Ai fornelli

24 10 2008



Risotto alla birra

* 300 g di riso
* 30 g di formaggio fontina
* 30 g di formaggio crescenza
* 30 g di formaggio parmigiano
* 1 cipolla piccola
* 80 cl di brodo
* 15 cl di birra
* 30 g di burro
* 4 cucchiai di olio d’oliva
* Sale

Tritare la cipolla e farla appassire in una casseruola con l’olio, poi versare il riso e lasciarlo tostare per pochi minuti.
Proseguire la cottura bagnando poco per volta con il brodo bollente.
Sciogliere in un tegamino il burro e unire i formaggi tagliati a dadini e la birra, lasciando fondere tutto a fuoco bassissimo e mescolando continuamente.
Alla fine salare un pò.
Unire la crema di formaggi al risotto quando sarà pronto e mantecate bene mescolando la preparazione fuori dal fuoco e per finire servire subito.

Dato che questo fine settimana ho un raduno col parentado, mi metto ai fornelli e sperimento, così sistemo tutti facendoli ubriacare..





80004005: Cincillà in avarìa

22 10 2008

Dovendo seguire il trasferimento di un sito da un server a un altro, mi è capitato di incorrere nel malefico “Microsoft OLE DB Provider for ODBC Drivers error ‘80004005′”. Cercando sull’amico google ho trovato varie soluzioni ma nessuna che facesse al caso mio, e quindi son ricorsa alla vana speranza di avere assistenza dal supporto tecnico offerto dalla società hosting.

Che cazzatona.
Riporto le mail che sono intercorse tra me e l’omino che mi doveva semplificare la vita.

Ely:
“vorrei avere chiarimenti per quanto riguarda l’hosting del sito xxxxx, realizzato in asp con db Access.
in lettura non c’è nessun problema, in scrittura molte volte ritorna l’errore “Microsoft OLE DB Provider for ODBC Drivers error ‘80004005′”. Il db è contenuto nella cartella mdb-database al quale ho già dato i permessi full;
ho controllato di chiudere tutte le connessioni nelle pagine;
ho controllato la stringa di connessione mettendo sia quella che suggerite nel vostro help “Provider=Microsoft.Jet.OLEDB.4.0;Data Source=” & server.mappath(“pathdb”)
quale può essere la causa? il vostro help l’ho già letto ma non trovo una soluzione..
grazie”

faccio notare che per non ricereve risposte insulse, ho precisato cosa avevo già a provato a fare, purtroppo senza risultato. A quanto pare l’omino-risolvi-problemi o non ha letto la mia mail, o non ce la fa di suo, e infatti mi risponde:

Gentile Cliente,
in merito alla sua comunicazione la informo che per poter utilizzare e scrivere sul database access è necessario che, sia la cartella dove si trova il file .mdb che il file .mdb devono aver settato i permessi a “Full Access”.
La invito cortesemente a verificare ed a riprovare.
Grazie e Buona Giornata.

Cioè mi prendi per il culo o hai l’intelligenza di un cincillà? Se te l’ho appena detto io che ho già dato i permessi, perchè mi vieni a dire “per funzionare servono i permessi?”.
Come se andassi in farmacia dicendo “mi serve qualcosa per il cagotto, ho già provato il Dissenten, ma non mi ha fatto niente. cosa devo fare?” e la farmacista si presenta con una confezione di Dissenten formato famiglia. Ma mi prendi per il culo?

Infastidita, rispondo così:
come le ho anticipato, ho già dato i permessi alla cartella. E’ stata la prima cosa che ho fatto.
Rivolgendomi direttamente a voi speravo in una risposta più esauriente e approfondita, ma vedrò di cercare altre strade
Grazie e Buona Giornata

Se fossimo stati in Kill Bill, la chiusura della mail sarebbe stata con un eloquente “conti quanto un buco di culo sul gomito”.
Ma l’omino-cincillà non demorde. Forse ha capito di aver fatto una figura di merda..o forse non l’ha proprio capito ed è ancora convinto delle sue idee briose e pazzerelle.

