minacciato il navigatore di abbandonarlo sul ciglio della strada per un Tom Tom pezzino da 50 euro alla prima Comet disponibile, continuavo a  riptermi quanto ero stata pirla a non guardare la strada su google maps prima di partire dato che la mia geografia si limitava fino al confine del casello di Verona Est. A intuito sapevo di dover andare verso nord, ma non mi era chiaro quando.
E se l’autostrada era la A4 detta Serenissima, io ero incazzata come una biscia..
Per risolvere la situazione potevo solo imboccare il primo casello, e chiedere informazioni, dato che di Autogrill non ce n’era l’ombra.
Il primo casello era a più di 20 km dal posto in cui ero. E figurarsi se non c’era una coda lunghissima per uscire.
Ma per una volta avevo sottovalutato la mia buona stella posteriore (per gli amici, Culo): mentre fulminavo con lo sguardo e con la mente tutti quelli che si infiltravano nei posti avanti, ho chiesto a due vicini di fila che strada dovessi fare per andare dove dovevo andare, e ho scoperto che il navigatore aveva svalvolato perchè ero sul nuovo tratto di congiunzione tra la A4 e la A20e qualcosa, giusto quella che dovevo prendere io. Bastava tenere per Belluno, uscita Treviso nord.
Era la buona notizia che volevo e mi dovevo sentir dire, mi avrebbe seccato non poco fare 45 minuti di fila al casello per poi rientrare nello stesso.
Per fortuna poi l’amico Garmin è tornato in sè e si è messo a fare il proprio sporco lavoro, portandomi a destinazione. Essendo arrivata abbastanza presto, son riuscita a mettere il mio potente automezzo nel parcheggio del Palaverde, a 30 metri dall’entrata, e, biglietto alla mano, alle 17.00 ero già in fila praticamente davanti alla transenna, insieme a dei tizi mezzi ubriachi e alla loro collezione di bottiglie  scolate di birra e vodka.

La mano della Ely felicemente sorregge il biglietto per il concerto degli Oasis

La mano della Ely felicemente sorregge il biglietto per il concerto degli Oasis

Alle 19.00 han aperto i cancelli e  appena dentro la porta il cane della guardia di finanza annusando qua e là fermava praticamente tutti, tra cui un ragazzetto che sbracciandosi urlava “io è la prima volta che fumo e proprio a me mi dovete fermare?!”. Ridendo e puntando il dito come Nelson dei Simpson, son passata oltre e mi son piazzata nel posto più centrale della prima fila del mio settore, riuscendo a godere di una visuale perfetta: per essere un palazzetto dello sport,  l’acustica e la scenografia son state superiori alle mie aspettavive. Il concerto è stato bello,  i Gallagher bro. già sul palcoscenico avevano quell’arroganza che li rendeva fighissimi, ma, a parte le gambe a parentesi di Noel (credo, perchè non imparerò mai a distinguerli), non ci son state scene degne di nota.
Alla fine speravo in un’uscita bis ma non c’è stata, e la scaletta dei brani è stata quella che avevo trovato in giro su internet:
- Lyla
- Ain’t Got Nothin’
- I’m Outta Time
- Falling Down
- Champagne Supernova
- To Be Where There’s Life
- The Shock Of The Lightning
- Waiting For The Rapture
- Songbird
- Wonderwall
- Don’t Look Back in Anger
- Rock ‘n’ Roll Star
- Supersonic
- The Meaning of Soul
- The Masterplan
- Morning Glory
- Cigarettes & Alcohol
- The Importance of Being Idle
- I Am the Walrus

Avevo pensato di postare il video di Champagne Supernova, ma sentendosi sotto la mia voce da gallinacea primordiale è meglio se lascio solo le foto.

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso





Taglia e cuci!

