Finalmente dopo mesi che avevo in mano il biglietto, è arrivato il gran giorno e sabato son stata al concerto degli Oasis a Villorba di Treviso.
L’andata è proceduta bene fino a quando le mie conoscenze geografiche son giunte al termine, e proprio in quei kilometri l’amico Garmin Navigadur ha iniziato a sclerare, piazzando il puntatore (probabilmente ubriaco) in punti random e ripetendo a raffica “ricalcolo”. Ovviamente in questi casi la pazienza non la vedo neanche da lontano, e dopo aver minacciato il navigatore di abbandonarlo sul ciglio della strada per un Tom Tom pezzino da 50 euro alla prima Comet disponibile, continuavo a riptermi quanto ero stata pirla a non guardare la strada su google maps prima di partire dato che la mia geografia si limitava fino al confine del casello di Verona Est. A intuito sapevo di dover andare verso nord, ma non mi era chiaro quando.
E se l’autostrada era la A4 detta Serenissima, io ero incazzata come una biscia..
Per risolvere la situazione potevo solo imboccare il primo casello, e chiedere informazioni, dato che di Autogrill non ce n’era l’ombra.
Il primo casello era a più di 20 km dal posto in cui ero. E figurarsi se non c’era una coda lunghissima per uscire.
Ma per una volta avevo sottovalutato la mia buona stella posteriore (per gli amici, Culo): mentre fulminavo con lo sguardo e con la mente tutti quelli che si infiltravano nei posti avanti, ho chiesto a due vicini di fila che strada dovessi fare per andare dove dovevo andare, e ho scoperto che il navigatore aveva svalvolato perchè ero sul nuovo tratto di congiunzione tra la A4 e la A20e qualcosa, giusto quella che dovevo prendere io. Bastava tenere per Belluno, uscita Treviso nord.
Era la buona notizia che volevo e mi dovevo sentir dire, mi avrebbe seccato non poco fare 45 minuti di fila al casello per poi rientrare nello stesso.
Per fortuna poi l’amico Garmin è tornato in sè e si è messo a fare il proprio sporco lavoro, portandomi a destinazione. Essendo arrivata abbastanza presto, son riuscita a mettere il mio potente automezzo nel parcheggio del Palaverde, a 30 metri dall’entrata, e, biglietto alla mano, alle 17.00 ero già in fila praticamente davanti alla transenna, insieme a dei tizi mezzi ubriachi e alla loro collezione di bottiglie scolate di birra e vodka.

La mano della Ely felicemente sorregge il biglietto per il concerto degli Oasis
Alle 19.00 han aperto i cancelli e appena dentro la porta il cane della guardia di finanza annusando qua e là fermava praticamente tutti, tra cui un ragazzetto che sbracciandosi urlava “io è la prima volta che fumo e proprio a me mi dovete fermare?!”. Ridendo e puntando il dito come Nelson dei Simpson, son passata oltre e mi son piazzata nel posto più centrale della prima fila del mio settore, riuscendo a godere di una visuale perfetta: per essere un palazzetto dello sport, l’acustica e la scenografia son state superiori alle mie aspettavive. Il concerto è stato bello, i Gallagher bro. già sul palcoscenico avevano quell’arroganza che li rendeva fighissimi, ma, a parte le gambe a parentesi di Noel (credo, perchè non imparerò mai a distinguerli), non ci son state scene degne di nota.
Alla fine speravo in un’uscita bis ma non c’è stata, e la scaletta dei brani è stata quella che avevo trovato in giro su internet:
- Lyla
- Ain’t Got Nothin’
- I’m Outta Time
- Falling Down
- Champagne Supernova
- To Be Where There’s Life
- The Shock Of The Lightning
- Waiting For The Rapture
- Songbird
- Wonderwall
- Don’t Look Back in Anger
- Rock ‘n’ Roll Star
- Supersonic
- The Meaning of Soul
- The Masterplan
- Morning Glory
- Cigarettes & Alcohol
- The Importance of Being Idle
- I Am the Walrus
Avevo pensato di postare il video di Champagne Supernova, ma sentendosi sotto la mia voce da gallinacea primordiale è meglio se lascio solo le foto.

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso

Oasis - Treviso