Gentile Cliente,
come da mia precedente comunicazione i permessi a Full Access devono essere forniti anche al file .mdb per poter utilizzare la stringa di connessione fornita nel pannello di controllo.
Grazie e Buona Giornata.

C
H
E

O
R
R
O
R
E
.

Sono le parole meno volgari per esprimere un giudizio. Caro omino dagli occhioni teneri e le orecchie buffe, continua a correre spensierato nella tua ruota.
A questo punto il mio fastidio si è tramutato in commiserazione..anzi, sento lo spirito natalizio e volendo far un’opera pia,  gli spiego che, se i permessi vengono impostati su una cartella, in automatico si settano anche su tutti i files interni, e infatti:

i permessi li ho dati sia alla cartella che al file mdb, anche se so per certo che impostandoli alla cartella principale si danno automaticamente a tutti i files che sono contenuti in essa.
Comunque non penso sia un problema di questo tipo, dato che il sito funziona “a intermittenza”: se mancassero i permessi full access, verrebbe generato un errore ogni volta che provassi a scrivere o cancellare qualcosa.
Comunque grazie.

Purtroppo la comunicazione si interrompe qua.
Il cincillà si è ritirato nella sua sconfitta. Forse è andato in letargo..





Halloween Night – Ricette a tema

20 10 2008

Eh sì, si avvicina Halloween. Ok in Italia è una festa commerciale e bla bla bla, ma qualche anno fa mi è capitato di voler preparare una cena a tema, e, non essendo riuscita a trovare delle ricette che mi soddisfacessero, me le sono quasi tutte inventate. Ci ho messo un paio di settimane, ma il risultato è stato molto carino (eh sì me lo dico da sola) ma soprattutto facile da realizzare.
Nel caso qualcuno si volesse mettere ai fornelli, lascio quello che avevo fatto io.

Vomito di zucca
Il riso alla zucca è l’unico piatto che non mi son inventata. La ricetta si trova un pò ovunque, tipo questa di giallozafferano. Per la presentazione, prendete una zucca ornamentale e intagliatela. In questo periodo si trovano un pò ovunque, se siete della “Mantua me genuit”, ve la potete cavare con 5 o 6 euri al mercato vicino alla Rotonda.
Mettete il riso dentro la zucca e fatene un pò uscire dalla bocca, e il risultato dovrebbe essere più o meno così

Vomito di zucca

Vomito di zucca

Dita mozzate
Prendete dei wurster, ketchup e semi di zucca: quelli che scartate dalla ricetta precedente vanno benissimo.
Dopo aver riempito una ciotola di ketchup, Incastrate i semi nei wurster e fate gocciolare un pò di ketchup sulle dita..questo il risultato:

Dita mozzate

Dita mozzate

Occhi di Strega galleggianti
Occorrente: mozzarelline e olive snocciolate, meglio se quelle condite con il pezzettino di peperone all’interno.
In una ciotola versate l’acqua delle mozzarelline, che di suo è torbida e dà l’effetto “orrido”. Con un coltellino ricavate una conca in cui incastrare mezza oliva e poi mettetele in ammollo nella ciotola. Se volete dare un effetto sangue, qualche goccia di ketchup e il gioco è fatto.

Occhi di strega galleggianti

Occhi di strega galleggianti


Vomito di zombie e gelatina di fantasmi

Prendete dei peperoni e intagliateli come avete fatto per la zucca, inseriteci dello stracchino (meglio ancora lo Squacquerone) e tutto intorno della gelatina per formaggi morbidi.

Vomito di zombie e gelatina di fantasmi

Vomito di zombie e gelatina di fantasmi

Testine di zombie
occorrente: liquirizia, palline di zucchero per dolci, polpette di pollo/tacchino (in commercio ci sono già pronte) ma se volete realizzarle, ecco la ricetta:
* 250 g di petto di pollo già lessato
* 150 g di prosciutto cotto
* 2 uova
* 3 cucchiai di formaggio parmigiano grattugiato
* 3 cucchiai di pangrattato
* Olio per friggere
* 1 pizzico di noce moscata
* Pepe
* Sale

Amalgamare pollo e prosciutto macinati, 1 uovo, il parmigiano, la noce moscata, sale e pepe.
Formare con le mani inumidite delle polpette grandi come un uovo da appiattire leggermente.
Passarle prima nell’uovo sbattuto con un po’ di sale e poi nel pangrattato.
Friggerle nell’olio bollente e servirle calde.