20 02 2009

Ebbene, dopo il corso di rollerblade, di spagnolo intermedio, di cinese e di latino americano, mi è partito il corso di taglio e cucito (non ne frequento altri solo perchè non ho più giorni della settimana liberi). Ieri c’è stata la prima lezione e mentre le altre partecipanti (reduci da mesi o anni di corso) realizzavano i corredi per i nipotini futuri e altre discorrevano di quanto siano alti i prezzi degli asili nido, io ero intenta a disegnare i cartamodelli di gonne: la gonna base, quella ampia e quella con lo spacco dietro.
Ammetto che è stata una lezione abbastanza noiosa, ma da qualche parte devo pur iniziare.
Più che altro quando mi veniva chiesto “come vuoi farla? con che tessuto? di che colore?” facevo praticamente muta:  l’ultima volta che ho messo una gonna mi sa ero in chiesa davanti al prete a far la cresima.
La prossima lezione devo portare la stoffa e realizzarla davvero, niente bostik ma filo per imbastire, spillini e macchina da cucire..è già figo a dirlo..e potrei sembrare quasi una brava donnina di casa.
Ovviamente non mancheranno le foto della mia prima schifezza creazione.





Servi della gleba 2.0

2 02 2009

Se decidi che vuoi rifare l’impianto dell’acqua di casa tua, chiami l’idraulico e quando ha finito, lo paghi.
Se a lavoro quasi ultimato decidi che in cucina vuoi 2 lavandini invece che uno solo, glielo dici e le modifiche gliele paghi.
Se una mattina ti svegli e decidi che vuoi modificare ancora l’impianto, chiami l’idraulico e lo paghi.
Non fa una piega. Tu lavori = io ti pago.
E invece per una stramba combinazione tra stregoneria e magia nera, nella massa cerebrale dell’utente medio si insinua un tarlo che gli fa credere che un grafico (ma anche un programmatore), sia un servo del web, una persona che come hobby abbia la passione del computer.

Maggio 2007.
Tal X mi chiede di realizzargli un sito internet. Ovviamente si parte da “voglio solo poche pagine” per arrivare a dover realizzare uno dei siti più complessi in 8 anni di lavoro.
Settembre 2007.
A sito quasi finito, gli viene un’idea per una piccola modifica. La piccola modifica mi porta a variare buona parte del database.
Ottobre 2007.
Il sito è online.
Marzo 2008.
Dopo altre (illimitate) piccole variazioni, mi viene pagato il lavoro.

Mi illudo che il tunnel sia quasi finito, e invece da aprile a novembre 2008 sono seguiti altri piccoli piaceri, tra cui:
- devo vendere la casa, mi aggiusti le foto?
- devo vendere la macchina, mi rimpicciolisci le foto da mettere sul giornale?
- devo affittare la casa al mare, mi metti a posto le foto da pubblicare su internet?
- (al martedi) devo andare in fiera questo fine settimana, mi faresti un sito veloce veloce? giusto 4 pagine di presentazione, io intanto dico di farti mandare i testi.
- (il lunedi dopo la fiera) ma il sito che hai fatto la settimana scorsa mi fai anche la versione in russo? tra un pò ti arrivano i testi per email!
- se io registro un dominio mi fai in modo se digito il nome sito vada direttamente su un altro? ..ma come si fa a registrare un dominio? cosa devo fare? che caratteristiche deve avere? aiuto!
- tra due settimane mi scade il dominio, mi spieghi cosa devo fare per rinnovarlo?
- ho il sito vecchio che ha i collegamenti che non vanno più, me lo sistemi?
- intanto che aggiusti i link che non funzionano..mi sistemi un pò la grafica? ma senza rifarlo ne, solo così..una rinfrescata!
Dicembre 2008
Esasperata dopo l’ennesima richiesta multipla (mi aggiungi un link nel sito vecchio e mi spieghi come si fa a registrare un sito sui motori di ricerca? perchè se lo cerco non mi viene fuori niente), me ne vado in ferie.
Gennaio 2008
Al telefono mi insultano dicendo
- che il mio comportamento non è serio e che prendo per il culo la gente
- che quando ho visto le 10 chiamate che mi son state fatte il giorno prima dalle 8.00 di mattina alle 21.00 avrei dovuto richiamare per sentire quale era il problema
- che se i loro piccoli piaceri mi prendevano così tanto tempo avrei potuto dirlo..avendomi pagato (a marzo dell’anno scorso) credevano fosse tutto compreso
- che avevamo un contratto verbale
- che dopo essere stata pagata sono sparita dalla circolazione (!!!).

