
si pronuncia Xīnnián hǎo e vuol dire buon anno in cinese: stasera infatti saranno in molti vestiti di rosso (che porta buon auspicio) a festeggiare la venuta del nuovo anno. Io non mi barderò come un babbo natale senza barba e baffi (nonostante qualcuno affermi che anche io li abbia), ma mi limiterò a guardare qualche programma su Sky, così, giusto per documentarmi su questa nazione che mi attira così tanto.
Non per niente qualche mese fa ho iniziato un corso di cinese..a dire la verità tutto è iniziato perchè nelle mie ricerche avevo trovato un fastastico offertone per per Tokyo a 600 euro.
Ovviamente i compagni di viaggio per un viaggio così impegnativo non si son visti, e pur non avendo nessun problema ad andare da sola, quando ho accennato l’idea a casa, ai miei è venuto un mezzo infarto e quindi con immenso dispiacere son stata costretta a rimandare l’idea nipponica.
Poi il caso ha voluto che cominciasse un corso di cinese vicino a casa mia, e pensando “se non posso andare in Giappi, vediam come sono questi mangiatori di involtini primavera, magari ci scappa pure l’aggancio per un viaggio in futuro”, son andata alla lezione di presentazione. Et voilà, il corso di tre mesi è piazzato.
Lezione zero: spiegazione del programma e presentazioni varie.
Prima lezione: i numeri. Una volta entrati nell’ottica del loro sistema di numerazione, è anche divertente.
Dalla seconda lezione in poi, ti chiedi cosa ci fai lì e se quella sera non avessi avuto nient’altro da fare che prendere la macchina e andare la prima volta.
Per non fare la figura della pistola, dovrei studiare..il fatto è che per ogni parola bisogna sapere come si scrive con i disegni (dicesi caratteri cinesi), con le lettere normali (pinyin) e come si pronuncia..e raramente il tempo si accompagna con la voglia.
Ma ho voluto la bicicletta? E adesso pedalo.
Così tra tanti “ma quel segno l’ho già visto e non mi ricordo cosa vuol dire” e “stai attenta che se quella parola la pronunci così, invece di dire ‘mamma’, mandi a cagare quello che ti sta davanti”, sembra che stia imparando qualcosa: la settimana scorsa mentre gigioneggiavo su Nat Geo Adventure (canale 404) ho visto “Due pazzi per la Cina” e ho capito chiaramente che si son chiesti “ciao come ti chiami?” e (ovvio) “mi chiamo..”.
E’ praticamente un miracolo. Dopo varie settimane di vuoti mentali paragonabili a tanti buchi dell’ozono, ho avuto così tanta soddisfazione che mi son sentita il Dio Universale di tutti i mondi.
Me la devo segnare.
“Sabato 24 gennaio 2009, assistendo a un programma alla televisione, la Ely ha capito le sue prime 2 frasi in cinese”.
Troppo figo.
Tornando ai festeggiamenti che faranno stasera, stiamo lasciando l’anno del topo per entrare in quello del bue: dicono sia quello buono, quello che risolleverà la Cina dalla crisi. Considerando che il bue è un toro a cui han tolto gli attributi, prevedo che nella patria del riso saranno ben pochi a ridere.
E se fossi al ristorante starei ben attenta a non ordinare delle polpette.