Con la liquirizia e le palline di zucchero fate le decorazioni e poi servite in un piatto “sporcato” di ketchup. Al posto della liquirizia, potete anche usare delle striscioline di peperone.

Testine di zombie

Testine di zombie

Mostriciattoli spiaccicati
Per realizzare i corpi, ecco la ricetta per il salame dolce (chiamato anche salame di cioccolato):
Ingredienti (per 4 persone):
2 tuorli d’uovo,
2 cucchiai di zucchero,
50 gr di burro,
100 gr di zucchero,
3 cucchiai di cacao amaro,
1 bicchierino rhum,
200 gr di biscotti secchi.

Lavorare due tuorli con due cucchiai colmi di zucchero sino a quando non avrete ottenuto una crema morbida. Aggiungere il burro sciolto, lo zucchero mescolato al cacao amaro ed il rhum. Mescolare tutto molto bene e quando i vari ingredienti si saranno ben amalgamati unire i biscotti secchi tagliati a pezzettini di un centimetro e mezzo circa di lato. Mescolare in modo che il cioccolato leghi bene i biscotti poi verrsare il tutto in una carta oleata chiudendola con cura dopo averla arrotolata. (Il dolce deve avere la forma di un salame). Mettere in frigorifero per qualche ora togliendolo solo quando sarà diventato ben duro. Togliere la carta oleata e servirlo a fette.

Per le decorazioni: le zampette sono di liquirizia, i nasi di M&M’s e il rosso è Topping alla fragola

Mostriciattoli spiaccicati

Mostriciattoli spiaccicati

..Buahahahahaha!





Chi mi ama mi segua!

17 10 2008

Per rispondere a Tiziano e a tutti quelli che mi dicono “ma tu hai un sacco di soldi, sei sempre in viaggio!”, oltre a dire “assolutamente no, anzi, dato che stiam andando verso il Natale, se vuoi fare un’opera di bene pagami una rata del mutuo”, potrei dare alcune dritte.

1. tenere d’occhio le offerte delle low cost; se si ha in mente una meta precisa, esistono vari motori di ricerca voli che indicano tutte le compagnie che arrivano a quella destinazione, come zingarate.com o skyscanner.net. Ricordarsi che prima si prenota, meno si spende, e per “prima” si parla anche di 4 o 5 mesi.

2. a viaggiare con il bagaglio a mano si risparmia un sacco, soprattutto se si va con la Ryanair: nel giro di un anno siam passati da 8 a 30 euro per il bagaglio da imbarcare. Per un fine settimana un trolley è più che sufficiente; 1 maglia per ogni giorno, 1 per ogni sera, 1 paio di pantaloni, pigiama, mutande, calze. In ostello ci vuole anche l’asciugamano.

3. Se si deve comprare il trolley, è meglio uno morbido perchè in un momento di shopping furente e compulsivo si modifica diventando più ampio. Meglio se è anche dotato di una tasca esterna, in cui mettere la busta per i liquidi che estrarrete senza dover rovistare tra i panni puliti.

4. Per aver delle tariffe basse, bisogna sapersi adattare a orari impossibili: solitamente i voli più economici (Ryan in primis) sono quelli delle 6.00 del mattino, e infatti a Brema e a Bruxelles ho dovuto fare la domenica notte in aeroporto per poi prendere l’aereo alle 6.30 del lunedì. Non mi andava di attraversare la città alle 3 di mattina a piedi perchè non c’erano i mezzi, quindi copertina di pile, mini cuscino e via. Poi ovviamente il lunedi alle 14.00 ero in ufficio.

5. Se possibile, evitare gli autobus Terravision. A Londra son più economici gli Easybus, a Vienna c’è il treno S7  che porta in centro e costa 4 euro andata e ritorno, contro i 16 del CAT e 11 del bus. Il taxi conviene in città come Praga.