Questo è quanto.
Se qualcuno ha bisogno di un sito, mi lasci le chiavi sotto lo zerbino che mi metto il grembiule e gli faccio le pulizie di casa.





Corso di Rollerblade

19 01 2009

Come se non avessi abbastanza impegni, la settimana scorsa ho deciso di cercare un corso di rollerblade. Peccato che in tutta Mantova e provincia non ce ne sia uno neanche a cercarlo con il lanternino (non che la cosa mi stupisca). In compenso tramite questo sito ne ho trovati 6 o 7 a Verona, e uno, essendo al sabato mattina, fa proprio al caso mio..Bello sbattimento andare fino là, ma almeno quando inizierà la bella stagione non mi limiterò ad andare avanti e indietro per la mia via.
La prossima lezione porterò i soldi sia per il corso che per l’iscrizione alla società, il Roller Club Scaligero (R.C.S.)
Per fortuna non mi è venuta la voglia di iniziare a giocare a golf, o mi sarei dovuta iscrivere alla F.I.G, la Federazione Italiana Golf.
Chissà se prima o poi decideranno di concludere l’acronimo con un bel Anonimi/Autonomi/Associati..avrebbero sicuramente un boom di iscrizioni maschili.

CorsoRollerblade





Previsioni 2009

12 01 2009

Riassumendo nel 2008 ho fatto 19 viaggi.
I miei genitori stanno lentamente riprendendo a riconoscermi, dato che per tutto l’anno mi han visto talmente poco che ogni volta che suonavo il campanello mi urlavano  “no grazie, le enciclopedie di scientology se le tenga per lei e vada a lavorare che è meglio”.
Per il 2009 li ho rassicurati che farò la brava e cercherò di stare a casa qualche fine settimana in più. Cercherò. Comunque per evitare false speranze, ho detto loro che il viaggio importante ci sarà, come ogni anno. E un fine settimana lungo a primavera. E quello in autunno.
Una mezza idea su dove mi piacerebbe andare per il viaggio lungo già ce l’ho, ma al momento rimane privata per il semplice fatto che non vorrei passare per quella che parla e non conclude niente.
Altri buoni propositi non ne ho fatti, con i corsi serali a cui mi sono iscritta ho già abbastanza impegni almeno fino a giugno: 2 corsi di lingua straniera, 1 di ballo e 1 che, me esclusa, la partecipante più giovane già era vecchia quando era piccola: partecipo al corso di taglio e cucito.
Come scusa dico a tutti che “lo faccio perchè ho la possibilità di avere tutti i materiali gratis”.
Magari diventerò la nuova Coco Chanel.
Magari sarò talmente brava che aprirò un atelier .
Magari diventerò ricchissima perchè farò delle creazioni così belle che me le pagheranno un sacco di soldi, anche 10.000 bigliettoni… tipo questi.





L’intervento per la miopia: resoconto

23 12 2008

E’ un mese e mezzo che ho fatto l’intervento laser agli occhi (precisamente il 6 novembre), ed è tempo di fare questo post.
Quando cercavo di documentarmi su internet ho trovato tanti pareri discordanti, ma volendo fare l’operazione a tutti i costi (e infatti mi è proprio costata) non mi son lasciata scoraggiare.
Inizio col dire che l’operazione può essere mutuabile in certi casi, tipo quando c’è tanta differenza di diottrie tra un occhio e l’altro o c’è una fortissima miopia (mi pare da -7 in poi), ma non era il mio caso.
I motivi che mi hanno spinto a farlo è che già alle elementari portavo gli occhiali (rossi..ma di un rosso vivacissimo, quasi natalizio, con quella montatura orrenda da occhiale per bambini..e anche la cordicella per non perderli era rossa. I grandi che mi dicevano “va come stai bene..che faccetta buffa!” ma non è che mi convincessero del tutto e infatti mi sentivo così a disagio..e avevo vergogna, tantissima vergogna!..solo con gli anni ho scoperto che questa sensazione viene chiamata “sentirsi idiota”).
Che sia per quello che gli occhiali da vista non mi sono mai piaciuti? Poi a 15 anni ho iniziato a portare le lenti a contatto, fino a oggi, che di anni ne ho 27.
Bisogna dire che le lenti a contatto sono comode perchè non fanno male dietro alle orecchie come le stanghette, non scendono dal naso ogni 5 minuti, e non si appannano se entri in un locale quando fuori fa freddo. Ma è anche un bello sbattimento tra metti e togli, e il liquido, e se fai un ponsino sul divano quando apri gli occhi l’occhio è secco e la lente rimane “indietro”.
Ma il motivo principale è che in 2 anni son passata da una miopia di -2.50 e -3.50 a -4.00 e -5.00: basta, voglio fare l’operazione laser.
L’oculista dice che i miei occhi sono idonei e mi dà i vari fogli porta-sfiga da firmare e restituire su cui ci sono i rischi e pericoli:  dice anche che il laser oramai non lascia margine di errore e io gli voglio credere: non sarò proprio io quell’esemplare sfigato che rimarrà cieco a vita o perderà un occhio mentre tira l’acqua del water? Rubando lo slogan a Obama, “we can believe in”. Sì, ci credo per forza, con l’assegno che ti lascio giu ci dobbiamo credere io, te, i miei parenti, i tuoi e anche sto kaiser.
La preparazione all’ultima visita totale e definitiva, quella qualche giorno prima del surgery day in cui si decide quanto si dovrà calibrare il laser, consiste nel rimanere 2 settimane senza indossare le lenti a contatto perchè queste possono modificare (anche se di poco, si parla di qualche micron) la curvatura dell’occhio.
L’ambaradan durerà sì e no un’oretta, è più il tempo che ci mette l’anestetico a fare effetto che quello a stare sotto al laser. Per rendere l’idea, il macchinario è simile a quello con cui di fa la tac. Ci si corica e poi, un occhio alla volta, si fissa un punto rosso. Ovviamente per tenere aperta la palpebra viene messo un dilatatore e per eventuali movimenti oculari non bisogna preoccuparsi, ci pensa in automatico il laser a seguire la retina.
Nel mio caso per ogni occhio sono stata sotto un minuto circa. E’ totalmente indolore, si sente solo puzza di pollo bruciato..e il puntino rosso da fissare diventa sempre più fosco. A operazione finita si vede tutto un pò torbido, come quando si risale dalla piscina con gli occhi aperti. Ma già si nota un bellissimo miglioramento visivo.
Sono arrivata in studio alle 9.30 -10.00 e alle 11.00 ero fuori, provvista di colliri, lenti a contatto protettive (da tenere 3 o 4 giorni, poi le toglierà l’oculista), occhiali da sole e cappello con visiera. Ovviamente non ero in grado di guidare, stavo bene con gli occhi chiusi anche se non provavo dolore ma un leggero fastidio, fin verso le 2 di pomeriggio, quando ha iniziato a finire l’anestesia e sono iniziati i dolores.