6. Prenotare i voli direttamente dal sito della compagnia aerea: si evitano inutili spese di gestione o invio ticket che applicano i siti che fan da tramite, e se ci son ritardi o modifiche vengono comunicate direttamente alla propria email.

7. I siti su hotel e ostelli sono un buon punto di partenza, ma ricordarsi che, a parte qualche offerta, è più conveniente chiedere direttamente tramite mail all’hotel.

8. per i pranzi al sacco rifornirsi nei supermercati, non nei bar. Sicuramente roba più fresca e che costa meno della metà.

9. munirsi di mappe e informazioni sulla destinazione. Le mappe che vendono in libreria sarebbero da abolire, internet le dà gratis… Le Lonely Planet sono molto utili, ma ce ne sono di più economiche e altrettando complete. Inoltre non le trovo tanto affidabili per pub, ristoranti e locali. Infinitamente più attendibili le zingaguide.

10. Imporsi un budget da rispettare, a seconda della meta. In Inghilterra scordatevi di spendere meno di 100 sterline tra sistemazione per la notte, cibo e spese varie; a Praga con 70 € uscite a cena tutte le sere e vi rimangono anche delle corone da portare a casa..

Detto questo..buon viaggio!





Vintage & Musical W-End @ Liverpool

13 10 2008

Son tornata ieri sera da Liverpool, ci ho passato il fine settimana. Non c’è tantissimo da vedere, ma il numero dei centri commerciali compensa abbondantemente questa carenza, e, come è risaputo, la cosa non mi lascia indifferente: al ritorno oltre a essere stata l’ultima a salire, avevo il trolley che non entrava nel portabagagli dell’aereo, e penso che le hostess mi abbiano odiato. Anche perchè era consentito UN solo bagaglio a mano e io avevo sto trolley con le cerniere che non si chiudevano più, una sportina e la borsa.
Come ho fatto a passare (1) il controllo numero bagagli, (2) controllo se si è in possesso del biglietto d’imbarco, (3) controllo passaporti e (4) metal detector? ero bardata con maglie e maglioni sia addosso che legati in vita (e in aeroporto c’era un microclima equatoriale) con la borsa tenuta sotto al braccio coperta dal giubbino, ma ammetto che mi sia andata da culo.
Daltronde come potevo farmi scappare il gioco dei conigli 2 nuovo a 20 sterline o degli stivali fighissimi a 15 (e un maglione, e il golfino e gli orecchini + altre cose necessarie per la mia sopravvivenza), e poi là c’eran già gli addobbi natalizi, e qualche regalo c’è scappato..
Comunque non si può andare a Liverpool senza farsi prendere dal mondo Beatles, e infatti sono andata al museo. Entrare costa 12 sterline, ma se siete bravi vi potete intrufolare dietro ai cartelloni mentre la cassiera fa il biglietto agli altri. Peccato non avere l’audioguida. Poi non preoccupatevi all’uscita se non avete niente da riconsegnare: la ragazza non vi chiede “perchè tu no?” ma vi saluta e vi ringrazia per la visita..ma che rimanga tra di noi, o vi dovrò uccidere tutti.
Altra fissazione che hanno i Liverpooliani sono i negozi vintage: ci ho messo più di un’ora per trovare la Vintage Fair (Google Maps by foot beta version mi ha toppato tutte le mappe): praticamente ci stavo girando intorno e nessuno ne aveva mai sentito parlare, ma il vero mistero era riuscire a chiedere indicazioni: il loro inglese è tutto un “uo uo gna gna gna”, tra la lingua di Vercingetorige e quella di Bilbo Baggings.
Comunque se vi passa per la testa di emularmi, non fatelo: per tutta la città c’è pieno di negozietti molto più carini e più forniti di quella pseudo-fiera di raus impolverati e buttati a caso negli scatoloni.
Come a Londra, i Liverpoolesi han gli orari improbabili, e infatti la cena in ostello era dalle 17.30 alle 20.30; così dopo aver consumato un horrible pasto (dalla foto mi è stato detto che non sembra male, ma a un certo punto mi veniva da vomitare)

stasera il menu propone Patatine fiappe, riso con salsa vegetable adatta a palati indiani/cinesi e piadina a forma di sella