Ma stranamente, verso sera sono finiti e in una qualche maniera son anche riuscita a vedere la televisione. Avevo solo una intensa lacrimazione. E questo è stato il giovedì.
Al venerdì mattina avevo la visita post-operatoria, il fastidio continuava ma la lacrimazione era praticamente infinita, anche solo dischiudendo gli occhi mi scendevano lacrime che neanche la Madonna di Santa Caterina Labouré. Però tutto sommato non era male..peccato che nel giro di 100 metri la situazione sia precipitata e non riuscissi neanche più ad aprire gli occhi dal dolore. Come quando ci si taglia un dito con un foglio di carta..ma forse questa era una risma intera. Ed è durato tutto il venerdì e tutto il sabato.
Ho vissuto 2 giorni in un completo e oscuro isolamento, passando dal divano a letto e viceversa. Scuri chiusi, acqua a temperatura ambiente (ma quanto fastidiosa era la luce del frigo!?) e cellulare rovesciato che si sa mai che si metta a lampeggiare per una chiamata..
Quella sera il massimo divertimento è stato ascoltare la televisione: l’ho dovuta totalmente coprire con una coperta, led rosso compreso. E assicuro che trovare un programma capibile solo con l’audio è stato difficile..alla fine ho dovuto ripiegare su C’è posta per te. Che triste.
A chi deve affrontare questa operazione consiglio di avvisare amici e parenti che per qualche giorno sarà impossibile riuscire a mandare un sms, quindi se vi vogliono chiedere come state dovranno telefonarvi. Poi ovviamente ci sarà quello che vi manderà l’sms con “come stai? ci vedi?” e non ricevendo nessuna risposta inizierà con “perchè non mi rispondi?” “ti è arrivato il mio sms?” “ti posso chiamare o stai dormendo?”. Con un immenso sforzo riuscirete a leggere il nome del coglione mittente e lo chiamerete dicendogli con enfasinon-posso-leggere-i-messaggi perchè non riesco a tenere gli occhi aperti, comunque tutto ok, sapevo che avrebbe fatto malissimo”..e  dopo 10 minuti vi manderà un tenerissimo “mi ha fatto piacere sentirti, porta pazienza, vedrai che tra qualche giorno passa tutto!”. Grazie & graziella, sì io sto portando pazienza, ma non voglio farlo con te.
Ma tanto non riuscirete a schiacciare il tasto “rispondi” e il cellulare ritornerà a stare sul divano a pancia in giu.
Il sabato passa e alla domenica si è quasi in forma. Per lo meno si riesce ad avere una quasi vita sociale. Ovviamente bisogna sempre dotati di mega occhiali da sole scuri e cappello con visiera..ero molto “vip in incognito contro i paparazzi” (i parenti).
Dal lunedì è tutta una discesa, oramai si può tornare alla vita reale. La vista è abbastanza buona, magari è ancora presto per guardarsi tutta la saga del Signore degli Anelli o leggere la Divina Commedia, ma si è soddisfatti.
Per un mesetto circa ci sarà ancora qualche difficoltà a guardare su monitor e televisioni, ma tutto finirà per il meglio. Magari è meglio non fare come ho fatto io che sono tornata a lavorare sul computer dopo 10 giorni..non è stata per niente una gran mossa.
Ma già dopo due settimane riuscivo a guidare sia di giorno che di notte, niente bagliori o lampi strani.
Quindi per concludere: consiglio l’operazione a chi ha la possibilità di “isolarsi” per 4/5 giorni, senza bambini piccoli o animali che saltano sul divano a tradimento..non si è il massimo della cordialità e della simpatia. E ricordarsi di preparare il libretto degli assegni: tra le visite e l’intervento mi è costato dai 3500 ai 4000 euro, e non ho neanche fatto bene i conti perchè stavo già soffrendo abbastanza.
L’ultimo appunto: mancandomi 5 e 4 diottrie non avrei mai potuto arrivare a 10/10, ma vedo come quando avevo le lenti..forse un ciccinìno meglio quando c’è buio.
Ma lo rifarei, perchè aprire gli occhi alla mattina e vederci è veramente fighissimo!

La Ely che alla sera dopo l'intervento si atteggia da VIP con occhiali da sole e cappello

La Ely che alla sera dopo l'intervento si atteggia da VIP con occhiali da sole e cappello





Dubbi esistenziali 2.0

22 12 2008

Mettiamo che una tizia (chiamamola con un nome qualsiasi..”Ely”) arrivi in un gruppo di persone mai viste prima.
Mettiamo anche il seguente dialogo:
tizio A: “ma tu non lavori per una azienda informatica?”
Ely: “sì..ma come fai a saperlo? non ho neanche detto come mi chiamo!”
tizio A: “ma ti ho visto su Facebook

La domanda è: chi ha oltrepassato il confine tra vita reale e vita virtuale?
Io che ho fatto del web il mio lavoro, o lui che in un sito di milioni di persone è riuscito a ricordarsi il mio mestiere?

Boh. Comunque vorrei avere anche io la sua memoria..Neanche riesco a ricordarmi il suo nome.





A Year of Festivals

2 12 2008

Phishing: in ambito informatico il phishing è una attività illegale che sfrutta una tecnica di ingegneria sociale, ed è utilizzata per ottenere l’accesso a informazioni personali o riservate con la finalità del furto di identità mediante l’utilizzo delle comunicazioni elettroniche, soprattutto messaggi di posta elettronica fasulli o messaggi istantanei, ma anche contatti telefonici.
Da Wikipedia

E quindi la settimana scorsa, precisamente il 24.11.08 come non pensare che la mail qui sotto ne facesse parte?

Hi Elisa,
Congratulations – you’re one of the five winners in the Hostelworld.com/Lonely Planet competition of a copy of Lonely Planet’s book “A Year in Festivals”!
Can you send me your address so I can send you out your book please?
Congratulations again.
Kind regards,
Colm Hanratty
Editor
www.hostelworld.com

Io ho partecipato a un concorso su hostelworld? Boh, forse sì ma anche no..non mi ricordo cosa ho fatto la settimana scorsa..
Ovviamente ho pensato “col cavolo che ti dò il mio indirizzo, mica voglio tornare a casa e ritrovarmi con tutta una famiglia di albanesi da ospitare..sempre che la casa me la lascino..”
Eppure, era una mail troppo brutta per essere phishing. Almeno quelli che fanno phishing si sforzano di fare la grafica di Ebay, o delle Poste, o di Unicredit..in questo caso niente, neanche un’immagine, l’unico link è hostelworld.com che collegava veramente al sito.
Quindi ho optato per dare un’occhiata su Google a questo Colm Hanratty, ed effettivamente è risultato essere un editore.
Sì forse ho partecipato a qualcosa..ma son così fortunata da essere uno dei cinque con tutti quelli che hanno partecipato al mondo?
Boh.
Ma sì dai, diamo l’indirizzo dell’ufficio, così se capita qua una squadra di malenintenzionati ci pensa la portinaia giu a sistemarli, gli dà una sprangata sulle gambe che si mettono a parlare l’aramaico antico.
O peggio, li rinchiude con lei nel gabbiotto per tutta la mattina.

E invece oggi è arrivato il pacco, senza antrace, senza bombe e addirittura senza zingari zoppicanti affamati con 3 figli che chiedono l’elemosina al semaforo.
Fighissimo!
Contiene le congratulazioni di sto Colm Hanratty, il libro “A year of festivals“, 4 cartine geografiche (Europe, Australia New Zealand & Fiji, Africa, USA & Canada), una biro e la Gold Card per non pagare per un anno le booking fees, ovviamente su hostelworld.com.
A dire la verità l’anno prossimo avevo pensato non fare più i fine settimana in giro, dato che i miei genitori prima di entrare dalla porta han cominciato a chiedermi un documento di identità, ma questa tessera e il libro son davvero invitanti..vedremo.
Quasi quasi adesso cerco qualche concorso per vincere dei voli, o dei soggiorni o carte di credito a fondo perduto..se il 2008 è stato l’anno del viaggio low cost, si sa mai che il 2009 sia l’anno del viaggio GRATIS!

A year of festivals | Lonely Planet

A year of festivals | Lonely Planet