Stasera il menu propone: Patatine fiappe, riso basmati cotto qualche tempo fa + salsa vegetable con abbondante paprika + piadina a forma di sella.

son uscita e son andata al Bumper a vedere della musica dal vivo. Il primo gruppo mi ha fatto pentire di aver speso 4 sterline d’ingresso: 5 pistola che strimpellavano tutti incazzosi..il cantante era il peggiore (peGGiore), un ragazzetto forse ventenne simil alcolizzato che si atteggiava da fratello Gallagher..se a vederli c’ero solo io e 5 dei loro amici (arrivati anche in ritardo) magari un motivo ci sarà stato. Mi sembra si chiamassero LP: forse stava per Liverpool Pistols o Lonely Pricks..
Invece con gli altri gruppi, tra cui i Black Jackals, è andata molto meglio: oltre a uno stile e a una musica più decenti non c’erano le balle di fieno che rotolavano per il pub.
L’ultima nota la lascio per le foto: mai mai maaaaai fatte foto così oscene, non so perchè, forse il rapporto luminescenza-umidità-telemetro-cavalletto non era adeguato, ma può anche essere che fossi troppo presa a strisciare la carta di credito nei vari negozi..beh se proprio volete vederle ok, ma se boskizzi & pecorelle non me le guardano mi fanno un piacere, son davvero imbarazzanti e potrebbero creare danni alla vista.





Tutti a München!!

2 10 2008

Quest’anno andiamo all’Oktoberfest in autobus, dato che la Pussy Wagon (*) non è più dei nostri.
In tanti credono che la festa della birra di Monaco di Baviera sia un’immensità di persone che svomitazzano e collassano da tutte le parti, ma non è così. E’ vero che per gli autoctoni questa è una manifestazione per festeggiare, ma non come la intendiamo noi, più devoti al “bevo fino a vomitare l’anima”.
E infatti oltre agli uomini in calzoncini e alle donne con il davanzale ben esposto alle intemperie, ci sono intere famiglie, bambini compresi, seduti ai tavoli con nonni e parenti vari.
A tal proposito, a chi si appresta ad andare all’Oktoberfest per la prima volta, posso consigliare di tampinare qualche famiglia con bambino per chiedere di sedersi (è risaputo che se non si è seduti, non si può ordinare): i bambini hanno una minore resistenza e ben presto i genitori si scavano, lasciando il tavolo libero.
In mancanza di piccolen pampinen yaa, puntate su qualche vecchio, che di solito son sempre cordiali e disponibili soprattutto se a chiederlo è una femmena con gli occhioni da cerbiatta (COME ME).
Difficilmente la gente dai 20 ai 40 non ti fa neanche appoggiare una chiappa alla loro panca, e anche a chiedergli “can you order for me?” fan finta di non capire e tu stai come un pirla a perder tempo e a farti venire il nervoso.
L’altra cosa importante è di portarsi delle bottigliette d’acqua.
Quando la birra mi esce anche dalle orecchie sento il bisogno di allungare il contenuto del mio stomaco, ma è quasi impossibile trovare dell’acqua, soprattutto quella naturale.
Anni fa non ho trovato UN solo baracchino che mi vendesse una bottiglietta di naturale, al massimo quella gasata. A fine giornata mi ero bevuta 2 litri di birra, una bottiglietta di acqua gasata e una Fanta media, perchè anche il The freddo era finito sia da McDonald’s che da Burger king che da Häagen Dazs…allucinante. Ero praticamente un boiler con le gambe, una mina pronta a esplodere che girava per la città.
La tradizione (nostrana) di aggiungere un litro all’anno vorrebbe che raggiungessimo i 4, ma mi sa che mi fermerò a un modesto 3..mica posso ancora minacciare con una mela caramellata i vecchi che facevano finta di non vedermi quando chiedevo informazioni..

Immagine di repertorio: